il Comune critica la decisione

Sentenza TAR su autonoleggio, il Comune di Buccinasco e la Prefettura ricorrono al Consiglio di Stato

“Ridotta a questione procedurale una vicenda di sicurezza e legalità”: l’Amministrazione esprime forte contrarietà

Sentenza TAR su autonoleggio, il Comune di Buccinasco e la Prefettura ricorrono al Consiglio di Stato

In merito alla sentenza del TAR Lombardia relativa alla vicenda che coinvolge una società di autonoleggio di Buccinasco, chiusa in seguito a un’interdittiva antimafia, il Comune esprime forte contrarietà rispetto alle conclusioni raggiunte dal Tribunale amministrativo.

Sentenza TAR su autonoleggio, il Comune di Buccinasco critica la decisione

BUCCINASCO – La decisione del TAR ha infatti annullato i provvedimenti adottati sulla base delle indicazioni della Prefettura di Milano, in raccordo con il Ministero dell’Interno, riconducendo però una questione sostanziale di sicurezza e legalità a un profilo esclusivamente procedurale.

Decisivo il superamento del termine dei 60 giorni dalla presentazione della SCIA

In particolare, il Tribunale ha ritenuto determinante il superamento del termine di 60 giorni dalla presentazione della SCIA, escludendo la presenza di “sopravvenute esigenze di pubblica sicurezza”. Una lettura che, secondo l’Amministrazione comunale, rischia di indebolire strumenti fondamentali di prevenzione e contrasto ai fenomeni di infiltrazione criminale sul territorio.

Il sindaco Pruiti sulla decisione di appellarsi al Consiglio di Stato

“Non si può equiparare una interdittiva antimafia, fondata su elementi gravi e su valutazioni di contiguità con ambienti criminali – commenta il sindaco Rino Pruiti – a un semplice diniego amministrativo di sospensione di una SCIA commerciale.

Il Comune di Buccinasco ha agito in piena collaborazione con la Prefettura di Milano e nel rispetto delle indicazioni del Ministero dell’Interno, con l’unico obiettivo di tutelare la legalità e prevenire possibili infiltrazioni criminali nel tessuto economico locale. Per queste ragioni abbiamo deciso di proporre il ricorso al Consiglio di Stato, affinché venga ristabilito un principio essenziale: la tutela della sicurezza pubblica e della legalità deve prevalere su interpretazioni meramente formali”.