Io resto a casa… certo, come no: le peggiori scuse dei furbetti (seconda parte) FOTO

Le motivazioni più assurde e le scuse più improbabili escogitate dai “furbetti” che cercano di violare le regole di emergenza contro il coronavirus.

Io resto a casa… certo, come no: le peggiori scuse dei furbetti (seconda parte) FOTO
Cronaca 17 Marzo 2020 ore 12:18

Io resto a casa… certo, come no: le peggiori scuse dei furbetti (seconda parte).

Io resto a casa… certo, come no: le peggiori scuse dei furbetti (seconda parte)

Proseguono le denunce per violazione del decreto di contenimento del presidente del Consiglio il cui simbolico titolo – #iorestoacasa – viene ancora troppo spesso disatteso. Le motivazioni più assurde e le scuse più improbabili escogitate dai “furbetti” del Decreto nelle regioni del circuito “Prima” targato Netweek.

Ancora “furbetti” del Decreto Coronavirus

“Non mi ferma nessuno” e posta l’impresa sui social: denunciato 26enne

Esattamente come il valtellinese che era andato a prendere la fidanzata sul lago di Como per poi fare lo “splendido” su Facebookun 26enne di Poggibonsi, in provincia di Siena, è stato denunciato dalla Polizia. S’è messo infatti a girare per la cittadina, di sera, irridendo la mancanza di controlli da parte delle Forze dell’ordine, auto ripreso dal proprio telefonino… una mossa molto furba, che non è naturalmente passata inosservata ai poliziotti.

Da Prima Siena

“Scusate, ero in cerca di una prostituta”

Una motivazione senza dubbio più forte, ma tutt’altro che indifferibile, quella di un bergamasco 39enne che da Treviglio ha percorso 10 chilometri fino a Zingonia, nodo critico in provincia per spaccio e prostituzione, rimediando anche lui una denuncia. Ai Carabinieri che l’hanno fermato a un posto di blocco ha candidamente ammesso: “Scusate, ero in cerca di una prostituta“.

Da Prima Treviglio

Da Milano alla Valtellina in bici… per camminare sulla neve

Del tutto incomprensibile invece l’impresa (questa volta fisica, senza ironia) di un 20enne di Milano che, in piena emergenza Coronavirus, s’è messo uno zaino in spalla, ha perso la sua bicicletta e ha percorso 130 chilometri fino ad Ardenno, in provincia di Sondrio, a 1700 metri di quota. Apparentemente, solo per camminare nella neve: è lì che l’ha recuperato il Soccorso alpino, dopo che qualcuno aveva notato la sua bici abbandonata in mezzo al bosco.

Da Prima la Valtellina

Da Prato fino a Pompei… in pullman

Sono partiti in 17 da Prato per arrivare venerdì poco prima delle 23 a Pompei in bus. Scoperti ora scatteranno le indagini per capire se le giustificazioni date siano corrette: c’è chi ha detto di dover accudire familiari e chi di aver perso il lavoro. Di queste 17 persone, tutte tra i 19 e i 46 anni, pare nove siano scese a Pompei e di queste però solo una risulta residente lì.

Da Prima Firenze

“Esco a comprare le sigarette…”

Volevano invece comprare alcune stecche di sigarette a un prezzo più basso, i due francesi che da Nizza hanno varcato il confine fino a Ventimiglia, in Liguria. Ma non potevano ovviamente farlo e sono stati denunciati.

Da Prima la Riviera

Grigliata e birra en plein air: denuciati 

E’ successo nella campagna di Castelfiorentino, in Toscana, dove quindici residenti hanno deciso di allestire un barbecue “tra amici”, violando il Decreto. A guastare la festa, per fortuna, i militari dell’Arma: tutti denunciati.

A Legnano, nel Milanese, invece i poliziotti hanno fermato e poi denunciato un cittadino che diceva di voler entrare a bersi una birra al parco con gli amici.

Da Prima Firenze e Prima Milano Ovest 

Partita di basket al parco: colti in flagrante in quaranta

A Bussero, non lontano da Milano, non c’è stato verso di convincere i giovani del paese a non ritrovarsi nel parchetto in centro. Il primo giorno, hanno provato a disperderli i vigili: niente da fare. Il secondo giorno sono dovuti intervenire i Carabinieri, e sono scattate le denunce. In tutto erano quaranta ragazzi: alcuni di loro stavano a guardare, gran parte invece stavano giocando a basket nel campetto pubblico, dove avevano addirittura organizzato un torneo.

Da Prima la Martesana

Un isolamento davvero… stupefacente!

Questi altri invece, 4 giovani, 3 minorenni e uno di 19 anni, in provincia di Cremona, s’erano asserragliati in casa di uno di loro per fumare marijuana. Non sono stati però molto discreti, dato che a seguito di una segnalazione si sono ritrovati i carabinieri sull’uscio.

Sul lago Maggiore, invece, nel Varesotto, un luinese di 43 anni è stato sorpreso alla guida della sua autovettura dopo essersi appena rifornito di una dose di cocaina“Ero uscito solo per quello”, s’è giustificato davanti ai poliziotti… A beh,  allora…

Da Prima Cremona e Prima Saronno

60enne andava al… tennis club

A Mantova, un 60enne, dopo aver raggiunto il capoluogo da un Comune dell’hinterland, ha candidamente riferito che si stava recando al Tennis Club. Povero… In ogni caso ha fatto meno danni rispetto al conterraneo che ha percorso oltre 100 km per andare a cena da amici unitamente alla propria fidanzata.

Da Prima Mantova

Autocertificazione vera, ma patente falsa

Tantissimi, più di un centinaio, i controllati dalle Forze dell’ordine in provincia di Monza e Brianza, mentre nel vicino Comasco, la Polizia locale di Cantù, quando mercoledì, attorno alle 18, hanno fermato in piazza Piave un uomo polacco, classe 1973 e residente a Como, che circolava a bordo della sua automobile. Beh, l’autocertificazione l’aveva… peccato che la patente fosse in vece palesemente contraffatta.

Da Prima Monza Prima Como

Non solo furbetti, ma proprio delinquenti

I Carabinieri della Compagnia di Bergamo e del NAS di Brescia hanno denunciato un 44enne perché rubava mascherine dall’azienda di Calcinate in cui lavora e averli distribuiti a a parenti e all’amico titolare di una farmacia.

Il 44enne, recandosi al lavoro in anticipo ed approfittando del buio del mattino presto, si era impossessato di scatole contenenti circa 500 mascherine da chirurgo – dal valore commerciale di circa 100 euro. Le aveva poi distribuite a parenti e conoscenti e al titolare di una farmacia della zona (che poi le aveva pure rivendute ai clienti).

Da Valseriana News

Macchè Amuchina… in Veneto si va di grappa a 71 gradi

Qui invece i furbetti non c’entrano, ma la notizia è altrettanto curiosa. Tutto sta nelle proporzioni: l’alcol dev’essere diluito per poter igienizzare con efficacia. Lo abbiamo già raccontato in questa sezione: si può creare una “sorta di Amuchina” anche in casa con l’alcol denaturato, quello rosa. Ma in Veneto, più precisamente nel Trevigiano, terra di grappa, un produttore ha deciso di produrre un’acquavite a ben 71 gradi… ovviamente non da bere, ma da usare per disinfettare (e disinfettarsi… la gola).

Da Prima Treviso

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I meme per esorcizzare la paura: gallery

Nel momento di grave difficoltà che sta vivendo il Paese, sui social network si cerca di esorcizzare la paure con qualche vignetta divertente e creativa.

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