Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza la nuova legge che disciplina la realizzazione dei data center sul territorio regionale. La legge approvata nella giornata di ieri, martedì 26 maggio, come ricorda il Pirellone, nasce dalla necessità di affrontare il fenomeno dei Data Center che in Lombardia è in forte crescita: la Regione ospita quasi la metà delle strutture presenti in Italia, 67 dati center funzionanti nel 2024 su 168 in Italia.
Via libera del Consiglio regionale alla legge lombarda sui Data center
MILANO – Il provvedimento, approvato nella seduta presieduta da Federico Romani “punta a sostenere la crescita del sistema produttivo con particolare attenzione agli aspetti ambientali, energetici e al contenimento del consumo di suolo”.
La Lombardia rappresenta oggi il principale polo italiano del settore: secondo i dati diffusi dal Pirellone, nel 2024 la regione ospita 67 data center attivi sui 168 presenti in Italia. Anche sul fronte degli investimenti il peso lombardo è rilevante: dei 22 miliardi di euro previsti nei prossimi cinque anni a livello nazionale, circa la metà riguarda il territorio regionale.
Il commento del relatore del provvedimento
Il relatore del provvedimento e presidente della Commissione Territorio Jonathan Lobati (Forza Italia) ha sottolineato che la legge fornisce “una cornice chiara e moderna” per governare lo sviluppo di infrastrutture considerate ormai strategiche per l’economia digitale e l’innovazione tecnologica. L’obiettivo, ha spiegato, è coniugare investimenti e sostenibilità ambientale, incentivando il recupero delle aree dismesse, limitando il consumo di suolo e favorendo l’utilizzo di energie rinnovabili.
Le priorità approvate
Tra i punti centrali della norma figurano il coordinamento regionale delle procedure autorizzative, criteri urbanistici omogenei su tutto il territorio lombardo e misure per gestire l’elevato fabbisogno energetico dei centri dati. La legge individua inoltre come prioritarie per nuovi insediamenti le aree dismesse, degradate o sottoutilizzate, scoraggiando invece il consumo di suolo agricolo attraverso un aumento del contributo di costruzione.
Nel corso dell’iter consiliare sono state introdotte due novità significative: la possibilità per i Comuni di accedere a compensazioni ambientali in caso di recupero di aree industriali dismesse e l’estensione da sei mesi a un anno del termine per adeguare gli strumenti urbanistici locali alle nuove disposizioni.
Il testo, composto da dieci articoli, introduce anche lo “Sportello regionale per i centri dati”, che avrà il compito di gestire il procedimento unico per il rilascio delle autorizzazioni. Una task force tecnica supporterà invece gli enti coinvolti nelle procedure ambientali.
La cabina di controllo
L’attuazione della legge sarà monitorata da una cabina di regia composta da rappresentanti di Regione, Comuni, Province, ANCI Lombardia, ARPA Lombardia, università ed enti gestori delle reti elettriche.
Durante il dibattito in Aula, la maggioranza ha evidenziato la necessità di governare con regole certe un fenomeno in forte espansione e strategico per la competitività economica del territorio. Le opposizioni hanno invece espresso perplessità sul limitato coinvolgimento diretto dei Comuni e sull’assenza di vincoli più stringenti per la tutela del suolo e delle aree verdi.
L’assessore regionale Massimo Sertori ha definito i data center “infrastrutture strategiche di interesse comune”, sottolineando come la Lombardia disponga di una delle reti energetiche più affidabili d’Europa. Per l’assessore al Territorio Gianluca Comazzi, invece, la nuova normativa rappresenta “un punto di riferimento a livello nazionale” capace di fissare regole certe per la gestione del territorio.
Il consigliere Negri (Pd) sul voto contrario alla nuova legge
Questo il commento del consigliere regionale Simone Negri (PD) affidato dalla sua pagina social:
“Come PD abbiamo votato contro, e lo abbiamo fatto dopo aver presentato diverse proposte tramite emendamenti e Odg. Rimangono le stesse grandi perplessità della vigilia: la legge serve per riconoscere la deregulation e iter autorizzativi semplificati.
Temete per l’impatto energetico dei datacenter, di pagare di piú le bollette? Volete scongiurare ulteriore consumo di suolo? Siete spaventati dalla concentrazione che questi impianti hanno nel milanese? Volete che i comuni abbiamo la facoltà pianificatoria quantomeno di indicare aree adatte e scongiurare l’invasione di stazioni elettriche e tralicci dell’alta tensione? Vorreste evitare altre isole di calore, altre emissioni?
Niente di tutto ciò. Non é la legge che fa per voi.
Vado a letto sereno. Questo PdL ha avuto una gestione lunga. Il testo non é all’altezza della sfida e ci porterà a sbattere. Ma il percorso di approfondimento, soprattutto in commissione, é stato prezioso e – siccome considero anche questa esperienza una parte di un cammino di conoscenza – ho imparato molto, ho evoluto mie convinzioni, ho condiviso ed ho sostenuto la mia posizione in questo periodo, anche oggi con la dichiarazione di voto a nome del gruppo.ù
Insieme ai colleghi abbiamo provato a migliorare il testo. Non possiamo rimproverarci nulla e culliamo l’impressione – con questo PdL piú di altri – di aver trattato lo sviluppo della Regione. Dare senso a ciò che si fa, sentirsi utili é sempre il mio principale assillo”.