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Mettersi la camicia: il VIDEO che racconta il lockdown dal Naviglio

Emilio Gatto, autore e regista di Corsico, lo ha raccontato tra ironia ed emozioni attraverso i suoi occhi.

Mettersi la camicia: il VIDEO che racconta il lockdown dal Naviglio.

Mettersi la camicia: il VIDEO che racconta il lockdown dal Naviglio

CORSICO – Qualcuno ha cercato di dimenticare tutto, cacciare quei momenti nel fondo della memoria. Per altri il ricordo delle giornate passate chiusi in casa, a inventarsi modi per trascorrere le ore, lentissime, di giorni avvolti dalla stessa, inesorabile, routine, è ancora fresco.

Il racconto in video di Emilio Gatto

Altri ancora questo periodo di lockdown che ha stravolto le nostre vite l’hanno vissuto con la paura, con il timore del lutto. Ma erano tutti i più fortunati, perché c’è chi il lutto l’ha vissuto in casa. E allora questo periodo sarà ricordato con tragica malinconia. Un periodo che ci ha cambiato tutti. Che ha tirato fuori il meglio dei buoni, il peggio degli altri. Emilio Gatto, autore e regista di Corsico, lo ha raccontato attraverso i suoi occhi. Che poi sono quelli di tutti, perché tutti abbiamo vissuto quelle sensazioni, emozioni che con abile narrativa ironica e nostalgica ha saputo raccontare nel documentario “Fase 1. Mettersi la camicia”.

“Fase 1. Mettersi la camicia”

Il perché del titolo è da scoprire attraverso il video, ben girato, divertente, ironico e iconico, pubblicato sul suo canale youtube, simbolo di settimane trascorse sopravvivendo al caos. Un racconto dai primi giorni dell’emergenza, con i canti sui balconi, i cartelloni arcobaleno, le frasi “andrà tutto bene”. Poi il vortice, la disillusione, l’avvilimento. Non andrà più tutto bene? E poi quello che ci siamo inventati: la casa pulita, poi a soqquadro, la cucina, il lievito che mancava, la ginnastica in casa, un raggio di sole colto dalla finestra, sul divano, ché questo virus si è mangiato pure la nostra primavera.

Il lockdown dal Naviglio di Corsico

Emilio Gatto, già autore per “Mai Dire” di serie comiche come Lettera 22, il primo reality ambientato in una macchina da scrivere, o L’ottavo Sigillo, rivisitazione in chiave comica della partita a scacchi con la morte di Bergman, ha racchiuso in pochi minuti una storia che conosciamo tutti. Dalla finestra affacciata sul Naviglio, ha ripreso i mutamenti imposti. I runner, i padroni dei cani a cento metri da casa e poi il rifiorire del traffico, quando ci si poteva spostare. E ancora le file davanti al supermercato, i banchi vuoti, la voglia di esistere e resistere.

Il commento di Emilio

Un video che è memoria storica, fatto di commozione ma soprattutto tanta ironia. Uno sguardo comico che narra la tragicità contemporanea che ognuno di noi, a suo modo, ha vissuto. “Sono stati mesi complicati – commenta l’autore –. Spesso mi chiedevo se ci saremmo fatti sopraffare dalla paura e dalla noia o se avremmo provato a reagire. Lo abbiamo fatto in tutti i modi. Dall’”Andrà tutto bene” che ha ricoperto i nostri balconi a quell’incoraggiante “Ce la faremo” a volte strillato in maniera improbabile. Il mio modo di reagire è stato mettere la camicia”.

Dopo la bufera…

E poi, il ritorno a una normalità macchiata, perché ciò che è stato ci ha cambiato tutti e le ferite non potranno rimarginarsi in fretta. Quando saremo vecchi, molto vecchi, cosa racconteremo alle nuove generazioni di questo tempo, di questa bufera che ci ha travolti? “Il vento gelido sferzava le nostre facce – racconta un anziano Emilio Gatto a un bambino, in un salto nel futuro –. Dopo ore e ore i più forti di noi sono riusciti a entrare nel supermercato. Ma erano rimaste solo le penne lisce”.

 

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