ora in carcere

Era allenatore di volley a Trezzano il pedofilo sorvegliato speciale

Aveva lavorato a Cesano, a Corsico, poi nel Volley Trezzano, città in cui viveva.

Era allenatore di volley a Trezzano il pedofilo sorvegliato speciale
Cronaca Trezzano, 27 Gennaio 2021 ore 08:51

Era allenatore di volley a Trezzano il pedofilo sorvegliato speciale.

Era allenatore di volley a Trezzano il pedofilo sorvegliato speciale

TREZZANO SUL NAVIGLIO – Aveva lavorato a Cesano, a Corsico, poi nel Volley Trezzano. Gianluca Mascherpa, 57 anni, originario di Lecce, si è trasferito anni fa a Sesto San Giovanni per poi traslocare a Trezzano, dove era riuscito a entrare nel club della squadra femminile di volley.

Di nuovo in carcere dopo le ennesime molestie

È finito in carcere, l’ultima volta, un paio di mesi fa, sempre con la stessa accusa di violenza e adescamento di ragazzine. Ma la sua storia pericolosa inizia alla fine degli anni Novanta, quando riceve la prima denuncia dai genitori di una bimba straniera, accusato di averla molestata mentre faceva il bagnino in un hotel. Ancora denunce, questa volta dalla Liguria alla Toscana.

Un chiaro modus operandi negli anni

La tecnica era sempre la stessa: convinceva le giovanissime a inviare foto di nudi. Dalle foto alle violenze fisiche: approfittando del suo ruolo di insegnante di educazione fisica, a stretto contatto con decine di bambine e giovani ragazze, faceva finta di mostrare l’esecuzione di esercizi per abusare delle alunne. Una condanna dopo l’altra e gli anni di carcere non fermano il pedofilo seriale.

Aveva affinato le ricerche grazie all’uso dei social network, dove utilizzava foto di altri, anche personaggi famosi, per adescare giovanissime e convincerle a inviare foto di nudi. Nel 2012 era finito al centro di un’inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Corsico, accusato di molestare le giocatrici della squadra di pallavolo di Trezzano. Aveva destato scalpore, all’epoca, la sua richiesta di essere “castrato fisicamente e curato”, ma il passare degli anni e gli obblighi imposti (tra cui quello di seguire un programma di recupero) non avevano funzionato.

Con l’avvento dei social aveva sviluppato nuove strategie

Negli ultimi tempi aveva imparato a usare Instagram, Facebook e TikTok. Spacciandosi per un sedicenne, convinceva le giovanissime vittime a inviare foto di nudi che poi lui girava a una rete di pedofili online, su cui si stanno concentrando gli approfondimenti della Questura. Attualmente in carcere, appena uscirà sarà sottoposto al provvedimento della Sorveglianza Speciale: non potrà avvicinarsi a luoghi frequentati da giovani e gli sarà vietato l’uso dei social. Sarà inoltre controllato a vista e, in caso di mancato rispetto dei divieti, sarà riportato subito in carcere. Dovrà inoltre sottoporsi al programma di recupero.

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