"E se non ci vedo e non posso dirlo?"

Vista e disabilità, a Cesano Boscone un convegno per non lasciare indietro i pazienti più fragili

Specialisti e ricercatori in Sacra Famiglia per affrontare i problemi visivi di chi non riesce a comunicarli, ad aprire i lavori sarà l’arcivescovo di Milano Mario Delpini

Vista e disabilità, a Cesano Boscone un convegno per non lasciare indietro i pazienti più fragili

“E se non ci vedo e non posso dirlo?”: venerdì 23 ottobre Sacra Famiglia riunirà alcuni dei nomi più autorevoli dell’oftalmologia italiana attorno a un problema di cui si parla troppo poco: i disturbi della vista nelle persone con disabilità o fragilità che non sono in grado di riferirli. Ad aprire i lavori sarà l’Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini, perché la questione non è solo medica.

Il convegno “Oftalmologia della disabilità” promosso da Fondazione Sacra Famiglia e Casa di Cura Ambrosiana

CESANO BOSCONE – Quando una persona con una disabilità grave perde la vista o comincia a vedere male, può accadere che nessuno se ne accorga. Se non è in grado di spiegare che cosa prova, il disagio rischia di essere interpretato come un problema comportamentale o come un peggioramento della patologia già diagnosticata. Un problema spesso invisibile, che può compromettere ulteriormente la qualità della vita e l’autonomia di chi è già in una condizione di fragilità.

È proprio da questa difficoltà che parte il convegno “Oftalmologia della disabilità: nuove prospettive, innovazione e cura oculistica specializzata”, in programma venerdì 23 ottobre al Teatro di Fondazione Sacra Famiglia ETS, in piazza Moneta 1 a Cesano Boscone.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Sacra Famiglia e da Casa di Cura Ambrosiana con il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano, metterà a confronto alcuni tra i principali specialisti italiani del settore.

Quando i disturbi della vista non riescono a emergere

Il fenomeno viene definito dagli esperti “eclissi diagnostica”: i problemi visivi finiscono in secondo piano perché i sintomi vengono attribuiti alla disabilità o alla patologia principale. Una persona che vede male può diventare irrequieta, isolarsi o rinunciare progressivamente alle attività quotidiane, senza che chi le sta accanto riesca a individuare la vera causa del cambiamento.

La situazione è particolarmente delicata anche per le persone con Sla in fase avanzata, che affidano allo sguardo la possibilità di comunicare attraverso dispositivi a puntamento oculare e tabelle alfabetiche. In questi casi, un deficit visivo può compromettere l’ultimo canale di relazione con il mondo esterno.

Un problema che si può affrontare

Eppure, anche chi non riesce a collaborare a una visita oculistica tradizionale può essere sottoposto a controlli e cure specifiche. Esistono percorsi personalizzati, modalità di valutazione dedicate e tecniche che permettono di affrontare le difficoltà diagnostiche. Fondamentale, sottolineano i promotori, è soprattutto la prevenzione: quando una persona non può chiedere aiuto, i controlli non possono dipendere dalla sua capacità di segnalare un problema.

Da autismo e sindrome di Down alla telemedicina

Il convegno sarà l’occasione per condividere esperienze cliniche e soluzioni concrete, con un’attenzione particolare ai protocolli dedicati alle persone con autismo e sindrome di Down, alla riabilitazione visiva attraverso la telemedicina e al Progetto DAMA, il modello di assistenza medica avanzata rivolto alle persone con disabilità.

“L’accesso alle cure oculistiche per le persone fragili è ancora fortemente diseguale”, spiega il dottor Mario Ercole Alessandro Giò, responsabile dell’Unità Oculistica di Casa di Cura Ambrosiana: “In molti contesti si ricorre all’anestesia generale anche solo per esami di base, con gravi rischi, costi e ritardi diagnostici che possono portare a un peggioramento della vista”.

I relatori

Ad aprire i lavori saranno l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, e monsignor Bruno Marinoni, presidente della Fondazione Sacra Famiglia. Tra i relatori figurano il professor Francesco Bandello, direttore scientifico dell’evento e primario di Oculistica all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, il professor Paolo Nucci, senior consultant della Clinica oculistica universitaria dell’Ospedale San Giuseppe, il presidente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti Barbuto e il professor Ghelma, tra gli ideatori e promotori del Progetto DAMA.

Interverranno inoltre Gianluca Giardini, direttore sanitario di Fondazione Sacra Famiglia, e Monica Conti, direttrice dei servizi innovativi per l’autismo della Fondazione.

L’obiettivo è costruire una rete di competenze capace di garantire alle persone con disabilità un accesso alle cure oculistiche tempestivo e adeguato. Perché vedere non significa soltanto distinguere forme e colori, ma anche riconoscere un volto, orientarsi e mantenere un legame con gli altri.

Informazioni e iscrizioni

Il convegno si svolgerà venerdì 23 ottobre 2026, dalle 9 alle 16, al Teatro di Fondazione Sacra Famiglia ETS, in piazza Moneta 1 a Cesano Boscone. La partecipazione è gratuita, con 200 posti disponibili. L’evento è accreditato con 4,2 crediti ECM.

Per informazioni e iscrizioni: 02 45677 980, centroformazione@sacrafamiglia.org.