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Mi desidera davvero o vede solo una parte di me?

Il mio compagno si eccita soprattutto con i miei piedi e io non mi sento desiderata come donna. Dovrei parlargliene?

Mi desidera davvero o vede solo una parte di me?

Buongiorno Dottore,

ho 36 anni e sono fidanzata da circa un anno con una persona a cui voglio molto bene. Le scrivo perché c’è una cosa che mi fa stare un po’ male e non riesco a capire se sto esagerando oppure no. Il mio ragazzo, durante i rapporti, è molto attratto dai miei piedi. So che per lui sono una fonte di eccitazione importante e non ci sarebbe nulla di male in questo. Il problema è che a volte ho la sensazione che la sua attenzione sia concentrata quasi solo lì. Non so bene come spiegarmi, ma mi capita di sentirmi come se non fosse davvero interessato a me nel mio insieme. È una sensazione che mi mette a disagio, perché vorrei sentirmi desiderata come donna, non soltanto per una parte del mio corpo. Forse è solo una mia insicurezza, ma ogni tanto ci rimango male. Mi sto chiedendo se dovrei parlargliene. Da una parte penso che in una coppia sia giusto dire quello che si prova, dall’altra ho paura che lui possa sentirsi attaccato o frainteso. Non vorrei creare una discussione per qualcosa che magari dipende solo dal mio modo di vivere la situazione.

Secondo lei è un argomento che dovrei affrontare con lui? E se sì, come potrei farlo senza farlo sentire giudicato?

La ringrazio per il suo tempo.

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Buongiorno H., dalle sue parole ho la sensazione che il problema non siano tanto i piedi o le preferenze del suo compagno, quanto il modo in cui questa situazione la fa sentire. Mi sembra che la domanda che si porta dentro sia un’altra: “Mi desidera davvero per quella che sono oppure la sua attenzione è concentrata soprattutto su una parte di me?”. Quando in una relazione nasce un dubbio di questo tipo, è normale stare male. Tutti abbiamo bisogno di sentirci desiderati, apprezzati e scelti nella nostra interezza. Se qualcosa mette in discussione questa sensazione, anche solo in parte, possono comparire insicurezze e domande che finiscono per occupare molto spazio nei pensieri.

Cosa la fa soffrire davvero?

Da quello che racconta, non credo che la sua sofferenza dipenda dalla particolare attrazione del suo compagno. Nella sessualità ognuno ha sensibilità, gusti e preferenze che possono contribuire all’eccitazione. Il punto è che lei, di fronte a questa situazione, non si sente completamente vista come donna.È una differenza importante. Non sta mettendo in discussione ciò che piace al suo partner, ma sta cercando di capire quale posto occupa lei nel suo desiderio. E questa è una domanda legittima. A volte, quando ci sentiamo vulnerabili, tendiamo però a trarre conclusioni senza avere tutti gli elementi. Il rischio è quello di trasformare una sensazione in una certezza, quando in realtà potrebbe essere utile approfondire ciò che l’altro prova davvero.

La paura di affrontare l’argomento

Mi colpisce il fatto che lei stia pensando di parlarne, ma che allo stesso tempo abbia paura di farlo. Forse teme che il suo compagno possa sentirsi criticato o che la conversazione possa trasformarsi in una discussione. In realtà, esiste una grande differenza tra accusare qualcuno ed esprimere un disagio. Dire: “Tu guardi solo i miei piedi” è molto diverso dal dire: “A volte mi sento poco desiderata e vorrei capire meglio questa cosa insieme a te”. Quando si parla delle proprie emozioni senza attribuire colpe, spesso l’altra persona riesce ad ascoltare con maggiore apertura. Non sempre è facile, ma nelle relazioni importanti è proprio questo tipo di dialogo che permette di conoscersi più a fondo.

Provare a vedere anche l’altra parte

C’è poi un aspetto che vale la pena considerare. Lei conosce molto bene ciò che prova, ma probabilmente sa poco di come il suo compagno viva questa situazione. È possibile che per lui quella preferenza rappresenti semplicemente un elemento della sua eccitazione e che non abbia mai immaginato che lei potesse sentirsi messa in secondo piano. Non di rado le persone danno per scontato che il partner interpreti le cose nello stesso modo in cui le interpretano loro. Quando poi si scopre che non è così, emergono fraintendimenti che avrebbero potuto essere chiariti con una semplice conversazione. Per questo motivo credo che ascoltare anche il suo punto di vista potrebbe aiutarla a guardare la situazione in modo più completo.

Non ignori ciò che sente

Da psicologo, le direi di non minimizzare quello che prova. Il suo disagio non va giudicato né considerato esagerato. Se una situazione la fa stare male, merita attenzione a prescindere da come possa apparire agli occhi degli altri. Allo stesso tempo, eviterei di considerare queste sensazioni come una prova del fatto che il suo compagno non la desideri abbastanza. Tra questi due estremi c’è uno spazio importante che può essere esplorato attraverso il confronto. Parlargli con sincerità, senza accuse e senza pretese, potrebbe aiutarla a sentirsi più compresa e, allo stesso tempo, permettere a lui di capire qualcosa che forse non ha mai colto. Molto spesso è proprio da conversazioni come questa che nasce una maggiore intimità nella coppia.

Dott. Fabiano Foschini

Psicologo

334.4231214 – dott.fabianofoschini@gmail.com

Uno spazio per le vostre domande

Per chi desiderasse condividere un’esperienza personale, porre un quesito o esprimere un disagio, è possibile inviare una mail al dott. Fabiano Foschini all’indirizzo: dott.fabianofoschini@gmail.com

Il dottore esaminerà con attenzione ogni comunicazione e, nei prossimi numeri, offrirà una risposta approfondita dedicando spazio alle vostre domande, ai vostri vissuti e alle vostre riflessioni, sempre nel pieno rispetto della privacy e della sensibilità di ciascuno.