PSICODAY

Sublimazione: l’arte silenziosa di trasformare ciò che ci attraversa

Molte persone raccontano di sentirsi meglio quando trasformano un momento difficile in azione.

Sublimazione: l’arte silenziosa di trasformare ciò che ci attraversa

Ci sono momenti in cui dentro sentiamo qualcosa che spinge, preme, chiede spazio. Non sempre sappiamo darle un nome, e spesso non sappiamo nemmeno dove metterla. La sublimazione psicologica nasce proprio da questa esperienza comune: trovare una strada possibile per emozioni, impulsi e tensioni che non possono uscire così come sono. Non è una strategia studiata a tavolino, ma un movimento spontaneo dell’essere umano, una sorta di intelligenza emotiva che ci permette di non restare bloccati. In questo senso, sublimare non è “fare qualcosa di giusto”, ma fare qualcosa che ci permetta di respirare.

Quando il disagio diventa movimento

Molte persone raccontano di sentirsi meglio quando trasformano un momento difficile in azione. C’è chi cammina per ore, chi scrive di notte, chi si immerge nel lavoro o in un progetto personale. Dal punto di vista psicologico, questi gesti non sono fughe, ma tentativi di dare una direzione a ciò che dentro non sta fermo. La sublimazione funziona quando non nega l’emozione, ma le offre un contenitore. È come se l’esperienza interna trovasse una forma, e in quella forma diventasse meno spaventosa, più gestibile, talvolta persino generativa.

Non è controllo, è trasformazione

Un errore frequente è pensare che sublimare significhi tenere tutto sotto controllo. In realtà, accade spesso il contrario. La sublimazione autentica nasce quando smettiamo di lottare contro ciò che proviamo e iniziamo a chiederci cosa farne. Non c’è forzatura, né moralismo. Un impulso può diventare creatività, una rabbia può trasformarsi in determinazione, una ferita può aprire uno sguardo nuovo sugli altri. Dal punto di vista umano, questo processo permette di restare fedeli a sé stessi senza danneggiare sé o gli altri.

Le forme impreviste della sublimazione

La sublimazione non ha sempre un aspetto nobile o evidente. A volte si manifesta in scelte silenziose, in cambi di ritmo, in nuove priorità. Può essere decidere di studiare qualcosa che ci appassiona dopo una delusione, o prendersi cura di qualcuno quando si è conosciuta la solitudine. In terapia, spesso emerge che le persone sublimano già, ma non se ne accorgono. Dare un nome a questo processo può restituire dignità a comportamenti che prima venivano vissuti come eccessi o stranezze.

Un modo umano di stare al mondo

Sublimare non significa diventare migliori, ma più veri. Significa accettare che dentro di noi convivano spinte contraddittorie e che non tutte debbano essere espresse allo stesso modo. Dal punto di vista psicologico, è una delle forme più profonde di adattamento creativo: non cancellare ciò che fa male, ma permettergli di trasformarsi in qualcosa che abbia senso. È un’arte silenziosa, spesso invisibile, ma fondamentale per continuare a vivere senza tradire ciò che siamo.

Dott. Fabiano Foschini

Psicologo

334.4231214 – dott.fabianofoschini@gmail.com

Uno spazio per le vostre domande

Per chi desiderasse condividere un’esperienza personale, porre un quesito o esprimere un disagio, è possibile inviare una mail al dott. Fabiano Foschini all’indirizzo: dott.fabianofoschini@gmail.com

Il dottore esaminerà con attenzione ogni comunicazione e, nei prossimi numeri, offrirà una risposta approfondita dedicando spazio alle vostre domande, ai vostri vissuti e alle vostre riflessioni, sempre nel pieno rispetto della privacy e della sensibilità di ciascuno.