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Violenza sulle donne, i dati di Fondazione Somaschi: "Italiane, dai 35 ai 44 anni, vittime dei mariti"

In pieno lockdown i contatti per chiedere aiuto da parte delle vittime sono quasi raddoppiati.

Violenza sulle donne, i dati di Fondazione Somaschi: "Italiane, dai 35 ai 44 anni, vittime dei mariti"
Attualità 25 Novembre 2020 ore 09:54

Violenza sulle donne, i dati di Fondazione Somaschi: "Italiane, dai 35 ai 44 anni, vittime dei mariti".

Violenza sulle donne, i dati di Fondazione Somaschi: "Italiane, dai 35 ai 44 anni, vittime dei mariti"

Un bilancio drammatico, accompagnato tuttavia dalla voglia di farcela, dalla speranza di uscire dalla violenza e di essere finalmente libere.

La Fondazione Somaschi

Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Fondazione Somaschi onlus che gestisce i centri di aiuto sul territorio mette in evidenza i numeri dell’attività. “Punire gli uomini violenti è fondamentale ma non basta - dice ad Agensir Chiara Sainaghi, responsabile dei servizi antiviolenza della onlus -; per prevenire la recidiva è necessario intervenire anche sulla loro rieducazione”. Fondazione Somaschi gestisce complessivamente 11 centri antiviolenza tra Milano (piazza XXV aprile) e hinterland (Rho, Cassano d’Adda, Melzo, Rozzano e San Donato Milanese, con sportelli anche ad Assago, Bollate, Cernusco, Corsico e Peschiera Borromeo).

Chi si è rivolto alle strutture della Fondazione Somaschi

“Da gennaio a oggi – si legge in un comunicato riportato dall’agenzia di stampa – si sono rivolte a queste strutture 491 donne, principalmente italiane (62%), di età compresa tra i 35 e i 44 anni (32%) e tra i 45 e 54 anni (25%), con un discreto livello di istruzione (diploma di scuola secondaria di secondo grado 30%). La maggior parte di loro ha uno o più figli minori (60%), per lo più tra i 6 e i 13 anni di età (35%)”. La violenza più frequentemente denunciata è psicologica (82%), seguita da quella fisica (65%), economica (16%), sessuale (12%) e stalking (8,7%). Nella maggioranza dei casi gli autori del maltrattamento sono i mariti (62%) o i conviventi (21%).

Un progetto sperimentale sulla rieducazione

“Gli uomini autori di violenza nell’85% dei casi reiterano il proprio comportamento – ancora dalla Fondazione –. Dati allarmanti che portano a chiedersi sempre di più se punire gli autori di violenza sia sufficiente per prevenire e contrastare la recidiva in modo efficace. Per questo Fondazione Somaschi ha scelto di avviare un progetto sperimentale, completamente autofinanziato, dedicato alla rieducazione degli uomini maltrattanti. Si chiama ‘Non più violenti’ ed è partito a Milano nella primavera 2018 coinvolgendo 11 uomini”.

La situazione non è migliore in Lombardia

Nel 2020 sono 1.913 i casi presi in carico, molti dei quali in pieno lockdown, quando i contatti per chiedere aiuto da parte delle vittime sono quasi raddoppiati. Sul tema è intervenuta anche Regione Lombardia, adottando il Piano Quadriennale per le politiche di parità e di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne: azioni concrete per contrastare un fenomeno drammaticamente in crescita. Tra le novità, la presa in carico degli orfani di vittime di femminicidio e dei minori, oltre a un programma di interventi per il sostegno abitativo e accompagnamento per uscire dalla violenza.

Secondo i dati registrati dall’Osservatorio Regionale Antiviolenza, le donne assistite dei centri territoriali sono state 6.527 (dati rilevati fino a metà ottobre). Le chiamate al numero 1522 per le richieste di aiuto sono raddoppiate rispetto all’anno scorso (+118,8%), 2.055 in totale.

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