Si è tenuto oggi il rientro in Italia delle salme delle vittime italiane della tragedia avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana.
Le vittime tornano a casa: oggi il rientro in Italia delle salme dopo la tragedia di Crans-Montana
MILANO – L’aereo decollato da Sion, in Svizzera, è atterrato a Milano Linate alle 11.50 di oggi, lunedì 5 gennaio, dove ad attendere l’arrivo c’erano anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.
Le 5 giovani vittime
Dallo scalo milanese, quattro feretri sono proseguiti poi via terra verso le città d’origine delle giovani vittime: Milano, per Chiara Costanzo e Achille Barosi, entrambi sedicenni; Bologna, dove viveva Giovanni Tamburi; e Genova, per Emanuele Galeppini, originario di Rapallo. Successivamente l’aereo è ripartito alla volta di Roma Ciampino, con arrivo previsto nel pomeriggio, per il rimpatrio della salma di Riccardo Minghetti.
Lutto cittadino a Milano per i due studenti milanesi
Il Comune di Milano ha annunciato l’intenzione di proclamare il lutto cittadino per Chiara e Achille, studenti dei licei milanesi, tra le sei vittime italiane dell’esplosione avvenuta nel locale Constellation. La metà dei ragazzi morti nel rogo era infatti residente o studente in Lombardia.
Tra le vittime c’è anche Sofia Prosperi, 15 anni, la più giovane del gruppo. Con doppia cittadinanza italiana e svizzera e una famiglia di origine romana, viveva a Castel San Pietro, nel Canton Ticino, dove era cresciuta. Per lei non è previsto il rientro in Italia: il feretro resterà in Svizzera e il funerale sarà celebrato mercoledì pomeriggio nella cattedrale di Lugano.
Una giornata di dolore e raccoglimento segna così il ritorno a casa dei giovani travolti da una tragedia che ha colpito profondamente l’Italia intera.
I feriti al Niguarda
E’ ricoverato all’opedale Niguarda il sedicenne Kean Kaizer Talingdan, lo studente del liceo Virgilio e calciatore del Football club Enotria 1908 di Crescenzago è arrivato ieri col volo dalla Svizzera. Il suo amico Leonardo Bove, che con lui frequenta la stessa classe del Virgilio, si trova invece ancora ricoverato a Zurigo e si dovrà valutare il suo trasporto al Niguarda nei prossimi giorni. Al Niguarda sono già ricoverate anche Francesca Nota e Sofia Donadio, le due ragazze ferite anch’esse in Svizzera frequentano anche loro lo stesso liceo milanese.
Leonardo, come scrive Il Giorno, “è una giovane promessa del calcio, capitano della squadra under 17 Élite della società Franco Scarioni”.
Aggiornamento dall’ospedale Niguarda: 11 ricoverati, 3 in condizioni critiche
In merito alla situazione dei feriti nell’incendio di Crans Montana, l’Ospedale Niguarda conferma che attualmente sono 11 pazienti accolti. Quasi tutti i feriti hanno 15-16 anni, fatta eccezione per una donna di 29 anni e una donna di 55.
L’estensione delle loro ustioni (di II e III grado) varia dal 10% a oltre il 50%, coinvolge arti, dorso e volto, e per diversi di loro sono presenti danni importanti a livello polmonare causati dalle inalazioni, che richiedono un’assistenza meccanica alla respirazione.
Sei pazienti sono ricoverati in Terapia Intensiva e sono considerati in condizioni particolarmente serie: necessitano di maggiori cure per il controllo delle infezioni (tipiche in un quadro di gravi ustioni), per il sostegno al funzionamento degli organi e dal punto di vista metabolico. Tre di questi sei sono considerati in condizioni particolarmente critiche. Tutti i pazienti sono sedati e in prognosi riservata, ed è prematuro considerarli fuori pericolo.
I percorsi di assistenza clinica e di cure intensive che ciascuno di loro sta affrontando sono lunghi e complessi – evidenziano dall’ospedale -, e richiederanno come minimo diverse settimane. Le sale operatorie di Niguarda sono costantemente attive per procedere con i diversi interventi chirurgici necessari, mentre è garantito il continuo e costante supporto degli anestesisti e rianimatori.
Niguarda rimane a disposizione per prendere in carico un ulteriore paziente attualmente ricoverato a Zurigo, al momento considerato non trasportabile, così come per dare supporto e assistenza ad ulteriori feriti.