Efficienza energetica degli edifici, serve un involucro di qualità

Le pareti, il tetto, le finestre e i pavimenti sono gli elementi che devono garantire il comfort termico e igrometrico all’interno degli ambienti

Efficienza energetica degli edifici, serve un involucro di qualità
Casa 23 Novembre 2019 ore 14:02

Efficienza energetica degli edifici, una questione fondamentale. Il concetto di risparmio energetico è strettamente legato ai consumi che si pagano in bolletta, cioè al costo dei servizi di climatizzazione invernale ed estiva dell’aria e ai consumi delle apparecchiature elettriche. Sui consumi energetici influisce in modo determinante il modo in cui è costruita una casa e come è fatto il suo “involucro”. L’involucro è la somma di tutte le superfici che entrano in contatto con l’ambiente esterno: le pareti, il tetto, le finestre, i pavimenti. In pratica è la “pelle” dell’edificio e tanto più è adatto a isolare o a compensare le temperature tra interno e esterno. Quanto più è energeticamente efficiente, tanto più fa risparmiare energia.

Efficienza energetica

Le prestazioni dell’involucro devono garantire il comfort termico e igrometrico degli spazi confinati e il contenimento dei consumi energetici mediante il soddisfacimento dei seguenti requisiti prestazionali: 1) Mantenimento della temperatura dell’aria negli spazi abitativi nelle stagioni di esercizio degli impianti di riscaldamento entro i limiti di legge di 20 – 22 °C. 2) Mantenimento delle condizioni di comfort termico negli ambienti interni nel periodo estivo. 3) Controllo dei fenomeni di condensa superficiale e interstiziale. 4) Resistenza termica e inerzia termica ai fini del risparmio energetico e del comfort ambientale interno

FIno al 31 dicembre 2020?

Anche per tutti gli interventi atti al miglioramento delle prestazioni termiche dell’involucro (coibentazione di solai e pareti, sostituzione di serramenti o parti di essi, installazione di schermature solari) la Legge di Bilancio 2020 (Legge n. 145 del 30 dicembre 2018) dovrebbe prorogare fino al 31 dicembre 2020 la detrazione fiscale (dall’Irpef e dall’Ires). Sempre nella misura del 65% da calcolare su un valore massimo di spesa pari a 60.000 euro. In questo gruppo di interventi rientra anche la sostituzione dei portoni d’ingresso. A condizione che si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio. Verso l’esterno o verso locali non riscaldati. E risultino rispettati gli indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre (circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 21/2010).

Facciamo attenzione

Ricordiamo però che dal 1° gennaio 2018, la percentuale di detrazione per le spese relative all’acquisto e alla posa in opera di finestre comprensive di infissi è stata ridotta dal 65 al 50%. Per gli interventi realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali o che riguardano tutte le unità del singolo condominio invece, l’aliquota di detrazione passa al 70% se gli interventi interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso edificio e al 75% quando gli interventi sono diretti a migliorare la prestazione energetica e purché conseguano almeno la qualità media indicata nel decreto del 26 giugno 2015. In tal caso gli incentivi sono validi per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021 e vanno calcolate su un ammontare complessivo non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono il fabbricato.

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