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Agitazioni dei dipendenti in Sacra Famiglia: è scontro sul nuovo contratto

Sacra Famiglia: "Confidiamo ci siano condizioni per finalizzare  la trattativa in essere”.

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Agitazioni dei dipendenti in Sacra Famiglia: è scontro sul nuovo contratto.

Agitazioni dei dipendenti in Sacra Famiglia: è scontro sul nuovo contratto

CESANO BOSCONE – “L’assemblea affollata di lunedì, con tanta partecipazione, è un segnale importante: i lavoratori sono uniti, la questione sta uscendo da queste mura. È un passo fondamentale per vedere riconosciuti i nostri diritti”. I dipendenti dell’Istituto Sacra Famiglia fanno un lavoro importante, sociale. Un lavoro usurante, difficile, ma tutti lo fanno con passione, perché per lavorare con persone affette da gravi disabilità c’è solo un modo per farlo, con amore. I dipendenti rivendicano il loro ruolo, la loro posizione, la propria professionalità. Lo fanno con una protesta contro i tagli che l’Istituto ha annunciato e che stanno facendo mobilitare il personale, al cui fianco si schierano le sigle sindacali che chiedono incontri urgenti, interventi, tavoli di dialogo per venire a capo di una “situazione esasperante. Valiamo come persone, valiamo come lavoratori”, dicono in coro mentre mostrano cartelloni con rappresentate delle mutande, “quelle in cui ci hanno lasciato”, urlano.

La protesta dei dipendenti

Mutande, ma anche striscioni, attaccati alle ringhiere dell’istituto cesanese (ma la protesta è diffusa in tutte le sedi di Sacra). “Giù le mani dal nostro contratto”. “La Famiglia che impoverisce le famiglie”. “Soldi dai vostri profitti, li avete presi dai nostri diritti”. Tanti i presidi di protesta negli ultimi giorni, le assemblee, gli incontri. Al centro della questione ci sono le novità contrattuali che “impoveriscono le condizioni, le peggiorano”, affermano. Meno soldi in busta paga e due ore in più di lavoro (da 36 a 38), non retribuite. Una trattativa delicata, come ha spiegato il direttore della Direzione del personale Alessandro Palladini, ribadendo la disponibilità al dialogo e al confronto con i vertici di Sacra.

Il sindaco Negri sulla questione

Anche loro, i vertici, si dicono aperti al dialogo, ma nulla sembra ancora cambiare. Sulla questione sono intervenuti anche i politici. Il sindaco di Cesano Boscone, Simone Negri, segue “con preoccupazione l’evolversi della questione relativa al cambio contrattuale che riguarda oltre 900 lavoratori della Fondazione Istituto Sacra Famiglia. Ho dato la mia disponibilità a incontrare una rappresentanza delle sigle sindacali nei prossimi giorni. Siamo tutti molto legati alla Sacra Famiglia che non è solo la principale azienda del nostro territorio ma rappresenta una colonna della nostra storia e una componente imprescindibile della nostra identità locale”.

Il consigliere regionale del M5S

Sulla questione, ha voluto vederci chiaro anche il consigliere regionale Gregorio Mammì del Movimento Cinque Stelle: “Abbiamo depositato la richiesta di un’audizione urgente alla Fondazione Sacra Famiglia di Cesano – spiega Mammì –. Ho chiesto l’audizione in Regione sia della direzione della Fondazione che delle rappresentanze sindacali: non è possibile infatti che le condizioni contrattuali siano sempre peggiorative per i lavoratori. Non è giusto che a pagare siano i più deboli. La Fondazione deve spiegare – ancora il consigliere – i motivi del taglio salariale a 900 lavoratori, sul totale di 1700 sparsi su varie sedi e filiali in tre Regioni, Piemonte, Lombardia e Liguria. Va fatta chiarezza subito, sul futuro e sulla sostenibilità dell’azienda. Come Movimento Cinque Stelle – conclude Mammì – stiamo facendo il possibile per garantire dignità ai lavoratori che si vedono tagliare ore, indennità e applicare contratti fantasiosi. Regione Lombardia investe molto sul settore assistenza. Non è possibile che a ogni rinnovo contrattuale corrisponda un taglio sulle condizioni”.

Altri scioperi, il prossimo il 24 gennaio

Intanto, la questione prosegue all’interno della sede cesanese. Le sigle sindacali annunciano una serie di scioperi, il primo il 24 gennaio a partire dalle ore 10.30, con un presidio unitario. Il contratto Uneba non soddisfa i lavoratori, considerato “svantaggioso, senza indennità di turno e per malattia, infortunio, maternità. In termini monetari, si parla di un “risparmio” per le casse di Sacra “ma con impoverimento del lavoro, che ricade sugli ospiti e sui malati”, sostengono le sigle sindacali.

La posizione dell’Istituto

Ma per l’Istituto la situazione è da inquadrare in un contesto di “difficoltà economica che attualmente coinvolge tutto il settore socio sanitario. Da oltre dieci anni, infatti, gli adeguamenti tariffari sono bloccati nelle Regioni in cui opera Sacra Famiglia – affermano dall’Istituto –. Pertanto la Fondazione ha scelto di non voler capitalizzare l’intero beneficio economico derivante dal passaggio contrattuale ccnl Aris sanità/ccnl Uneba, ma di condividere con i propri lavoratori ogni possibile recupero di marginalità economica. L’obiettivo è uniformare il contratto di lavoro dei dipendenti e renderlo conforme all’attività di Fondazione: da qui la scelta di passare da un contratto sanitario a uno socio-sanitario”.

“Confidiamo ci siano condizioni per finalizzare  la trattativa”

Secondo Sacra, nelle proteste “non si è tenuto conto né degli istituti migliorativi previsti dal contratto Uneba, come la sanità integrativa, né delle proposte finora portate da Fondazione sul tavolo negoziale che consentirebbero di non subire perdite economiche in busta paga. Confidiamo – concludono dall’Istituto – che nei prossimi incontri già in programma ci siano le condizioni per finalizzare positivamente la trattativa in essere”. Ma i lavoratori vogliono certezze, sicurezze, rispetto dei propri diritti e della propria dignità. “Organizzeremo altri presidi – assicurano i dipendenti –, andremo in Regione a farci sentire. Vogliamo solo essere rispettati, come lavoratori e come persone”.

Francesca Grillo

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