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Camorra, revocati gli arresti domiciliari: torna in carcere Vincenzo Guida

Era stato arrestato nel 2015, faceva parte della "Nuova famiglia", ramo lombardo della camorra.

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Camorra, revocati gli arresti domiciliari: torna in carcere Vincenzo Guida.

Camorra, revocati gli arresti domiciliari: torna in carcere Vincenzo Guida

MILANO – Torna in carcere Vincenzo Guida, pregiudicato per associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati societari e tributari e reati in materia di stupefacenti.

Stava scontando gli arresti domiciliari nella sua abitazione

Ieri gli agenti della Squadra Mobile di Milano, in collaborazione con la Divisione Anticrimine e il Commissariato Monforte Vittoria, hanno eseguito il decreto di revoca della misura della detenzione domiciliare, emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Milano.

Trasferito nel carcere di Torino

Guida è stato quindi trasferito dal carcere di Torino, dopo aver ottenuto gli arresti domiciliari che scontava nella sua abitazione a Milano dal 2 aprile 2020, a seguito delle disposizioni di legge per contenere la diffusione del virus covid-19 tra detenuti. Nel carcere di Torino, Guida potrà ricevere assistenza sanitaria intensificata.

L’arresto nel novembre del 2015

L’arresto risale al 13 novembre del 2015, quando la Squadra Mobile di Milano aveva puntato il faro sugli affari di Guida, 67 anni, e di Alberto Fiorentino, 58 anni, entrambi di origini napoletana ma a Milano da diversi anni. I due erano stati i protagonisti negli anni Ottanta e Novanta della “Nuova famiglia”, ramo lombardo della camorra in opposizione alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.

In piazza Risorgimento aveva organizzato la “banca della camorra”

Nel 2015 i due furono accusati, in seguito alle indagini della Dda, di esercizio abusivo del credito aggravato dal metodo mafioso e per impiego di denaro di provenienza illecita, usura ed estorsione. In piazza Risorgimento veniva organizzata la cosiddetta “banca della camorra”, dove decine di imprenditori in crisi si rivolgevano per chiedere prestiti con tassi altissimi di interesse.

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