Corruzione, falsate gare Atm per 150 milioni di euro: ecco le aziende coinvolte

Il funzionario aveva truccato anche un appalto sul sistema di segnalazione della M1, quella che ha registrato molteplici frenate brusche con feriti.

Corruzione, falsate gare Atm per 150 milioni di euro: ecco le aziende coinvolte
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Corruzione, falsate gare Atm per 150 milioni di euro: ecco le aziende coinvolte

MILANO – Un’indagine complessa che ha portato all’arresto di 12 persone, più una finita agli arresti domiciliari. Un’associazione a delinquere finalizzata al compimento di plurimi reati contro la Pubblica Amministrazione, in particolare corruzione, turbativa d’asta, peculato, abuso d’ufficio e falsi in atti pubblici. Le indagini hanno accertato l’esistenza di un sistema di “metodica alterazione di gare a evidenza pubblica indette da Atm”, dicono gli inquirenti, che gravitava intorno alla figura e all’operato di Paolo Bellini, pubblico ufficiale con il ruolo di responsabile dell’unità amministrativa complessa sugli impianti di segnalamento e automazione delle linee metropolitane 1,2,3 e 5, e alle società Ivm srl e Mad System srl. Società create e dirette dal funzionario infedele, insieme ad altri indagati, per interferire nell’assegnazione ed esecuzione degli appalti Atm, parte lesa nel procedimento.

Decine di episodi di corruzione

Le indagini hanno consentito di ricostruire decine di episodi di corruzione e di turbativa d’asta, in particolare nel settore degli appalti per l’innovazione e la manutenzione delle Metropolitane Milanesi. Oltre al pubblico ufficiale di Atm e ad altri funzionari, sempre di Atm, sono coinvolti anche manager e dirigenti delle imprese private, responsabili delle turbative d’asta, al fine di aggiudicarsi i contratti di appalto. Per ottenere le vittorie alle gare, facevano regali e versavano soldi al funzionario arrestato.

Tra i coinvolti nel sistema, spiccano esponenti di Siemens Mobility spa, Alstom Ferroviaria spa, Engineering Informatica spa, C.E.I.T. spa, GI.L.C. Impianti Civili srl, C.T.F. Impianti srl, tutte società iscritte al registro degli indagati. Tutte, insieme a Ivm srl e Mad System, sono destinatarie di provvedimenti di perquisizione.

Come truccavano le gare

Il metodo consisteva nell’offrire alle imprese interessate a partecipare alle gare Atm la consulenza del pubblico ufficiale, sotto forma di fornitura di materiale e informazioni privilegiate, trafugate dalla stazione appaltante, garantendo la possibilità di sopralluoghi riservati e perfino la supervisione e correzione delle bozze di offerta, fino all’indicazione precisa delle percentuali di ribasso da offrire ad Atm, per prevalere sulle imprese concorrenti. Il tutto veniva effettuato in cambio di denaro, proporzionale all’appalto e con cadenza mensile, oltre all’impegno di coinvolgere nell’esecuzione delle opere, in qualità di subappaltatori, le società IVM e Mad System o altre imprese con le quali Bellini concordava altre remunerazioni.

Indagini sul periodo ottobre 2018 a luglio 2019

Le indagini hanno coperto un arco temporale da ottobre 2018 a luglio 2019: solo in questo periodo sono state registrate promesse e consegne di denaro per oltre 125mila euro, oltre a vari benefit e regali. Non è tutto: nel 2006 è stato registrato un episodio relativo all’assegnazione dell’appalto sul sistema di segnalamento della linea metropolitana M1, quella che recentemente ha registrato diverse criticità come le brusche frenate d’emergenza che hanno provocato anche feriti.

Anche assunzioni pilotate

Il dipendente di Atm è inoltre intervenuto per pilotare alcune procedure di assunzione di personale nell’azienda di proprietà comunale, favorendo persone prive delle necessarie professionalità e competenze, ma legate alle imprese che lo pagavano sottobanco. In questo modo, si garantiva riservatezza nella gestione illecita dei suoi affari.

Perquisizioni in corso in tutta Italia

Sono in corso perquisizioni e sequestri di documenti amministrativi e contabili e di supporti informatici a casa degli indagati e nelle sedi delle società coinvolte in provincia di Milano, Monza, Savona, Lodi, Parma, Reggio Emilia, bologna, Firenze, Latina, Caserta, Napoli, Salerno, Benevento, Pescara e Chieti.

Complessivamente, le indagini hanno riguardato 30 persone fisiche e 8 giuridiche e otto gare d’appalto sono finite sotto la lente degli inquirenti, turbate oppure oggetto di accordi corruttivi, per un importo complessivo di oltre 150 milioni di euro.

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