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Associazione a delinquere e riciclaggio, indagine della Dda: nei guai imprenditori agricoli, arrestato un trezzanese

Molti altri milanesi sono finiti ai domiciliari

Associazione a delinquere e riciclaggio, indagine della Dda: nei guai imprenditori agricoli, arrestato un trezzanese
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La Dda lucana sta svolgendo un'importante operazione legata ai reati di riciclaggio e associazione a delinquere e tra gli indagati sembra esserci anche un uomo residente a Trezzano.

Associazione a delinquere e riciclaggio, indagine della Dda

TREZZANO SUL NAVIGLIO – C'è anche un trezzanese coinvolto nell’indagine della Dda di Potenza, condotta dai finanzieri della Compagnia di Policoro. Nove gli indagati, ritenuti responsabili di associazione a delinquere, peculato, riciclaggio e autoriciclaggio, commessi nella provincia di Matera (Policoro e Scanzano Jonico) e in città del Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Abruzzo e Puglia.

Quattro sono finiti in carcere, altrettanti ai domiciliari e per una persona è stata emessa la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza. Altre otto persone sarebbero indagate, in attesa di sviluppi.

Le indagini

Gli accertamenti hanno messo in luce uno strutturato meccanismo volto a sottrarre a futura confisca i proventi delle condotte delittuose, già investigate, dei denunciati. Un gruppo che ruotava intorno all’imprenditore agricolo Aldo De Pascalis, rinviato a giudizio per vicende connesse al rimpiego di denaro proveniente da acquisizioni di terreni, immobili e macchinari, oltre a comprare, in nero, prodotti ortofrutticoli, dissimulandone la reale provenienza.

In pratica, spacciava frutta e verdura prodotti da terzi come provenienti dalla propria azienda agricola.

Arrestato anche un trezzanese

In carcere ci sono anche i componenti della famiglia dell’imprenditore. Agli arresti domiciliari, sono finite anche persone residenti nella provincia di Milano.

Un 53enne di origini pugliesi ma residente a Trezzano, G.D.O. le iniziali, e P.D.A., 45enne residente a Dresano.

I precedenti

Le indagini, viene sottolineato dagli inquirenti, avevano già portato in passato a rilevare infiltrazioni criminali nel sistema economico agricolo del territorio lucano. L'imprenditore era già stato sottoposto a sequestri e provvedimenti per aver usato risorse provenienti da erogazioni Agea (Agenzia erogazioni in agricoltura).

Inoltre, si è reso responsabile del trasferimento di utili dalla sua azienda agricola a quella della moglie, mediante il coinvolgimento di operatori e venditori compiacenti.

I sequestri

Un giro di denaro, quindi, che aveva provocato il progressivo esaurirsi del patrimonio dell’azienda agricola sottoposta ad amministrazione giudiziaria, esponendola al rischio di dissesto finanziario e quindi del fallimento.

I finanzieri hanno sequestrato i compendi aziendali di due aziende agricole, inclusi terreni, fabbricati e disponibilità finanziarie riconducibili alla famiglia De Pascalis.

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