Scuole chiuse? L’educatore va a casa degli studenti disabili per le lezioni

I genitori: "Grazie al Melograno e al Comune di Zibido che ha capito le nostre esigenze e difficoltà"

Scuole chiuse? L’educatore va a casa degli studenti disabili per le lezioni
Attualità 06 Marzo 2020 ore 09:53

Scuole chiuse? L’educatore va a casa degli studenti disabili per le lezioni

Scuole chiuse? L’educatore va a casa degli studenti disabili per le lezioni

ZIBIDO SAN GIACOMO – “Lunedì 2 marzo. Nel pomeriggio squilla il telefono e si presenta la coordinatrice del Melograno, la cooperativa che organizza il lavoro degli educatori anche per il comune di Zibido. La gentilissima Michela ci chiede se siamo disponibili ad avere Gabriele, lo storico e amatissimo educatore di Frank dalle elementari, per un progetto di scuola a domicilio concertato con il comune di Zibido.

Le attività

Sinceramente, dopo una settimana di vacanza improvvisamente forzata, senza più neanche uno dei mille impegni di Frank, ci è sembrato un dono dal cielo. Ieri è stato il primo giorno e ho visto rianimarsi Frank anche nello svolgere i compiti, ha chiacchierato tantissimo e ha passeggiato con energia dopo giorni di apatia. Anche stamattina appena si è svegliato ha chiesto subito a che ora sarebbe arrivato Gabry e che compiti dovevano fare. Per noi, che abitiamo anche in un luogo isolato, sono davvero importanti queste due ore quotidiane perché danno un senso di normalità a questa situazione sospesa. Seguire 24 ore un ragazzo disabile ma con energia da vendere mette alla prova e non possiamo che essere grati al nostro Comune e al Melograno”.

Il progetto

Parla Stefania, mamma di Francesco, ragazzino sveglio, inteligentissimo, simpatico e ironico, ottimo ballerino e con un’energia da vendere. Stefania racconta la reazione quando gli operatori della cooperativa il Melograno che gestisce i servizi educativi di Zibido e di altri Comuni, ha deciso di avviare il progetto di “educatore a domicilio”. Con la chiusura forzata delle scuole, a rimetterci sono stati anche gli studenti disabili che non hanno potuto usufruire delle già pochissime ore a disposizione con gli educatori. Non si tratta di baby sitter: sono professionisti che concordano con la scuola un piano didattico e seguono il progetto con esercizi, prove, laboratori. Un rinforzo positivo per bambini e ragazzi, ma anche per le famiglie che possono avere un attimo di sollievo dall’impegno quotidiano e vedere concentrati i propri figli in attività specifiche con esperti.

L’adesione del Comune

Il Comune ha aderito subito alla proposta del Melograno (e non tutti hanno detto di sì). In totale, circa 15 famiglie hanno accettato entusiaste l’educatore a domicilio. Ha detto di sì anche Bussero, dove ci sono sette famiglie coinvolte. Michela Bertoletti, coordinatrice del servizio, spiega che i ragazzi hanno un monte ore che vanno da quattro a settimana a 15, “dipende da quelle che sono state assegnate a inizio anno”. Seguono i compiti assegnati attraverso il registro elettronico, un diario digitale con il programma scolastico. Bambini e ragazzi prendono parte con piacere alle lezioni, anche da casa. Determinati a imparare e a svolgere i loro compiti per crescere. Un momento educativo ma soprattutto umano, di scambio e arricchimento. Per tutti, educatori compresi. Le famiglie ringraziano la cooperativa che ha avviato il progetto a domicilio e “il Comune, che ha capito le esigenze e le difficoltà che viviamo tutti i giorni”.

FG

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