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Aggredivano moglie e figli: sorveglianza speciale per due uomini

Due situazioni “a elevato rischio di degenerazione criminale”.

Aggredivano moglie e figli: sorveglianza speciale per due uomini
Cronaca 21 Settembre 2020 ore 18:10

Aggredivano moglie e figli: sorveglianza speciale per due uomini.

Aggredivano moglie e figli: sorveglianza speciale per due uomini

MILANO – Sorveglianza speciale per due uomini, con prescrizioni specifiche a tutela di alcune vittime di maltrattamenti in famiglia e stalking. Nell’ambito dell’attività di monitoraggio dei soggetti socialmente pericolosi, svolta dalla Divisione Anticrimine della Questura di Milano, sono state individuate due situazioni “a elevato rischio di degenerazione criminale” per le quali è stata applicata, su proposta del Questore di Milano, la  misura della sorveglianza speciale. La prima è scattata per un italiano di 62 anni che per anni ha maltrattato la moglie con aggressioni verbali, insulti e altre vessazioni. Nel tempo, le minacce sono diventate violenze fisiche, anche costringendo la donna a subire violenze sessuali.

Già condannato per maltrattamenti in famiglia nel 2019

La donna, ormai esasperata dalle violenze, aveva preso coraggio ed era riuscita ad allontanarsi da casa, chiedendo rifugio a parenti e amici per salvaguardare la propria incolumità. Dopo essere stato condannato per maltrattamenti in famiglia nel 2019, l'uomo si è dimostrato ancora più rancoroso nei confronti della donna, iniziando una vera e propria campagna persecutoria nei suoi confronti, seguendola al supermercato e inviando messaggi intimidatori a lei e ai figli. L’uomo ha perseguitato anche persone che hanno testimoniato in giudizio sulle sue violenze, ritenuti responsabili della sua condanna, in particolare nei confronti di alcuni ex vicini di casa. In un’occasione, l'uomo, nel pieno della notte, ha conficcato uno stuzzicadenti nella pulsantiera del citofono per farlo suonare di continuo e ha affisso sui muri esterni dell’abitazione alcune copie dei verbali di testimonianza da loro rese nel processo.

Il secondo uomo sottoposto a sorveglianza

Il secondo uomo a essere sottoposto alla sorveglianza speciale è anche lui italiano, 41enne, disoccupato, che nel corso degli anni si è reso autore di prevaricazioni e violenze indistintamente rivolte verso ogni persona con la quale ha intrattenuto rapporti affettivi e familiari, tra cui, da ultimo, gli anziani genitori, continuamente minacciati di morte al fine di poter estorcere loro denaro. L'uomo pretendeva dai genitori almeno 50/100 euro al giorno. Se gli negavano il denaro, l’uomo reagiva con violenza: in un’occasione ha frantumato i vetri di una veranda, costringendo gli anziani a vivere barricati in casa. In passato ha anche maltrattato l'ex compagna e i figli minorenni, arrivando a provocare a uno di loro, che all'epoca aveva solo sei anni, un'importante lesione del cavo orale con un calcio sulla bocca per "dargli una lezione". Ha inoltre aggredito, insultato e minacciato in diverse occasioni le maestre del figlio minore, anche in presenza di tutti gli altri bambini presenti nell'asilo.

Entrambi sono stati instradati verso un percorso di recupero psicologico

Per entrambi gli uomini, caratterizzati da una radicata propensione alla violenza, è scattata l'applicazione della sorveglianza speciale, misura di prevenzione che, oltre a consentire un loro maggiore controllo da parte degli organi di pubblica sicurezza, proibisce di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalle vittime, dovendo mantenersi  ad almeno un chilometro di distanza, subendo l'arresto in caso di violazione. Entrambi sono stati instradati verso un percorso di recupero psicologico finalizzato” a far prendere loro coscienza del disvalore sociale delle condotte: si tratta di una strategia di intervento ormai sperimentata da diversi anni anche nei confronti dei destinatari dell'ammonimento del Questore nell'ambito del Protocollo Zeus, con brillanti risultati in termini di riduzione delle recidive”, dicono dalla Questura. “Queste misure – proseguono – si rivolgono non solo alle vittime, ma anche agli autori delle violenze e guardano al futuro, con l’obiettivo di minimizzare il rischio di ulteriori e più gravi reati, evitando che le violenze domestiche possano degenerare in più gravi fatti di sangue”.

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