Salve Dottore, non è facile per me scriverle questa cosa e sinceramente mi vergogno anche un po’. Ho 41 anni e sono single da tanti anni, circa 15. Non mi sono mai sposata e negli ultimi anni ho avuto più che altro rapporti occasionali, niente di serio. Circa 10 anni fa ho comprato un vibratore perché con gli uomini con cui stavo non riuscivo quasi mai ad arrivare all’orgasmo. Con quello invece ci riesco senza problemi. Adesso però mi sto facendo delle domande. Mi sono accorta che durante i rapporti sento spesso il bisogno di usarlo. A volte lo tiro fuori e chiedo al partner di usarlo insieme a me. Alcuni la prendono bene, altri un po’ meno e questa cosa mi fa pensare. Forse mi ci sono abituata troppo? Non so se sto esagerando oppure no. A volte mi viene il dubbio che invece di affrontare il problema abbia trovato una soluzione comoda e basta.
Secondo lei dovrei provare a non usarlo per un po’ e vedere cosa succede? O magari non c’è niente di strano in tutto questo e mi sto preoccupando per niente.
La ringrazio e mi scuso se mi sono dilungata.
B.
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Buongiorno B.,capisco il disagio con cui ha deciso di parlare di questo argomento. La sessualità è una parte molto intima della vita e non sempre è facile raccontare dubbi che riguardano il piacere, soprattutto quando si teme di essere giudicati. Già il fatto di essersi fermata a riflettere e di aver formulato delle domande è un passaggio importante. Dalle sue parole emerge una donna che osserva se stessa con sincerità e che cerca di capire meglio ciò che sta vivendo, senza nascondersi dietro risposte facili.
Il piacere e le abitudini
Molte persone sviluppano nel tempo preferenze precise riguardo alle modalità con cui raggiungono il piacere sessuale. Questo non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va. Il corpo tende a familiarizzare con determinati stimoli e può imparare a rispondere in modo più immediato a ciò che conosce meglio. Nel suo racconto non vedo tanto il problema dell’utilizzo del vibratore in sé, quanto il dubbio che questa abitudine possa aver occupato uno spazio molto importante nella sua esperienza sessuale. È una domanda legittima e comprensibile. Tuttavia, il fatto di usare uno strumento che le procura piacere non equivale automaticamente a una difficoltà o a una dipendenza.
Il rapporto con l’altro
Mi ha colpito un altro aspetto del suo racconto. Lei scrive di non sentire la mancanza di un uomo e di vivere prevalentemente rapporti brevi e occasionali. Naturalmente questa può essere una scelta personale e soddisfacente. Allo stesso tempo, però, sembra che il suo interrogativo non riguardi soltanto il vibratore. Forse c’è anche la curiosità di capire come vive oggi l’intimità con l’altro e quanto spazio riesca a concedere alla scoperta reciproca. Quando un partner reagisce con disagio all’uso del sex toy, può nascere il timore di essere fraintesi oppure la sensazione di dover giustificare il proprio modo di cercare piacere.
Cosa la preoccupa davvero?
A volte dietro una domanda apparentemente pratica se ne nasconde un’altra più profonda. Non sempre il timore riguarda il vibratore in sé, ma quello che potrebbe rappresentare. Forse si sta chiedendo se negli anni sia cambiato il suo modo di vivere il desiderio, oppure se abbia trovato una modalità che le garantisce soddisfazione senza il rischio di rimanere delusa. Non c’è nulla di sbagliato nel conoscere il proprio corpo e nel sapere cosa procura piacere. La vera questione è capire se questa situazione le crea sofferenza, limita la sua libertà di scelta o le impedisce di vivere esperienze che desidererebbe fare.
Una domanda da esplorare
Più che chiederle se dovrebbe smettere di usare il vibratore, le proporrei una domanda diversa: cosa rappresenta per lei questo oggetto? È soltanto uno strumento pratico ed efficace oppure è diventato anche una forma di sicurezza, qualcosa che le permette di non correre il rischio della delusione? Non esiste una risposta valida per tutti. A volte può essere utile sperimentare con gradualità modalità diverse di vivere la sessualità, senza imporre rinunce drastiche e senza trasformare il piacere in un esame da superare. Se questi dubbi dovessero continuare a occupare molto spazio nei suoi pensieri, parlarne con uno psicologo potrebbe offrirle un luogo sereno in cui esplorare il significato che questa esperienza ha assunto nella sua vita, senza giudizi e senza etichette.
Dott. Fabiano Foschini
Psicologo
334.4231214 – dott.fabianofoschini@gmail.com
Uno spazio per le vostre domande
Per chi desiderasse condividere un’esperienza personale, porre un quesito o esprimere un disagio, è possibile inviare una mail al dott. Fabiano Foschini all’indirizzo: dott.fabianofoschini@gmail.com
Il dottore esaminerà con attenzione ogni comunicazione e, nei prossimi numeri, offrirà una risposta approfondita dedicando spazio alle vostre domande, ai vostri vissuti e alle vostre riflessioni, sempre nel pieno rispetto della privacy e della sensibilità di ciascuno.