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Commercio illegale di mascherine, guanti e gel: maxi sequestro della Finanza

La merce era stipata nel magazzino di una ditta di servizi logistici, riconducibile a un uomo di nazionalità cinese.

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Commercio illegale di mascherine, guanti e gel: maxi sequestro della Finanza

Commercio illegale di mascherine, guanti e gel: maxi sequestro della Finanza

MILANO – I finanzieri del Comando Provinciale di Milano hanno individuato e sequestrato all’interno di un magazzino, oltre 110mila prodotti di vario genere illegalmente detenuti.

L’intervento dei finanzieri

In particolare, le Fiamme Gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano, da giorni impegnati nel controllo delle reti distributive dei prodotti connessi all’emergenza coronavirus, hanno controllato un magazzino di una ditta di servizi logistici, riconducibile a un uomo di nazionalità cinese, al cui interno è stata rinvenuta merce di vario genere, in violazione di norme penali e amministrative.

Mascherine e Gel igienizzanti

Nello specifico, sono state sottoposte a sequestro amministrativo 17.350 mascherine chirurgiche e 1.210 mascherine filtranti (di tipo FFP2), contenute all’interno di pacchetti riportanti unicamente scritte in cinese e privi del marchio CE. Gli accertamenti hanno messo in luce che non era stata presentata alcuna autocertificazione e comunicazione all’Istituto Superiore di Sanità o all’Inail per richiedere la deroga prevista. Sequestrate anche 192 confezioni di prodotti igienizzanti: sull’etichetta erano riportate indicazioni che richiamano la definizione di “biocida” anche se in assenza delle previste certificazioni ministeriali. Potevano quindi trarre in inganno i compratori, convinti di acquistare un dispositivo a norma di legge.

La denuncia

Non è tutto: i finanzieri hanno scoperto nel magazzino anche altra merce detenuta illecitamente. Sono stati sequestrati, infatti, circa 90mila articoli di vario genere, tra cui 60mila guanti in lattice, di cui il responsabile non è stato in grado di dimostrare la provenienza e 100 capi di vestiario e accessori di noti marchi di moda contraffatti.Il responsabile è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Milano per i reati di frode in commercio, ricettazione e vendita di prodotti contraffatti.

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