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Perché non si fanno i tamponi? Il bollettino odierno, i numeri e la spiegazione di Gallera

Lo aveva annunciato il governatore Attilio Fontana oggi pomeriggio: “I dati non sono buoni”.

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Perché non si fanno i tamponi? Il bollettino odierno, i numeri e la spiegazione di Gallera.

Perché non si fanno i tamponi? Il bollettino odierno, i numeri e la spiegazione di Gallera

MILANO – Lo aveva annunciato il governatore Attilio Fontana oggi pomeriggio: “I dati non sono buoni”. E infatti i numeri di oggi, dati dall’assessore al Welfare Giulio Gallera nel suo quotidiano appuntamento di aggiornamento,  parlano di 2.543 persone in più risultate positive.

I tamponi

L’assessore ha spiegato che si stanno eseguendo i tamponi tra i medici di medicina generale e all’interno delle rsa, sempre con la solita metodologia di fare i test a chi ha sintomi conclamati come la febbre sopra i 37.5. Proprio sulle rsa sono concentrati gli sforzi di rifornimento dei dispositivi di protezione individuale. Sono 400mila le mascherine arrivate in Lombardia e distribuite all’interno delle strutture. “Per metà della prossima settimana dovrebbero arrivare anche i saturimetri e i kit di telemedicina, per il monitoraggio dei positivi”.

La crescita preoccupa soprattutto Milano

Milano ha avuto un’impennata dei casi positivi, anche se “le informazioni dai pronto soccorso ci dicono che la situazione è stabile, quindi molti tamponi sono stati processati solo ora”, spiega Gallera. Sulla questione dei tamponi, l’assessore ha ribadito che vengono fatti ora anche sulla base dell’indicazione dei medici di famiglia che monitorano i pazienti. “Per la Regione anche solo un semplice raffreddore è un covid potenzialmente positivo, quindi chiunque ha questi sintomi, anche banali, deve stare isolato e sorvegliato con il monitoraggio dei medici”.

La spiegazione dei dati

Ospiti del quotidiano appuntamento con Gallera, c’erano il Direttore dell’Analisi chimico cliniche e microbiologia del Niguarda Federico Perno e Fausto Baldanti, responsabile della Virologia Molecorale del Policlinico San Matteo di Pavia. “I dati di oggi non sono nuove infezioni, ma nuove diagnosi”, ha spiegato Perno. “I numeri vanno analizzati in un contesto più ampio, non giorno per giorno. L’aumento dei positivi è dovuto all’aumento dei tamponi eseguiti. Bisogna ragionare nella globalità, analizzando anche i guariti, in rapido aumento. Da un’analisi globale, guardando i dati nella loro interezza, tra guariti, decessi e nuovi casi, c’è un cauto ottimismo”.

La spiegazione sui tamponi e come vengono eseguiti

Fausto Baldanti ha spiegato che ci sono 22 laboratori che hanno processato circa 90mila tamponi: la Lombardia è la regione con più tamponi effettuati in assoluto. Ed ecco la spiegazione sui tamponi e come vengono eseguiti: “Esistono due tipi di test – ha precisato Baldanti –. Il primo è di tipo molecolare che identifica la presenza del virus nelle secrezioni. Il test rimane positivo in tutta la fase sintomatica poi, verso la convalescenza, tende a negativizzarsi. Ma potrebbe essere ancora positivo anche se guariti e non sappiamo quanto si possa essere contagiosi anche al termine dei sintomi”. Poi, ci sono i test sierologici, cioè quelli rapidi sulla gocciolina di sangue. Questi test identificano gli anticorpi, ossia la reazione dell’organismo sul virus. “In pratica – ha spiegao l’esperto –, mi infetto oggi, i sintomi si presentano tra 3-4 giorni ma produco anticorpi tra 7 giorni, quindi per 7 giorni sono positivo ma gli anticorpi non sono rilevabili. In questo modo, i test rischiano di produrre parecchi falsi negativi: posso essere negativo ma infettivo, perché non ho ancora sviluppato anticorpi”. Quindi, questo tipo di test può avere senso per uno studio territoriale del contagio, ma al fine di avere risposte immediate sulla positività, secondo l’esperto, serve a ben poco e “non utile per dare serenità al cittadino”, ha commentato Gallera.

I dati di oggi

Sono 34.889 i contagiati, con un aumento di 2.543 persone in un giorno. I ricoveri aumentano di 655 persone: in totale, si trovano in ospedale 10.681 persone. Nei reparti di terapia intensiva ci sono 1.263 persone, con un aumento di 27 pazienti rispetto a ieri. I tamponi effettuati fino a oggi sono 87.713, 6.047 in più rispetto a ieri. Sono 49.827 i test risultati negativi. I tamponi in fase di verifica sono 807. Le persone guarite e dimesse sono 7.839 (+1501, ieri erano 990). Salgono anche i decessi: 4.861, 387 in più in un giorno.

Le province

Bergamo 7.458 (+386)

Brescia 6.931 (+334)

Como 762 (+56)

Cremona 3.370 (+214)

Lecco 1.159 (+83)

Lodi 1.968 (+84)

Monza Brianza 1.750 (+163)

Milano 6.922 (+848)

Mantova 1.250 (+74)

Pavia 1.685 (+107)

Sondrio 325 (+41)

Varese 502 (+34)

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