Un grande campo verde trasformato in una discarica abusiva, dove si accumulano rifiuti ingombranti e materiali di ogni genere. Questo obbrobio è stato scoperto sul controviale Italia della Nuova Vigevanese.
Corsico, frigoriferi e macerie abbandonati sulla Vigevanese
CORSICO – Succede a Corsico, lungo la Nuova Vigevanese, nel controviale Italia: qui, in un terreno incolto a ridosso della strada, sono stati scaricati frigoriferi, altri elettrodomestici, mobili, materassi e macerie. Una situazione che si trascina da tempo e che continua a deturpare l’area.
Questo ennesimo atto di inciviltà è raccontato sulle pagine de Il Giorno. A favorire gli abbandoni è anche la facilità con cui è possibile accostare con l’auto lungo la carreggiata, raggiungere la scarpata e liberarsi rapidamente dei rifiuti, senza essere notati. Percorrendo il terreno si incontrano materiali lasciati sul posto anche da anni, segno di un degrado che si è consolidato nel tempo.
La richiesta dei cittadini è che quell’area venga finalmente recuperata e restituita alla collettività. Al posto della distesa di rifiuti, immaginano uno spazio verde curato e accessibile, magari un’area dedicata ai cani oppure un piccolo boschetto.
Un problema che riguarda tutto il Parco Agricolo Sud Milano
Quello di Corsico non è un caso isolato. Le discariche abusive rappresentano una criticità diffusa in diversi Comuni del territorio del Parco Agricolo Sud Milano, dove le iniziative di pulizia promosse dai volontari rischiano di essere vanificate da nuovi scarichi illeciti.
Proprio nei giorni scorsi alcune associazioni ambientaliste hanno ripulito un’ampia area verde lungo una strada tra Lacchiarella e Pieve Emanuele, raccogliendo sacchi di spazzatura, rifiuti ingombranti ed elettrodomestici. Il materiale è stato accatastato a bordo strada in attesa del ritiro da parte delle amministrazioni comunali, con le quali l’intervento era stato concordato.
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Il mancato smaltimento dei rifiuti raccolti ha però creato le condizioni per nuovi abbandoni: altri materiali sono stati scaricati nei luoghi appena ripuliti, riportandoli in breve tempo al degrado precedente.
Un circolo vizioso che mette in difficoltà chi si impegna per proteggere l’ambiente e dimostra come, oltre alla pulizia, siano necessari interventi tempestivi per evitare che le aree tornino a essere utilizzate come discariche a cielo aperto.