una mattinata di memoria condivisa

Nel giorno del Primo Maggio a Corsico verrà svelata una Pietra d’inciampo in memoria di Alessandro Santagostino

Cerimonia il 1° maggio tra memoria storica e impegno civile: il ricordo dei lavoratori deportati e delle vittime corsichesi dei campi nazisti

Nel giorno del Primo Maggio a Corsico verrà svelata una Pietra d’inciampo in memoria di Alessandro Santagostino

Venerdì 1° maggio il Comune di Corsico e l’Associazione  “Noi di Corsico” organizzano una mattinata dedicata alla memoria e alla storia, nel segno della Festa dei Lavoratori.

Primo Maggio: in via Monti verrà svelata una Pietra d’inciampo in memoria di Alessandro Santagostino

CORSICO – Venerdì 1° maggio 2026 il Comune di Corsico insieme all’associazione Noi di Corsico promuove un’iniziativa pubblica per ricordare le vittime della deportazione nazista, con lo svelamento di una Pietra d’inciampo dedicata ad Alessandro Santagostino.

La Festa dei Lavoratori prenderà il via dalla Sala La Pianta

La giornata prenderà il via alle 10.30 presso la Sala La Pianta, in via Leopardi 7, con un momento di approfondimento storico sui lavoratori “coatti” deportati in Germania durante la Seconda guerra mondiale. L’incontro, curato dall’associazione, sarà anche l’occasione per ripercorrere la vicenda di Santagostino, cittadino corsichese tra le vittime di quel sistema di sfruttamento e repressione.

Al termine si proseguirà allo svelamento della Pietra d’inciampo

Alle 11.30, in via Monti, è previsto il momento più significativo: la posa e lo svelamento della Pietra d’inciampo in sua memoria. Interverranno il presidente dell’associazione Emilio Garavaglia e Roberto Santagostino, nipote di Alessandro.

La vicenda di Alessandro Santagostino, morto nel campo di lavoro di Kahla il 27 marzo 1945

La storia di Santagostino è emersa grazie a un lungo lavoro di ricerca condotto da “Noi di Corsico”, che negli anni ha recuperato documenti, testimonianze e materiali inediti sulla vita cittadina durante il conflitto.

Arrestato dopo il 20 luglio 1944 durante un rastrellamento, fu deportato in Germania come lavoratore forzato e morì il 27 marzo 1945 nel campo di lavoro di Kahla, probabilmente a causa della tubercolosi.

Le indagini storiche dell’associazione hanno portato alla luce anche altre vicende dimenticate di cittadini corsichesi deportati, andando oltre i casi già noti. Parte di questo lavoro è confluito nel volume “Corsico – Diario di guerra 1940-1945″, che raccoglie articoli, lettere, documenti d’archivio e diari dell’epoca, tra cui quello del parroco don Flaminio Tornaghi.

La posa della Pietra d’inciampo rappresenta così non solo un omaggio a Santagostino, ma anche un segno concreto di memoria condivisa, per restituire alla comunità storie rimaste a lungo nell’ombra.

T.G.