La sua riflessione

Milano Pride, il fondatore dei Sentinelli Luca Paladini lancia un appello: “Con questo caldo serve una riflessione sul futuro della parata”

"A fine giugno, con temperature sempre più estreme, anziani, disabili e persone fragili rischiano di restare esclusi"

Milano Pride, il fondatore dei Sentinelli Luca Paladini lancia un appello: “Con questo caldo serve una riflessione sul futuro della parata”

Il consigliere regionale e fondatore dei Sentinelli di Milano Luca Paladini lancia un appello agli organizzatori: «Non è una polemica, ma con questo caldo serve una riflessione sul futuro della parata»

Milano Pride, il fondatore dei Sentinelli Luca Paladini lancia un appello: “Con questo caldo serve una riflessione sul futuro della parata”

MILANO – Nessuna polemica contro il Pride, anzi. Un invito a guardare in faccia una realtà che ogni estate appare sempre più evidente: il caldo estremo e le sue conseguenze sulla partecipazione agli eventi all’aperto.

A lanciare la riflessione è Luca Paladini, consigliere regionale e fondatore dei Sentinelli di Milano, che alla vigilia della parata ha affidato ai social una considerazione personale legata alle temperature record di queste settimane:

La sua riflessione affidata ai social

“Premessa. Non è un post contro nessuno”, scrive subito Paladini, sottolineando di conoscere bene la complessità organizzativa di una grande manifestazione. “Attraverso l’esperienza con i Sentinelli di Milano ho maturato insieme a compagne e compagni una discreta esperienza in termini di organizzazione di manifestazioni. Conosco la fatica, il mazzo che ti devi fare, le mille incombenze alle quali devi prestare attenzione”.

Proprio per questo, spiega, il suo non vuole essere un attacco agli organizzatori del Milano Pride, ma un ragionamento sul futuro della manifestazione alla luce di condizioni climatiche sempre più difficili da affrontare.

L’amara osservazione che riguarda anche la sua persona

“Guardo le temperature, conosco il mio quadro clinico da persona fragile e sono spaventato all’idea di stare per strada per ore. Per questo, per il primo anno dopo non so quanto tempo, dovrò razionalmente pensare a preservarmi e limitare di molto la mia partecipazione a una manifestazione alla quale tengo tantissimo”.

Le sempre più situazioni proibitive ambientali

Da qui l’auspicio che il tema venga affrontato in vista delle prossime edizioni:

“Non sono il primo che solleva questo argomento. Ne sono consapevole. Aggiungo però anche il mio auspicio sulla scorta di questo giugno drammatico in termini di condizioni climatiche, che gli organizzatori del Milano Pride possano fare una seria riflessione sulla possibilità per le prossime edizioni, di riposizionare temporalmente la parata.”.

Secondo Paladini, infatti, le attuali modalità organizzative rischiano di entrare in conflitto con il principio stesso di inclusione che da sempre caratterizza il Pride.

“A fine giugno dalle ore 15, ma molto prima per chi deve allestire i carri, sta diventando un problema. Un problema serio di salute pubblica”, osserva. “Il Pride è per sua vocazione naturale una manifestazione che deve avere la capacità di includere tutte e tutti. Se ci sono 40 gradi all’ombra questa prerogativa viene sempre meno”.

Nel suo ragionamento il consigliere regionale richiama soprattutto l’attenzione sulle categorie più esposte agli effetti delle ondate di calore: “Le persone con disabilità, gli anziani, i bambini, le persone con patologie importanti rischiano di essere tagliate definitivamente fuori. E non va bene”.

“Ovviamente, e forse non è neanche necessario che lo scriva: non è un invito a disertare”

Un messaggio che non mette minimamente in discussione l’importanza della manifestazione. Paladini, infatti, ribadisce di non voler invitare nessuno a rinunciare alla partecipazione e auspica ancora una volta una grande presenza di pubblico:

“Non è un invito a disertare. Mi auguro che come ormai consuetudine la città sia attraversata da centinaia di migliaia di persone. Che sia un Pride di festa e di rivendicazione”. “Mi auguro pure che sarete in tante e tanti a farlo dietro il carro dei Sentinelli (cercateci, saremo alla posizione numero 10)”.

La questione diventa l’accessibilità per le persone più fragili

La sua è piuttosto una riflessione che parte dall’esperienza personale per allargarsi a una questione più ampia: come garantire, in un contesto climatico sempre più estremo, che eventi popolari e partecipati possano continuare a essere realmente accessibili a tutti.

“Però davvero, ci si ragioni sopra per il futuro sulla necessità di non lasciare a casa nessuno”, conclude Paladini.

“Buon Milano Pride”.