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l'inaugurazione

"Una su tre": il murale contro la violenza sulle donne a Corsico

"Nel 2023 fondi per sostenere le donne vittime di violenza e case per donne maltrattate", così il sindaco Ventura alla cerimonia.

"Una su tre": il murale contro la violenza sulle donne a Corsico
Attualità Corsico, 28 Novembre 2022 ore 10:13

Per celebrare la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, tra le diverse iniziative organizzate dall'Amministrazione comunale, in via Marzabotto a Corsico è stato inaugurato un murale contro la violenza di genere.

Corsico: il nuovo murale contro la violenza sulle donne

CORSICO – Una su tre. Il titolo del murale ricorda che una donna su tre, nel corso della propria vita, subisce violenza.

L'inaugurazione sabato 26 novembre in via Marzabotto

Una su tre. Il disegno rappresenta una donna e tante altre donne. Età diverse, culture diverse, origini differenti. Tutte insieme, perché la violenza non fa differenze. Sono donne che si sentono sole, ma che non lo sono. Perché hanno una mano tesa a cui aggrapparsi con tutta la forza che non pensano di avere. Nel murale c’è anche questo messaggio. “Non sei sola”. Una via di uscita c’è.

Poi, il numero antiviolenza nazionale, 1522, e una targa riporterà anche quello del centro antiviolenza di Corsico, poco distante dal murale realizzato dalla mano di Marco Zanghi e dal collettivo di artisti di We Run The Streets. Un disegno che è un simbolo, che ricorda i numeri drammatici della violenza, ma anche quelli della salvezza.

Il sindaco Ventura

“È insopportabile che ancora oggi una donna su tre subisca violenza, spesso per mano di familiari e conoscenti – ha sottolineato il sindaco Stefano Martino Ventura –. Le istituzioni devono dare alle donne il supporto necessario per uscire dalla violenza. Per questo, nel 2023 stanzieremo specifici fondi per sostenere le donne vittime di violenza e fare progetti di prevenzione, anche attraverso la collaborazione con il Centro antiviolenza di Corsico.

Con la Commissione antimafia abbiamo poi deciso di destinare gli appartamenti confiscati a un progetto per l’ospitalità delle donne maltrattate che svilupperemo nei prossimi mesi”. Perché è giusto, doveroso, ricordare le vittime. Ma ancora più necessario è salvare le donne che ogni giorno rischiano la vita, dicendo loro che non sono sole in quell’inferno.

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