Il Gigante, Kojak, Pilotina, Il Mulo: arrestata la banda dello spaccio VIDEO

Quindici persone in manette e tre indagati, 15 chili di cocaina e 330mila euro sequestrati.

Cronaca 07 Maggio 2020 ore 13:39

Il Gigante, Kojak, Pilotina, Il Mulo: arrestata la banda dello spaccio.

Il Gigante, Kojak, Pilotina, Il Mulo: arrestata la banda dello spaccio

LEGNANO – È di 15 arresti e altre 3 persone indagate, di cui 10 italiani e 8 stranieri, 15 chili di cocaina e 330mila euro in contanti sequestrati, il bilancio dell’operazione “Boxes” della Compagnia Carabinieri di Legnano: una complessa attività investigativa iniziata nel settembre 2018.

I provvedimenti cautelari emessi dal gip di Busto Arsizio, Nicoletta Guerrero, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Martina Melita, si riferiscono a un traffico di ingenti quantità di sostanze stupefacenti, per oltre 50 chilogrammi, che più gruppi criminali operanti nell’asse Novara-Turbigo-Legnano, immettevano nel mercato dello spaccio del nord milanese e nelle province di Varese, Mantova e Reggio Emilia.

Gli arrestati

R.M., 30enne, detto “Gigante” per la sua corporatura imponente. Irreperibile sua madre F.L. 55enne, detta “Pilotina”, essendo sempre lei alla guida dell’auto con cui trasportavano lo stupefacente, entrambi cittadini albanesi, residenti a Bellinzago Novarese, individuati dai carabinieri come il primo canale di approvvigionamento della cocaina. J.A., italiano 38enne, detto il “Mulo” per essersi fatto realizzare da un conoscente un poster che riprendeva la locandina del film “The Mule” di Clint Eastwood alla quale aveva fatto sostituire l’immagine dell’attore con una propria; suo padre E.A. 59enne, detto “Netturbino”, responsabile dello smaltimento dei residui di lavorazione della droga, e sua madre M.P. 58enne, detta “Vedetta”, poiché quando avvenivano le consegne di stupefacenti in favore di suo figlio si posizionava sul ballatoio di casa e osservava la zona per individuare eventuali pericoli. “Vedetta” è destinataria di un provvedimento di obbligo di dimora. I tre sono tutti conviventi in una corte in via Don Bossi a Turbigo che costituiva il secondo punto di snodo della sostanza stupefacente.

Tra Piemonte e Lombardia gli arresti

A finire in manette anche un gruppo criminale di 5 persone residenti a Legnano, punto di arrivo di grandi quantità di stupefacenti e distributori “all’ingrosso” verso intermediari e spacciatori nelle varie province: C.O. 33enne legnanese, detto “Kojak” per via della testa pelata; sua moglie L.N. 29enne albanese, detta “ La Commessa”, perché addetta al negozio di abbigliamento che la famiglia del marito gestisce in pieno centro di Legnano e suo padre G.O. 57enne di Sassari, detto “d’Artagnan” per la forma del pizzetto, tutti residenti a Legnano in via Barbara Melzi. R.S. 68enne legnanese, detto “il Padrino”, per esserlo stato al battesimo del figlio di Kojak e de La Commessa, residente in via Cuzzi e M.S. 47enne di Legnano, il “Mongolese” residente in via Monte Nevoso.

A loro si aggiungono i clienti del gruppo criminale: O.P. 46enne di Gorla Maggiore (Varese), detto “Professore” per l’atteggiamento saccente, già arrestato a ottobre del 2018 e trovato in possesso di un chilo di cocaina e 60mila euro in contanti; A.G. 28enne di nazionalità albanese, residente a Legnano; E.S. 39enne di nazionalità marocchina, residente a Poggio Rusco (Mantova). M.C. 34enne di nazionalità marocchina, residente a Serravalle Scrivia (Alessandria) dove ha recentemente acquistato casa, già arrestato in flagranza nel gennaio del 2019, quando venne trovato in possesso di 100 grammi di cocaina e circa 6.500 euro in contanti; S.C. 34enne di Busto Garolfo; Y.E. 39enne di nazionalità marocchina, residente a Busto Arsizio; R.T. 31enne di Legnano, detto “Pizzetta”, poiché lavora come pizzaiolo nel ristorante di famiglia in centro a Legnano, arrestato nel gennaio del 2019 perché trovato in possesso di circa 400 grammi di droga e della somma di 4mila euro. Nelle varie fasi delle investigazioni sono state 10 le persone arrestate nella flagranza di reato di cui 9 destinatarie delle odierne misure cautelari.

L’operazione

L’indagine nasce da una precedente attività investigativa conclusa nel 2017 sempre dai carabinieri del NOR di Legnano, denominata “Tequila – La cicala”, che portò all’arresto di 10 persone per spaccio di ingenti quantità di stupefacenti tra Villa Cortese, all’interno del bar “Cicala”, e San Giorgio su Legnano. All’epoca fu smantellata l’organizzazione composta da due famiglie albanesi, a una delle quali è stato recentemente sequestrato per confisca un ristorante acquistato con i proventi dell’attività illecita. Dall’analisi delle frequentazioni tra il capofamiglia degli spacciatori albanesi emergevano assidui rapporti con il Padrino che, malgrado il tenore di vita medio-alto, non svolgeva di fatto alcuna attività e aveva innumerevoli contatti con soggetti già conosciuti alle forze dell’ordine per spaccio di stupefacenti di Villa Cortese e Legnano. I primi servizi di pedinamento hanno consentito di notare comportamenti anomali dell’uomo. Proprietario e utilizzatore di una Renault Clio di recente fabbricazione, giunto a Villa Cortese era solito parcheggiare l’auto e ripartire a bordo di una piccola citycar nera, una Peugeot 107, sempre a lui intestata. Una serie di servizi dedicati ha permesso di individuare un box in via Lussemburgo 15 proprio di Villa Cortese dove l’uomo parcheggiava l’auto. Le modalità con cui l’auto veniva utilizzata, il fatto che parcheggiasse la Renault molto distante per poi andare a piedi a prendere la Peugeot 107, hanno insospettito ancor di più gli investigatori che hanno deciso di richiedere le prime intercettazioni telefoniche e ambientali.

Il modus operandi del gruppo

Il complesso delle attività investigative svolte ha consentito di individuare i componenti del gruppo criminale operante su Legnano e, non senza difficoltà, il modus operandi attuato nella distribuzione della sostanza stupefacente. In particolare, Kojak veniva individuato come l’organizzatore delle attività criminali coadiuvato dal padre, d’Artagnan, e dalla moglie, Commessa. Per coprire le attività illegali utilizzavano il negozio di abbigliamento-outlet di capi firmati in pieno centro di Legnano, vicino a piazza San Magno. I compiti operativi erano del Padrino e del Mongolese. Il gruppo aveva in uso almeno tre macchine, tutte dello stesso tipo, in particolare due Peugeot 107 e una Citroen C1, tutte nere, tutte munite di un vano nascosto ricavato all’interno dell’auto per trasportare la cocaina. Le auto erano parcheggiate, in maniera casuale, in almeno 5 garage (boxes, da ciò il nome all’attività): due a Villa Cortese e tre a Legnano. Le citycar nere erano usate esclusivamente per la consegna della droga. Con le piccole auto venivano fatti i viaggi di consegna anche a Reggio Emilia e a Poggio Rusco (Mantova), dove i carabinieri della Compagnia di Gonzaga, in due distinte circostanze, sono riusciti a monitorare l’incontro e lo scambio con l’acquirente, anche lui destinatario di un provvedimento di arresto.

La droga

La droga che arrivava al gruppo Legnanese veniva consegnata a Villa Cortese in una via cittadina a ridosso di un parco pubblico, e lo scambio avveniva in orari stabiliti nell’incontro precedente. Il fornitore era il Mulo, da Turbigo. Il trasporto della droga avveniva con un’auto a lui in uso ma non intestata, munita di un vano nascosto realizzato sotto i sedili posteriori. Sempre con le stesse modalità ma in una via di Legnano, nei pressi di un’area di cantiere abbandonata, avveniva il pagamento. La consegna del denaro al Mulo veniva effettuata direttamente da Kojak. Il gruppo si era anche armato e proprio nel box in uso al Padrino era nascosta una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, perfettamente funzionante.

Arrestata banda dello spaccio: La cattura

I carabinieri hanno quindi avviato ripetuti servizi di pedinamento e osservazione, fino a quando Gigante, al volante di una macchina con a bordo la moglie e i figli di 7 e 5 anni, si è occupato della consegna di un sacchetto al Mulo per poi risalire in auto. A quel punto è scattato il blitz del Nucleo Operativo e Radiomobile dei carabinieri di Legnano che ha bloccato tutti i presenti. Il sacchetto appena consegnato al Mulo conteneva 6 chili di cocaina purissima. All’interno dell’abitazione c’erano 120mila euro in contanti e un ulteriore chilo di cocaina purissima. Il Mulo si era procurato una pistola calibro 7,65 clandestina con due caricatori completi di cartucce e perfettamente funzionante. Per le operazioni di taglio e riconfezionamento dei panetti si era attrezzato con una pressa, costruita dal nonno, posizionata sotto il grande poster che lo ritraeva nella posa di Clint Eastwood nel Mulo. Nell’abitazione del Gigante c’erano 105mila euro.

In manette

Il bliz si è concluso con l’arresto in flagranza di reato di tutti i presenti, il sequestro dello stupefacente, del denaro, della pistola e della pressa. L’operazione ha consentito anche di individuare il vertice del canale di approvvigionamento dello stupefacente proveniente dall’Albania attraverso il gruppo criminale residente a Bellinzago Novarese.

Nel corso delle operazioni della mattinata odierna, sono stati impiegati 115 militari, 50 automezzi, delle Compagnie di Legnano, Busto Arsizio, Saronno, Novara, Gonzaga, Novi Ligure, Como, del 3° Reggimento Carabinieri Lombardia di Milano e due unità cinofile del Nucleo Carabinieri di Casatenovo. Sono state effettuate 19 perquisizioni domiciliari e locali. Degli arrestati dieci sono stati portati in carcere e cinque sono finiti ai domiciliari. Una persona ha l’obbligo di dimora.

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