Uno striscione anonimo è comparso questa mattina appeso ai cancelli di una scuola media di Pioltello in risposta al dibattito nazionale sul tetto agli studenti stranieri nelle classi: un chiaro invito a lasciare stare i bambini e permettere ai docenti di fare il loro lavoro.
Lo striscione: “Fuori la politica dalla scuola. Nessuno è straniero”: i carabinieri lo rimuovono
PIOLTELLO – “Fuori la politica dalla scuola: è la politica che rovina la scuola! Nessuno è straniero”. Un messaggio chiaro, diretto e privo di firma, comparso questa mattina sui cancelli dell’istituto comprensivo Mattei-Di Vittorio in via Bizet. Un chiaro segnale di insofferenza lanciato da chi chiede di spegnere i riflettori ideologici sulle aule scolastiche.
La rimozione dei Carabinieri
A notare subito lo striscione sono stati i dipendenti della scuola all’apertura dei cancelli che chiamano immediatamente le forze dell’ordine.
I Carabinieri della Stazione di Pioltello arrivati presto sul posto hanno provveduto alla rimozione e al sequestro del materiale, come previsto dalle procedure standard. L’azione non è stata ancora rivendicata, ma il contenuto rimanda in modo evidente alla bufera politica che nelle ultime settimane sta investendo il mondo dell’istruzione a livello nazionale.
Il nodo dell’integrazione e il “modello Pioltello”
Al centro dello scontro c’è la proposta governativa di fissare un tetto alla presenza di alunni stranieri — in particolare quelli di prima immigrazione o privi di adeguate competenze linguistiche — all’interno delle classi dell’obbligo. Una misura che ha fatto ripiombare la città alle porte di Milano nel mirino del dibattito politico.
“Un argomento che ha riacceso i riflettori sulla città di Pioltello, diventata ormai oggetto dell’interesse della cronaca e della politica nazionale quando si parla di stranieri (nonostante siano ormai quasi vent’anni che la città convive con il fenomeno della immigrazione nei quartieri Satellite e piazza Garibaldi, con i due comprensivi che da tempo applicano politiche volte all’integrazione e al potenziamento delle competenze di tutti i frequentanti senza “penalizzare” nessuno)”, scrivono i colleghi di Prima la Martesana.
A Pioltello infatti la convivenza con gli stranieri è una realtà consolidata: Pioltello convive e gestisce i flussi migratori da quasi vent’anni, in particolare nei quartieri Satellite e piazza Garibaldi dove l’integrazione non è una novità: i due comprensivi cittadini applicano da tempo protocolli collaudati per il potenziamento linguistico e l’inclusione, senza penalizzare la didattica dei diversi gruppi classe.
Lo striscione di stamattina suona dunque come una difesa dell’autonomia scolastica: un sollecito a far lavorare corpo docente e studenti lontano dalle speculazioni di parte.
I precedenti in città: la “guerra” degli striscioni del 2024
Non è la prima volta che Pioltello si trasforma in un campo di battaglia comunicativo a colpi di lenzuoli e slogan. Il precedente più clamoroso risale alla primavera del 2024, quando la decisione del Consiglio d’istituto di sospendere le lezioni in occasione della fine del Ramadan scatenò la dura reazione di gruppi di estrema destra — tra cui la Rete dei Patrioti —, sfociata in proteste e attacchi diretti al dirigente scolastico e al Consiglio d’istituto.