La protesta di barbieri e parrucchieri in Regione: “Noi abbandonati, politici ingrati”

Ad accendere il dibattito il barbiere Hiro di Buccinasco: "Permetteteci di lavorare in sicurezza, se no sarà boom di parrucchieri in casa"

La protesta di barbieri e parrucchieri in Regione: “Noi abbandonati, politici ingrati”
Attualità 30 Aprile 2020 ore 16:32

La protesta di barbieri e parrucchieri in Regione: “Noi abbandonati, politici ingrati”.

La protesta di barbieri e parrucchieri in Regione: “Noi abbandonati, politici ingrati”

MILANO – Una protesta silenziosa ma che fa un rumore assordante: quello delle voci di professionisti che hanno attaccato uno striscione davanti al Pirellone: “Barbieri e parrucchieri sono stati dimenticati. Vergognatevi politici ingrati”.

Chiusi fino al 2 giugno

La protesta è di tanti professionisti chiusi ormai da settimane che, nonostante le rassicurazioni sui sistemi di protezione personale e dei clienti già messi in atto, pronti per la ripartenza, non potranno alzare la saracinesca dei negozi fino al 2 giugno. Così, alcuni barbieri e parrucchieri si sono fatti portavoce delle proteste attaccando uno striscione davanti al simbolo della Regione Lombardia. Sulla questione è intervenuto anche Hiro, barbiere di Buccinasco che ha creato un brand ormai internazionale e ha rivoluzionato, insieme alla sua squadra di professionisti, il modo di concepire il concetto di barbiere in Italia e nel mondo con il “Barber Mind”. “

Le parole di Hiro

“Permetteteci di lavorare in sicurezza, oppure dateci il sostegno economico necessario per rimanere chiusi fino a giugno”, ha detto Hiro, raccogliendo il pensiero di migliaia di lavoratori che hanno condiviso l’iniziativa. Hiro ha innescato il dibattito e sollevato l’attenzione su “una categoria, insieme ad altre, completamente abbandonata”, raccogliendo le voci di chi soffre le decisioni del Governo. “Ci sono tantissimi imprenditori che non possono permettersi di stare fermi ancora un mese e per questo inizieranno a lavorare in casa, aumentando di fatto il rischio di trasmissione del virus – ancora Hiro –.

“Anche la nostra categoria ha bisogno di risposte”

È necessario alzare la voce per farsi sentire. La nostra categoria non ha alcuna rappresentanza istituzionale. Una sola voce non basta, abbiamo bisogno di lavorare, assicurando di seguire tutti i protocolli. Siamo consapevoli del periodo di emergenza e crisi, ma anche la nostra categoria ha bisogno di risposte. Non possiamo permettere che il nostro lavoro venga svolto in casa, senza assicurare il rispetto delle normative. Abbiamo bisogno di protocolli comportamentali, di regole chiare, non di rimandare il problema. Prima saremo in grado di gestire la convivenza con il virus, prima l’economia e la qualità della nostra vita miglioreranno”.

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