La lettera di 52 sindaci al presidente Fontana: “Tamponi a tutti i medici e personale sanitario”

I sindaci chiedono che si adottino le stesse misure preventive in atto in Emilia Romagna e Veneto.

La lettera di 52 sindaci al presidente Fontana: “Tamponi a tutti i medici e personale sanitario”
Cronaca 19 Marzo 2020 ore 15:41

La lettera di 52 sindaci al presidente Fontana: “Tamponi a tutti i medici e personale sanitario”.

La lettera di 52 sindaci al presidente Fontana: “Tamponi a tutti i medici e personale sanitario”

MILANO – Sono 52 i sindaci che hanno scritto al presidente Attilio Fontana. Una lettera per chiedere “tamponi a medici e personale sanitario, su modello delle regioni Emilia Romagna e Veneto”.

Il testo della lettera

“Caro Presidente – inizia la missiva –, nelle ultime ore il dibattito sulle migliori modalità di contenimento del coronavirus è stato segnato dalle decise prese di posizione dei Presidenti delle Regioni Veneto ed Emilia-Romagna. I Presidenti Zaia e Bonaccini si sono espressi per un metodo diverso rispetto a quello finora adottato nel resto del Paese (anche in Lombardia) e che era basato sulla ricerca del coronavirus solo nei soggetti già sintomatici. L’approccio proposto in Veneto ed Emilia-Romagna prevede una forte estensione dei test diagnostici anche ai soggetti asintomatici, a partire dai familiari e dai contatti dei pazienti affetti da covid-19 e con una particolare attenzione al personale sanitario, impegnato in prima linea nella gestione dell’emergenza e fortemente esposto al contagio.

Chiedono che si adottino le stesse misure in atto in Emilia Romagna e Veneto.

Naturalmente non abbiamo la pretesa di sostituirci alle autonome valutazioni delle Autorità Sanitarie e non mettiamo in dubbio che l’approccio adottato inizialmente sia stato basato sulle evidenze allora disponibili. Tuttavia, il nuovo approccio adottato in Veneto ed Emilia-Romagna ci sembra in perfetta sintonia con le recenti dichiarazioni del Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Dr.Tedros Adhanom Ghebreyesus: “Our key message is: test, test, test”. Questa dichiarazione inequivocabile si aggiunge agli studi recentemente pubblicati in letteratura, che sostengono come una parte estremamente rilevante dei contagi avvenga a partire dai soggetti asintomatici o comunque non diagnosticati per covid-19.

I limiti dell’effettuare test solo ai soggetti sintomatici

Peraltro segnaliamo come uno dei modelli ritenuti di maggiore successo nella lotta contro il Coronavirus, quello applicato in Corea del Sud, preveda l’uso estensivo dei test diagnostici anche su soggetti non sintomatici. Autorevoli voci del mondo Accademico italiano si sono inoltre espresse con chiarezza per un uso più estensivo dei test.Non sono solo le motivazioni scientifiche a muoverci nello scrivere questa lettera, naturalmente.Sono ormai costanti le esperienze sul nostro territorio, che riguardano i nostri cittadini, che evidenziano tutti i limiti dell’effettuare test solo ai soggetti sintomatici. Limiti segnalati a gran voce anche dai rappresentanti del personale sanitario: medici, infermieri, tutte le categorie denunciano non solo di sentirsi non adeguatamente protette nello svolgere il proprio compito assistenziale, ma addirittura di sentirsi responsabili di un’ulteriore espansione del contagio verso i propri pazienti, in assenza di screening rivolti ai sanitari. Una drammatica testimonianza pubblicata sul Corriere della Sera di Bergamo usa parole inequivocabili: “Ci mandano a infettarci e poi a infettare, non è etico”.

La nostra Regione sta pagando un prezzo elevatissimo

E sono continue le segnalazioni di medici che nel territorio lombardo, per la carenza dei mezzi di protezione e in assenza di screening loro dedicati, contraggono il Coronavirus, si ammalano e muoiono nello svolgimento della propria missione assistenziale. La nostra Regione sta pagando un prezzo elevatissimo a causa della diffusione del coronavirus. Territori, città, famiglie devastate dal dolore e dalla perdita dei propri casi. Un prezzo che rischia di essere ancora maggiore, se non mettiamo in campo tutti gli strumenti necessari a ridurre il numero di contagi e morti evitabili. Il concetto di “morte evitabile” non è astratto: in questo momento tocca la coscienza di ciascuno di noi.

La richiesta di un cambio di rotta

Abbiamo sostenuto da subito e senza esitazione le scelte di Regione Lombardia, con pieno spirito di collaborazione, nel rispetto dei compiti di ciascuno e con piena fiducia nel ruolo di guida della Regione e del Governo. Ma oggi scriviamo, con lo stesso spirito di rispetto e collaborazione che ci ha animato sino a ora, per chiedere non solo un segnale, ma un cambio di rotta. Chiediamo, come già avviene in Veneto ed in Emilia-Romagna, e come indicato dalle nuove raccomandazioni OMS, che il numero di test sia esteso il più possibile per agire con forza sui casi di contagio, malattia e morte evitabili. Siamo consapevoli della difficoltà che questa richiesta comporta, ma crediamo che un approccio razionale, che veda come prioritario oggetto di tutela i contatti dei pazienti Covid-19 e il personale sanitario, sia perfettamente percorribile. In particolare al personale sanitario devono essere garantiti adeguati dispositivi di protezione e la possibilità di uno screening precoce. Siamo certi che condividerete l’urgenza delle misure che proponiamo. Siamo certi comprenderete la nostra viva preoccupazione per la salute dei nostri concittadini”.

I sindaci firmatari:

comune di Arese – Michela Palestra

comune di Arluno – Moreno Agolli

comune di Baranzate – Luca Elia

comune di Basiglio – Lidia Reale

comune di Bellinzago Lombardo – Angela Comelli

comune di Binasco – Riccardo Benvegnu

comune di Bollate – Francesco Vassallo

comune di Buccinasco – Rino Pruiti

comune di Carpiano – Paolo Branca

comune di Casarile – Silvana Cantoro

comune di Cassano d’Adda – Roberto Maviglia

comune di Castano Primo – Giuseppe Pignatiello

comune di Cernusco sul Naviglio – Ermanno Zacchetti

comune di Cerro al Lambro – Marco Sassi

comune di Cesano Boscone – Alfredo Simone Negri

comune di Cornaredo – Yuri Santagostino

comune di Dairago – Paola Rolfi

comune di Dresano – Vito Penta

comune di Gaggiano – Sergio Perfetti

comune di Gessate – Lucia Mantegazza

comune di Gorgonzola – Angelo Stucchi

comune di Inveruno – Sara Bettinelli

comune di Liscate – Lorenzo Fucci

comune di Locate di Triulzi – Davide Serrano

comune di Magnago – Carla Picco

comune di Masate – Pamela Tumiati

comune di Melegnano – Rodolfo Bertoli

comune di Nosate – Roberto Cattaneo

comune di Novate Milanese – Daniela Maldini

comune di Noviglio – Nadia Verduci

comune di Paderno Dugnano – Ezio Casati

comune di Paullo – Federico Lorenzini

comune di Pero – Maria Rosa Belotti

comune di Peschiera Borromeo – Caterina Molinari

comune di Pieve Emanuele – Paolo Festa

comune di Pioltello – Ivonne Cosciotti

comune di Pozzuolo Martesana – Silvio Lusetti

comune di Pregnana Milanese – Angelo Bosani

comune di Rho – Pietro Romano

comune di Rosate – Daniele Del Ben

comune di San Donato Milanese – Andrea Checchi

comune di San Zenone al Lambro – Arianna Tronconi

comune di Segrate – Paolo Micheli

comune di Settimo Milanese – Sara Santagostino

comune di Solaro – Nilde Moretti

comune di Trezzano sul Naviglio – Fabio Bottero

comune di Truccazzano – Franco De Gregorio

comune di Vanzago – Guido Sangiovanni

comune di Vernate – Carmen Manduca

comune di Vimodrone – Dario Veneroni

comune di Vizzolo Pedrabissi – Luisa Salvatori

comune di Zibido San Giacomo – Sonia Belloli

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