La pandemia apre le porte alla criminalità

Raddoppiate le proposte “irrituali” (di aiuto economico, acquisto dell’azienda a un valore inferiore a quello di mercato, cessione delle quote aziendali) fatte alle attività commerciali.

La pandemia apre le porte alla criminalità
Cronaca 15 Dicembre 2020 ore 12:40

La pandemia apre le porte alla criminalità.

La pandemia apre le porte alla criminalità

MILANO - La criminalità, piccola o organizzata, solitamente vede nelle crisi una grande fonte di approvvigionamento e di sostentamento dei propri affari. E anche la pandemia da Covid-19 non fa differenza.

Chi sguazza nelle situazioni di crisi e difficoltà?

Lo confermano i dati diffusi nei giorni scorsi da Confcommercio Milano, Lodi e Monza e Brianza a seguito di un sondaggio (che ha coinvolto 411 aziende) effettuato di recente, secondo il quale sono raddoppiate le «proposte irrituali» – di aiuto economico, acquisto dell’azienda a un valore inferiore a quello di mercato, cessione delle quote aziendali – fatte alle attività commerciali, turistiche e di servizi: dal 9% (in particolare nella ristorazione) nella prima rilevazione, effettuata a giugno, al 19% di oggi. Il dato è stato elaborato dall’Ufficio Studi ed è basato sull’analisi delle risposte di attività associate dei pubblici esercizi (ristorazione), del turismo, del dettaglio non alimentare e del settore immobiliare. Hanno in particolare risposto all’indagine le attività di ristorazione (38%), i dettaglianti non alimentari (30%) e le agenzie immobiliari (13%).

Lo studio di Confcommercio Milano, Lodi e Monza e Brianza

Oltre al significativo aumento percentuale delle segnalazioni di richieste anomale, rilevato soprattutto nella ristorazione (20%) e nella ricettività (21%) con proposte d’acquisto a un valore inferiore a quello di mercato, l’indagine mette in rilievo come da giugno a novembre siano anche cresciuti i reati ai danni delle attività commerciali, turistiche e di servizi. Si sono soprattutto triplicati i danneggiamenti, segnalati dal 12% dei rispondenti rispetto al precedente 4%. In aumento anche furti ed effrazioni. Vittime di danneggiamenti in particolare l’automotive (29%), la ricettività (21%) e la ristorazione (19%). I furti hanno colpito di più l’oreficeria (14%), la ristorazione (11%) e il dettaglio non alimentare (10%).

Emergenza sanitaria: come le attività hanno affrontato la carenza di liquidità

Come nella precedente rilevazione, l’indagine di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza ha posto forte attenzione su come le attività, in questi mesi difficilissimi di emergenza sanitaria con restrizioni e lockdown, stiano affrontando la carenza di liquidità. Il 69% degli imprenditori (+5% rispetto a giugno) ha fatto ricorso al patrimonio aziendale. Molte più imprese si sono rivolte alle banche: dal 43% di giugno al 56% di novembre. E sono diminuiti i fornitori disposti a far credito: dal 52% di imprese che avevano dichiarato, a giugno, di aver ricevuto questa disponibilità, si è scesi al 37%.

L'allarme per l'acquisto dell’azienda a un valore inferiore a quello di mercato

«La significativa crescita, rispetto solo a pochi mesi fa, delle richieste ricevute, in particolare (dal 6 all’11%) per proposte d’acquisto dell’attività a un valore inferiore a quello di mercato costituisce un campanello d’allarme certamente da non sottovalutare. Gli effetti prolungati dell’emergenza Covid impattano pesantemente sulla tenuta economica e la liquidità delle imprese – ha sottolineato il vicepresidente di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza Mario Peserico – In questa situazione di grave difficoltà per molte aziende è ancor più importante intensificare il monitoraggio di questi fenomeni, rafforzare la collaborazione con le istituzioni, soprattutto far arrivare i ristori rapidamente e in modo congruo in rapporto alle perdite di fatturato».

Il focus incentrato su usura ed estorsione alle imprese

Assieme ai risultati della nuova indagine di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, sono stati anche illustrati, con un focus incentrato su usura ed estorsione alle imprese, i dati raccolti «open source» (giornali, web) da Misap, organismo che si occupa di progettazione, formazione e ricerca applicata alla prevenzione della criminalità, attraverso la piattaforma Mine Crime, prima community in Italia di sicurezza urbana. Dai casi di estorsione e usura rilevati e presi in esame con la piattaforma Mine Crime – trend in crescita nel triennio 2018-2020 – emerge una correlazione fra l’aumentare dei reati e la crescita di casi di immobili e aziende confiscati sul territorio. Più alto, inoltre, è il reddito pro-capite nel singolo Comune, maggiore è la probabilità che si verifichi un caso di usura ed estorsione.

«Preoccupati per questa nuova ondata»

Quello del rapporto tra criminalità ed emergenza Coronavirus è un tema caldo anche per il mondo dell’associazionismo locale, come dimostra l’ultimo report presentato nelle scorse settimane dalla Carovana Antimafia dell’Ovest Milano di Abbiategrasso, guidata dal presidente Piero Sebri.
Il dossier, dal titolo «Businessman e affari: il vero volto delle mafie all’ombra della Madonnina», è stato realizzato al fine di «delineare un quadro quanto più accurato possibile attorno agli affari, illeciti e non, dei clan, principalmente di ‘Ndrangheta, presenti nel territorio ad Ovest della provincia di Milano, dove la Carovana è attiva da anni – spiegano dall’associazione – Affari documentati da numerose inchieste penali condotte dalla magistratura in questi ultimi anni, in alcuni casi già concluse con condanne definitive, in altri ancora in via di definizione».

Le cosche nei territori del Magentino, Castanese, Legnanese e Abbiatense

Il progetto descrittivo-fotografico documenta tutte le attività commerciali e imprenditoriali riconducibili alle cosche nei territori del Magentino, Castanese, Legnanese e Abbiatense e ha l’obiettivo dichiarato di «sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni locali al fine di non abbassare la guardia, specialmente in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. Perché la pandemia di Coronavirus in Italia ha aperto nuovi scenari di crisi, sia sul piano sanitario sia su quello umano e sociale, ma anche dal punto di vista economico. Una crisi economica, con il conseguente fallimento di aziende e la chiusura di negozi, costituisce infatti terreno fertile per la criminalità organizzata di stampo mafioso. Ed è proprio quest’ultimo elemento a preoccuparci maggiormente soprattutto in vista della seconda ondata di contagi che sta travolgendo la Lombardia, la regione più ricca d’Italia».

Denunciare, collaborare e fare squadra

Denunciare, collaborare e fare squadra «per fronteggiare in maniera organizzata il crimine organizzato». Sono questi gli ingredienti necessari per arginare il rischio d’infiltrazione delle cosche nei settori economici più colpiti dal Covid-19 secondo Stefano Ammendola, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano. «E’ chiaro a tutti come la pandemia abbia generato e purtroppo genererà altre crisi per il commercio – spiega Amendola – E questa situazione è sicuramente un’occasione ghiotta per le mafie, in particolar modo per la ‘Ndrangheta, che sulla scorta dei grandi capitali illeciti di cui dispongono possono investire sui beni di consumo più richiesti e più difficili da reperire o “scommettere” sulle società di servizi che in questo periodo hanno visto un incremento della propria attività».

Come avviene il contatto tra le aziende e i soggetti criminali?

«Per quanto riguarda i piccoli imprenditori che sono stati o sono ancora vittima di estorsione è verosimile che, avendo già dei contatti con delle realtà criminali, possano essere avvicinati con l’obiettivo di prelevare l’intera azienda a prezzi stracciati – continua l’uomo – Le mafie controllano il territorio attraverso il meccanismo estorsivo, per questo è più facile che venga avvicinata un’attività imprenditoriale già soggetta a questo tipo di dinamica».

Fondamentale la collaborazione: "sempre aperte le nostre porte»

Dunque è fondamentale che gli imprenditori collaborino: «Mi rivolgo proprio a loro: sappiate che le porte del Palazzo di Giustizia e della Dda sono sempre aperte. Io ho lavorato anche in questi giorni di festa e sia io sia i miei colleghi siamo a vostra disposizione».

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