LA TRUFFA

Green pass falsi venduti a 500 euro su Telegram da minorenni: 32 canali sequestrati

Indagate quattro persone, dovranno rispondere del reato di truffa e falso. Indagini della polizia in corso per risalire agli acquirenti dei pass falsi

Cronaca Naviglio grande, 10 Agosto 2021 ore 08:21

Green pass falsi venduti a 500 euro su Telegram da minorenni: 32 canali sequestrati

Green pass falsi venduti a 500 euro su Telegram da minorenni: 32 canali sequestrati

MILANO – La complessa attività d'indagine è stata effettuata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, in sinergia con i Compartimenti di Milano e Bari, con il coordinamento delle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Roma, Milano e dei minorenni di Bari.

Le indagini

Al termine dell’attività di indagine sono stati identificate, perquisite e indagate quattro persone tra le quali due minori, gestori di diversi canali Telegram specializzati nell'offerta illegale di Certificati Green Pass covid-19 falsi. Dovranno rispondere dell’accusa di truffa e falso. Le indagini sono scaturite da un capillare monitoraggio della rete internet, attraverso il quale gli specialisti della Polizia Postale, tramite complesse analisi tecniche e finanziarie della block chain, la tecnologia alla base delle criptovalute, sono riusciti a individuare i canali di vendita e a identificarne gli amministratori. Erano migliaia gli utenti iscritti ai canali su note piattaforme di comunicazione dove veniva proposta, con garanzia assoluta di anonimato, la vendita dei Green pass falsi, da pagare in criptovaluta o buoni acquisto di piattaforme per lo shopping online, a un prezzo compreso tra i 150 e i 500 euro.

Il sequestro dei canali

Sono in totale 32 i canali Telegram sequestrati dagli agenti della Polizia Postale nel corso dell'indagine in esecuzione del decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura capitolina, consentendo, così, l'interruzione dell'attività delittuosa. L'attività investigativa, ancora in corso, è rivolta all'identificazione degli amministratori di ulteriori canali individuati e degli acquirenti. ”Si rammenta – precisano dalla Questura – che qualsiasi certificato Green Pass originale non può essere falsificato o manomesso poiché ogni certificazione viene prodotta digitalmente con una chiave privata del Ministero della Salute che ne assicura l'autenticità. A ogni controllo con la preposta app ufficiale VerificaC19, viene interrogata la banca dati ministeriale contenente l'elenco ufficiale della popolazione vaccinata e, di conseguenza, un QrCode generato con una certificazione non autentica, non supererebbe la procedura di verifica”