Dopo mesi di richieste sembrava fatta

Medico atteso da mesi rinuncia all’incarico: a Zibido San Giacomo resta l’emergenza sanitaria

Il Comune: “Servono incentivi concreti, la mancanza di medici di famiglia colpisce soprattutto i piccoli centri”

Medico atteso da mesi rinuncia all’incarico: a Zibido San Giacomo resta l’emergenza sanitaria

Sembrava finalmente risolta una situazione che da tempo crea disagi ai cittadini, ma l’attesa si è conclusa con un nuovo stop.

Dopo mesi di richieste sembrava fatta ma il medico ha rinunciato

ZIBIDO SAN GIACOMO – Dopo mesi di interlocuzioni e richieste, l’arrivo di un nuovo medico di famiglia, previsto per gennaio e già formalizzato con la sottoscrizione del contratto con l’ASST, è improvvisamente saltato. La dottoressa individuata per l’incarico ha infatti comunicato, a ridosso dell’avvio del servizio, la rinuncia al posto.

Una decisione inattesa che riporta al centro un problema ormai strutturale: la grave carenza di medici di medicina generale, che continua a penalizzare in modo particolare i comuni più piccoli.

L’ufficio tecnico aveva pianificato una serie di interventi nell’ambulatorio

A Zibido, l’amministrazione comunale aveva già predisposto una serie di interventi tecnici all’interno dell’ambulatorio, programmati proprio in vista dell’ingresso del nuovo professionista, con l’obiettivo di garantire spazi adeguati e un servizio efficiente per i pazienti.

“Riteniamo che la Regione, attraverso ASST, debba fare uno sforzo ulteriore per incentivare l’arrivo di medici di famiglia, perché la carenza penalizza soprattutto le piccole comunità”, spiegano la sindaca Sonia Belloli e l’assessore alle Politiche sociali Giacomo Serra “.

La soluzione tampone degli Ambulatori medici temporanei

Nel frattempo, il Comune ha ottenuto la conferma della prosecuzione degli Ambulatori medici temporanei (AMT), una soluzione che consente di garantire una continuità minima dell’assistenza sanitaria, ma che resta comunque un rimedio emergenziale. «Gli AMT sono fondamentali per non lasciare scoperti i cittadini – sottolinea l’amministrazione – ma non possono sostituire in modo stabile la presenza di un medico di riferimento».

La grave carenza di medici di medicina generale colpisce tutto il nostro territorio

La rinuncia dell’ultimo professionista evidenzia ancora una volta le difficoltà del sistema sanitario territoriale, stretto tra pensionamenti, carichi di lavoro crescenti e scarsa attrattività delle sedi periferiche. Una criticità che, senza interventi strutturali, rischia di trasformarsi in una normalità sempre più pesante per i residenti.