Cronaca
La polemica corre sul web

"Festa" in cortile a Cesano: la mamma del 12enne incontra il sindaco. La vicenda

Al raggruppamento non autorizzato ha partecipato anche un esponente politico di Cesano. Il sindaco: "Vicenda strumentalizzata". Il comandante della polizia locale: "Non siamo insensibili, questione di legalità".

"Festa" in cortile a Cesano: la mamma del 12enne incontra il sindaco. La vicenda
Cronaca Cesano Boscone, 29 Aprile 2021 ore 10:49

"Festa" in cortile a Cesano: la mamma del 12enne incontra il sindaco. La vicenda.

"Festa" in cortile a Cesano: la mamma del 12enne incontra il sindaco. La vicenda

CESANO BOSCONE – La storia è diventata un caso che ha diviso le opinioni. Tanti (troppi) i commenti di insulti, altri di indignazione, altri ancora di attacchi mirati alla polizia locale. Poi c’è chi si schiera dalla parte “della legalità”, dell’impossibilità di “chiudere un occhio per un caso, altrimenti altri potrebbero dire: perché a loro niente multa e a me sì? Perché loro possono festeggiare e mio figlio disabile no?”, il tenore di alcuni commenti. Insomma, l’opinione si divide, si infiamma, diventa anche un caso politico, con un’interrogazione presentata da Fratelli d’Italia in Consiglio per approfondire una vicenda che definiscono “scandalosa”.

La vicenda passo dopo passo

Ripercorriamola dall’inizio: un pomeriggio di qualche giorno fa, viene organizzata una “festicciola” in un cortile condominiale del centro. Il termine “festa” è al centro delle contestazioni: per la mamma del bambino 12enne affetto da sindrome di Tourette non si è trattato di una festa ma di “un momento di svago per far vivere a mio figlio, già provato dalla malattia, qualche istante di spensieratezza e socialità, dopo tanti mesi chiuso in casa. Una situazione difficile, pesantissima”.

Cosa dice la legge in questo caso

Per gli agenti intervenuti sul posto, la festa c’era, o comunque un ritrovo non autorizzato che si configura come illegale assembramento. Quello che, da quando c’è l’emergenza covid, è vietato per legge, per scongiurare il pericolo di contagi. Poco importa se c’erano mascherine e distanze, come sottolineato dalla mamma: la legge impone, per tutti, senza deroghe, l’impossibilità di radunarsi, proprio perché non è certo di non potersi contagiare. Insomma, se c’è anche una possibilità fra tante di contagiarsi in questo modo, anche se le probabilità sono basse (ma ci sono), la legge impone un divieto “per tutelare la salute pubblica”. Questo ciò che impone la legge.

Le segnalazioni dei vicini alla polizia locale: le polemiche

Poi, entra in gioco un altro fattore, contestato sui social: la segnalazione dei vicini. Se i vigili sono entrati in giardino (e qualcuno ha aperto loro, non hanno commesso alcuna infrazione entrando nel cortile, anche questo lo dice la legge), è perché i vicini hanno segnalato alla polizia locale la festicciola. Perché? Le ipotesi sono tante, anche qui l’opinione si spacca.

Segnalare sì, segnalare no

C’è chi li definisce “spioni e vergognosi, avrebbero dovuto lasciarli in pace”, chi invece reputa “corretto il comportamento: perché qualcuno può infrangere le regole? E se dalla festicciola, come spesso accade, si sviluppava un focolaio che riguardava altre persone?”. Insomma, segnalare sì, segnalare no.

Al raggruppamento non autorizzato anche un esponente politico di Cesano

Ma alla base di questo aspetto c’è anche un altro elemento che merita considerazione: alla festa ha partecipato un esponente della Giunta cesanese. Un rappresentante politico che ha preso parte al contestato assembramento e per questo è stato multato dai vigili. Forse, alla base della segnalazione, non c’era un desiderio di ritorsione nei confronti della famiglia, ma il “disturbo” di vedere un esponente dell’istituzione al raggruppamento di una dozzina di persone, adulti (tutti e cinque multati) e bambini.

Il sindaco incontra la mamma del ragazzino

Dopo il clamore, l’incontro: la mamma e la famiglia del dodicenne ha parlato con il sindaco Simone Negri. Un incontro “cordiale”, come lo definisce Negri, lontano dai toni accesi e dal clima che si è creato in questi giorni. La mamma ha difeso le sue ragioni, sottolineando la necessità per il figlio di sviluppare socialità in un contesto “protetto” come il cortile condominiale.

“La polizia locale si è trovata davanti a un cospicuo numero di persone, vicini e famigliari – spiegano dal Comune – e non hanno potuto far altro che procedere con la sanzione. La condizione di salute del bambino – aggiunge il sindaco – è meritevole di un’attenzione e una valutazione più ampia e ci auguriamo potrà essere fatta dal Prefetto – a cui la famiglia si è rivolta per cancellare le sanzioni, ndr –.

"Polemiche strumentali per attaccare l'Amministrazione"

Spiace molto vedere come in questi giorni la vicenda, e in particolare la disabilità  di un ragazzo, sia stata utilizzata e strumentalizzata da alcuni esponenti politici cesanesi per attaccare, da una parte, l’Amministrazione che, anche volendo, non avrebbe potuto impedire la multa e, dall’altra, il lavoro della polizia locale impegnata quotidianamente sul territorio per prevenire e contrastare violazioni delle norme relative alla pandemia”.

Il comandante della polizia locale: "Non siamo insensibili, questione di legalità"

Nella vicenda, infatti, c’entra anche la polizia locale, da molti tacciata come insensibile per aver multato i partecipanti all’assembramento. “Conosciamo bene la realtà della disabilità, alcuni agenti la vivono con sofferenza anche all’interno delle proprie famiglie – spiega il comandante Armando Clemente –. Non ci divertiamo a elevare sanzioni, soprattutto in certi contesti di fragilità. Ma è il nostro lavoro.

Gli agenti intervenuti, poi, non hanno neanche valutato le condizioni del ragazzo, perché non c’erano segni immediatamente espliciti o visibili del disturbo, quindi hanno semplicemente individuato l’assembramento e la festa, vietati per legge, e proceduto. Se non avessimo elevato la sanzione ci sarebbe stata comunque una parte di cittadini a lamentarsi perché le regole devono valere per tutti. Gli agenti hanno agito nel rispetto delle norme. Non è questione di insensibilità, ma di rispetto della legge che non ammette deroghe”.

FG