Le indagini avviate dallo stesso Comando di Polizia locale: il dipendente aveva dichiarato una falsa paternità per usufruire di due anni di congedo retribuito e ottenere il trasferimento. Dovrà risarcire il Comune con oltre 60mila euro.
Truffa smascherata: ha finto di essere padre di una bambina disabile per ottenere permessi
BUCCINASCO – Una falsa paternità per ottenere permessi e congedi dal lavoro, sfruttando le tutele previste per l’assistenza a una bambina con disabilità.
È la vicenda che ha coinvolto un ex agente della Polizia locale di Buccinasco, assunto nel 2021, allora poco più che ventenne, che è stato licenziato dal Comune e condannato in sede penale. Ora dovrà anche risarcire l’ente per oltre 60mila euro.
La truffa è emersa grazie alle indagini avviate dallo stesso comando di Polizia locale, dopo che alcuni comportamenti del dipendente avevano fatto sorgere dei sospetti. Una vicenda che, secondo il sindaco Rino Pruiti, rappresenta un grave tradimento delle istituzioni e delle tutele riconosciute a chi si trova realmente in condizioni di difficoltà.
La falsa paternità per ottenere i benefici
Assunto nel 2021, quando era poco più che ventenne, l’agente aveva inizialmente mantenuto un comportamento regolare. In seguito aveva cominciato a chiedere con insistenza il trasferimento fuori regione, per tornare nel proprio territorio d’origine. Le richieste erano state respinte perché prive dei requisiti previsti dalla normativa.
“Per alcuni mesi – racconta il sindaco Pruiti – il dipendente comunale aveva mantenuto comportamenti regolari. Poi i primi segnali di insofferenza e, via via, richieste sempre più insistenti di trasferirsi fuori regione, per tornare nel paese di origine. Richieste sempre respinte visto che mancavano i presupposti previsti dalla normativa. E poi la truffa”.
Nel 2022 il giovane si era quindi presentato all’ufficio di Stato civile del Comune del luogo d’origine per riconoscere una bambina come propria figlia naturale. Aveva sostenuto di averla avuta da una donna conosciuta nel Milanese, che successivamente si sarebbe trasferita con la piccola nel territorio di provenienza dell’uomo.
Sulla base della documentazione presentata, l’agente era riuscito a ottenere due anni di congedo retribuito per assistere la minore, indicata come affetta da disabilità. In seguito aveva usufruito anche di un ulteriore anno di aspettativa non retribuita.
I documenti apparivano formalmente regolari, ma le circostanze avevano indotto il comandante della Polizia locale, Gianluca Sivieri, ad avviare un’articolata attività investigativa, partendo dalla documentazione acquisita dal Servizio Risorse umane.
Le indagini smascherano la truffa
Gli accertamenti, coordinati inizialmente dalla Procura di Milano e successivamente dalla Procura competente per il luogo in cui era avvenuto il riconoscimento, hanno fatto emergere la falsità della dichiarazione di paternità.
L’uomo non era il padre della bambina e avrebbe dichiarato il falso allo scopo di ottenere i benefici lavorativi e il trasferimento desiderato. Le verifiche hanno inoltre evidenziato che la minore era nata prima ancora dell’inizio della relazione tra l’ex agente e la madre.
A quel punto il Comune ha avviato un procedimento disciplinare, concluso con il licenziamento. Nel luglio scorso è arrivata anche la condanna in sede penale: l’ex dipendente ha patteggiato una pena di un anno e otto mesi di reclusione per falsa attestazione a pubblico ufficiale e truffa aggravata.
Il sindaco: “Un fatto inaccettabile”
Dura la presa di posizione del sindaco Rino Pruiti, che ha ringraziato il comandante Sivieri e il Servizio Risorse umane per il lavoro svolto:
“Siamo di fronte a un fatto inaccettabile, che offende gravemente le istituzioni e l’intera comunità”, dichiara il primo cittadino. “Un atto vergognoso e moralmente intollerabile approfittare della disabilità di una bambina per inventarsi una falsa paternità al solo scopo di non lavorare e ottenere vantaggi”.
Per Pruiti, l’ex agente “ha tradito la divisa che indossava, ha truffato lo Stato e ha sottratto risorse pubbliche dei cittadini di Buccinasco, ma soprattutto ha calpestato i diritti e le tutele che la legge riserva a chi soffre davvero”.
Il sindaco ha infine sottolineato che, grazie all’attività investigativa interna, la vicenda è stata portata alla luce, ribadendo la linea dell’Amministrazione: “A Buccinasco non c’è e non ci sarà mai spazio per l’illegalità e la furbizia”.