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Sfratti Aler, il Pd di Cesano: “Al fianco degli inquilini, non lasciamo nessuno da solo”

E chiedono a tutti coloro che si trovano in questa situazione a inviare copia della lettera ricevuta

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Sfratti Aler, il Pd di Cesano: “Al fianco degli inquilini, non lasciamo nessuno da solo”

Sfratti Aler, il Pd di Cesano: “Al fianco degli inquilini, non lasciamo nessuno da solo”

CESANO BOSCONE – “In questi giorni diversi nostri concittadini del quartiere Tessera ci hanno segnalato, molto allarmati, di aver ricevuto una lettera da parte di Aler nella quale, in conseguenza di presunti sforamenti del reddito massimo per la permanenza nella casa popolare, viene comunicata la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio e viene dato un termine di 24 mesi per liberare lo stesso.

La legge

Queste lettere nascono dall’applicazione della legge regionale 16 del 2016 che prevederebbe però una particolare tutela, a suo tempo richiesta dal Partito Democratico, proprio per i nuclei famigliari composti da persone ultra 65enni o nei quali vi siano persone disabili o con seri problemi di salute”. Riassume così Fulvio Paladini, capogruppo Pd di Cesano, la situazione che impensierisce gli inquilini del quartiere Tessera che stanno ricevendo in questi giorni le missive da parte di Aler intimando di lasciare l’alloggio assegnato (e regolarmente pagato con l’affitto) a causa del “mancato rispetto del regolamento”, secondo l’Azienda. Si tratta di persone che hanno “sforato” la soglia Isee o a cui vengono contestate irregolarità relative ad aspetti legati all’alloggio. Si parla, per esempio, di ragazze madri tornate dai genitori, padri separati costretti a fare rientro a casa, e altre condizioni che hanno un aspetto sociale che merita approfondimenti caso per caso.

L’incontro

“Il Partito Democratico di Cesano Boscone chiede ora un immediato intervento dell’assessore Bolognini e della Regione Lombardia per porre rimedio a questa insensata iniziativa: siamo pronti a dare battaglia perché i diritti dei nostri concittadini siano salvaguardati. Saremo inoltre al fianco di tutte le associazioni e le rappresentanze degli inquilini nelle iniziative che verranno prese”, ancora il Pd cesanese che organizza per oggi, a partire dalle ore 15 al Centro Civico di via Turati in Sala Ilaria Alpi, un incontro con i cittadini per raccogliere le lettere ricevute dagli abitanti.

Il sindaco Negri

“Invitiamo tutti coloro che si trovano in questa situazione a inviarci copia della lettera ricevuta (info@pdcesanoboscone.com). Noi non lasciamo nessuno da solo”. La pensa così anche il sindaco Simone Negri: “Abbiamo la necessità innanzitutto di capire quante lettere siano arrivate – spiega il primo cittadino – e di verificare quali siano le irregolarità dichiarate da Aler. Stando ad alcuni casi di questi giorni, sarebbero coinvolte persone anziane e pure disabili, che in virtù della stessa legge, a seguito di un emendamento presentato in consiglio regionale dal Partito Democratico, non dovrebbero essere in realtà considerate, almeno per quanto riguarda la richiesta di abbandonare l’alloggio. Non è possibile che nel 2020 si possa intimare a persone ultraottantenni di lasciare la propria abitazione e che si possa arrivare all’esecuzione forzata”. “Non metto assolutamente in dubbio il principio per cui chi ha una situazione economica agiata debba trovare un altro alloggio – ancora il sindaco – ma contesto sia la modalità di applicazione da parte di Aler della legge e del regolamento regionale sia i due testi stessi. Non accetterò mai che si sfrattino delle persone anziane, in regola con i pagamenti, dopo che hanno vissuto in quella casa per una vita. Immagino il trauma sofferto dopo aver ricevuto questa lettera, la preoccupazione di dover trovare un altro alloggio, di pensare a organizzare un trasloco. Quotidianamente tocco con mano una serie di assurdità: è giusto che la disponibilità degli alloggi non sia ereditaria, ma trovo veramente mostruoso che si impedisca il ricongiungimento dei nuclei familiari e che in molti casi questi debbano essere considerati ospiti, potendo restare in casa con il titolare del contratto per un periodo non superiore ai 12 mesi”. E in ultimo precisa: “La legge risulta estremamente rigida e non se ne capisce il senso: se da un lato vengono allontanati i presunti benestanti, si limita solo al 20% delle assegnazioni la quota riservata alle persone in comprovato stato di necessità. A Cesano, infatti, a seguito dell’ultimo bando, su 53 nuclei in accertate condizioni di indigenza, solo 5 avranno una casa. La legge che già ha avuto una gestazione infinita dopo il primo giro di boa è già da riscrivere. Invito la Regione a farlo. Mi pare manchi proprio una visione sulle politiche della casa”.

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