C’è un filo diretto che ogni anno unisce artisti, canzoni e pubblico: è quello del Festival di Sanremo, palcoscenico che sa trasformare una performance in racconto, un brano in emozione condivisa. In questo clima carico di attesa e riflettori, si inserisce l’intervista che Paola Gallo ha realizzato con Francesco Renga, protagonista di una nuova avventura sanremese.
Il pensiero di Paola
Ho conosciuto Francesco Renga quando ancora viaggiava senza vento con i Timoria. Ho divorato letteralmente il primo album da solista “Affogo baby, l’amore avrà i miei occhi ma non assomiglia a me…”, ho affidato ai suoi testi i miei magoni anche se con lui mi sono sempre divertita moltissimo. Negli anni è riuscito a trovare il suo posto musicale e a scrivere Tracce di Pop e di Rock, Ferro e Cartone per paragrafare l’artista. Su una mensola di casa campeggia la custodia vellutata del premio sanremese per Angelo. Una casa super luminosa dove ha accolto i giornalisti per raccontare la sua nuova avventura sanremese. Il meglio di me è una canzone importante che racconta un uomo che finalmente vuole risolvere i suoi lati oscuri, un cammino autobiografico a cui Francesco tiene molto.