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L'INDAGINE MILANESE

Finto servizio sulla ‘ndrangheta venduto a una tv per 425mila euro: scoperta la truffa

L'indagine, che ha smascherato i quattro indagati, è partita grazie all'occhio attento di un carabiniere.

Finto servizio sulla ‘ndrangheta venduto a una tv per 425mila euro: scoperta la truffa
Cronaca Cronaca Provinciale, 26 Marzo 2021 ore 15:54

Finto servizio sulla ‘ndrangheta venduto a una tv per 425mila euro: scoperta la truffa.

Finto servizio sulla ‘ndrangheta venduto a una tv per 425mila euro: scoperta la truffa

MILANO – Nella mattinata di ieri, la Procura di Milano ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari e informazione di garanzia, per il reato di truffa in concorso, nei confronti di quattro persone (di cui una residente in Italia e tre in Spagna), responsabili di aver venduto a una nota società di canali televisivi, al prezzo di 425mila euro, un reportage dedicato alla ‘ndrangheta e trasmesso in televisione nel novembre del 2019 sul canale “Nove”, inducendo la società a ritenere che contenesse fatti realmente accaduti, filmati da reporter infiltratisi sotto copertura, rivelatisi invece frutto di una recita a opera di attori appositamente scritturati.

Le indagini dal Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Magenta

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Magenta, hanno tratto origine da un’annotazione di polizia giudiziaria redatta da un militare dipendente che, guardando il reportage in televisione, ha riconosciuto un palazzo, indicato falsamente dagli autori come il luogo dove abitualmente la ‘ndrangheta raffinava la cocaina importata a Milano prima di metterla in vendita sul mercato nero.

Gli altri tre indagati sono tutti residenti in Spagna

Il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria è stato notificato all’indagato residente in Italia, un italiano 53enne pregiudicato per reati di corruzione, favoreggiamento, accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto d’ufficio, dalla Compagnia carabinieri di Marcianise. I restanti destinatari, un giornalista 43enne, e i due responsabili di una società di produzione di documentari, una donna 43enne e un uomo 33enne, sono tutti residenti in Spagna.

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