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Appalti truccati, in manette anche due responsabili della Mindray di Trezzano

Due dirigenti della società di Trezzano intrattenevano fitti rapporti con il dirigente della Asl n.5 Massimo Buccheri, promettendogli una mazzetta in cambio dell’assegnazione di un appalto.

Appalti truccati, in manette anche due responsabili della Mindray di Trezzano
Cronaca 03 Aprile 2018 ore 18:38

Appalti truccati, in manette anche due responsabili della Mindray di Trezzano.

Appalti truccati, in manette anche due responsabili della Mindray di Trezzano

TREZZANO SUL NAVIGLIO – Appalti assegnati in cambio di mazzette. A mettere fine a un giro di gare fantasma e turbative d’asta, ci ha pensato il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di La Spezia, coordinato dal colonnello Massimo Benassi, che ha eseguito undici misure cautelari: quattro arresti e sette persone ai domiciliari.

La Mindray di Trezzano

Protagonisti dell’attività anche due responsabili dell’azienda Mindray di Trezzano sul Naviglio, da undici anni unica divisione italiana dell’impresa cinese (con sede a Shenzhen e presente in 31 Paesi) leader nella fornitura per sale operatorie, pronto soccorso e ambulatori di attrezzature medicali. In manette sono finiti Giuseppe Casalini, 60 anni di Monza, e Domenico Atzei, 69enne di Gaggiano.

Il rapporto con Buccheri

Entrambi intrattenevano fitti rapporti con il dirigente della Asl n.5 “Spezzino” Massimo Buccheri, promettendogli una mazzetta in cambio dell’assegnazione di un appalto. Il fatto risale ad agosto 2017, quando Buccheri ha modificato il punteggio della Mindray (inferiore rispetto ad altri operatori in gara) per far vincere gli amici. I due responsabili avevano promesso (anche attraverso l’intermediazione dell’agente di zona Emanuele Fiore) un “regalo” per il dirigente che stava cercando il modo per farsi consegnare il denaro senza suscitare sospetti.

Diversi reati contestati

Al dirigente della Asl di La Spezia i finanzieri hanno contestato i reati di corruzione, concussione, turbativa d’asta, rivelazione del segreto d’ufficio e falso in atto pubblico, mentre ai rappresentati della multinazionale i reati di corruzione e turbativa d’asta. Finiti agli arresti domiciliari imprenditori spezzini e catanesi, professionisti e tecnici che sono intervenuti nelle manipolazioni delle gare. Saranno ora i documenti raccolti nelle perquisizioni tra appartamenti e uffici a chiarire eventuali ulteriori responsabilità.

Francesca Grillo