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Da Napoli a Milano e Parigi, in trasferta per rubare orologi di lusso: 5 arresti

Percorrevano in moto le strade più trafficate in attesa di individuare la vittima, attendendo che scendesse dall'auto.

Da Napoli a Milano e Parigi, in trasferta per rubare orologi di lusso: 5 arresti
Cronaca 22 Luglio 2020 ore 10:35

Da Napoli a Milano e Parigi, in trasferta per rubare orologi di lusso: 5 arresti.

Da Napoli a Milano e Parigi, in trasferta per rubare orologi di lusso: 5 arresti

MILANO – Ieri e lunedì scorso, la polizia ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti pregiudicati, di origine napoletana, appartenenti a due distinte batterie, ritenuti responsabili di rapine di orologi di pregio a ignari automobilisti in transito nelle vie di Milano.

Rapinatori specializzati in orologi di valore

Ieri mattina, i poliziotti della Squadra Mobile hanno eseguito a Napoli un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Anna Magelli (su richiesta proc.agg. Laura Pedio e sost.proc. Leonardo Lesti) nei confronti di tre rapinatori specializzati nelle rapine di orologi di valore. Le indagini hanno permesso di identificare A.S., 49 anni nato a Napoli, M.D.M., 33enne di Napoli, e R.M., anche lui di Napoli, 36 anni. Tutti e tre sono responsabili di una rapina commessa nel marzo 2019 di un Rolex Submariner in danno di un uomo aggredito appena sceso dalla sua auto, dopo essere stato pedinato lungo le vie cittadine ed essere stato costretto a consegnare anche diverse centinaia di euro che aveva in tasca. L'attività ha avuto inizio con la ricostruzione delle immagini della rapina che hanno consentito di individuare gli scooter dei delinquenti e accertato la loro presenza a Milano fino a maggio.

La tecnica era sempre la stessa

Percorrevano in moto le strade più trafficate in attesa di individuare la vittima, attendendo che scendesse dall'auto, aggredendola fisicamente per strappargli l'orologio. I servizi di osservazione e pedinamento, le intercettazioni telefoniche e l'analisi dei tabulati telefonici hanno permesso di provare, inoltre, la loro presenza fisica nella città in concomitanza con la rapina, oltre alle trasferte successive. Per muoversi utilizzavano auto a noleggio e come punto d’appoggio e base logistica un appartamento in viale Molise, a Milano.

I pedinamenti in Francia

A maggio dello scorso anno, gli indagati erano stati pedinati persino in Francia, in occasione di una trasferta in prossimità dei giorni in cui a Parigi si svolgeva il Roland Garros, trasportando gli scooter nella capitale francese. A Parigi, gli uffici della Sureté Territoriale de Paris (la Direzione Centrale della Pubblica Sicurezza) attivata mediante i canali di collaborazione internazionale di polizia, insieme a personale della Squadra Mobile di Milano, hanno certificato la presenza dei tre rapinatori. A bordo degli scooter, con targhe francesi applicate, hanno iniziato a battere le vie più trafficate e famose di Parigi affiancando veicoli di grossa cilindrata, al fine di verificare se i conducenti avessero al polso orologi di pregio.

La rapina ai danni di un uomo di 84 anni

Altre due ordinanze di custodia cautelare in carcere, per rapina aggravata e lesioni personali aggravate, sono state eseguite dagli agenti della Squadra Mobile di Milano nei confronti di F.E. classe 1980 e C.E. classe 1982, due cugini italiani entrambi pregiudicati. A gennaio del 2020 hanno rapinato un anziano italiano di 84 anni: lo hanno seguito fin sotto casa, in via Pastorelli, zona Ticinese, e al termine di una violenta colluttazione gli hanno portato via l’orologio che portava al polso, scappando poi su un veicolo utilizzato per la “lecita” attività di lavoro come venditori ambulanti di fiori e frutta. Sul posto, uno dei due rapinatori nel corso dell'aggressione ha perso il cellulare: da qui è partita l'attività di indagine.

I filmati dei sistemi di videosorveglianza

La visione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati e l'analisi dei tabulati telefonici hanno permesso di accertare che la vittima è stata agganciata e seguita per diversi chilometri. Immediatamente dopo la rapina, i malviventi si sono cambiati i vestiti e si sono recati in un bar del centro di Milano con il chiaro intento di depistare le investigazioni. La vittima, a seguito dell'aggressione, ha riportato la frattura scomposta del malleolo con una prognosi di 35 giorni. Il 40enne rapinatore è stato rintracciato nella sua abitazione di San Donato Milanese, mentre C.E. si è reso inizialmente irreperibile ma si è poi presentato ieri al carcere di  Secondigliano dove è stato arrestato.

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