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L'ultimo saluto a Daria: "Il tuo ricordo sarà sempre con noi"

La tragica scomparsa della 44enne di Corsico ha scosso la città. Al funerale, chi ama Daria la saluta, ma non dice addio al suo sorriso. Quello rimane.

L'ultimo saluto a Daria: "Il tuo ricordo sarà sempre con noi"
Attualità Corsico, 03 Maggio 2021 ore 13:22

L'ultimo saluto a Daria: "Il tuo ricordo sarà sempre con noi".

L'ultimo saluto a Daria: "Il tuo ricordo sarà sempre con noi"

CORSICO – Il cielo di Corsico non ce l’ha fatta. Le gocce di pioggia, sottile, sembravano piccole lacrime, a bagnare il volto di chi voleva bene a Daria.

La cerimonia funebre nella chiesa di Sant’Antonio

Come se non bastassero quelle lacrime che hanno riempito la chiesa di Sant’Antonio, appena è entrato il feretro marrone chiaro, rivestito di fiori bianchi e viola, il colore di Daria. Il colore viola. Quello della sua squadra, la Fiorentina, che tifava e amava, radice delle sue origini toscane che portava nel cuore anche qui, a Milano, a Corsico, dove aveva comprato e arredato la sua casetta, di cui era tanto orgogliosa.

Tutto il dolore del mondo ai funerali di Daria

Ci sono meno di cinquanta passi dall’entrata della chiesa al punto del drammatico incidente in cui è rimasta coinvolta. Una perdita che ha scosso la città, che ha infranto il cuore degli amici, che ha spezzato le vene alla famiglia di Daria, così unita, in un abbraccio di amore e dolore. C’era tutto il dolore del mondo in quella chiesa ai funerali di Daria Sadun. I suoi 44 anni rivisti negli occhi del padre, sfinito nell’anima, del fratello, dei famigliari, di tanti amici che hanno voluto darle l’ultimo saluto in quella mattina di pioggia e lacrime.

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Il cielo di Corsico si oscura quando il feretro varca le porte della chiesa, il sole sparisce. È tutto dentro il ricordo di Daria, lei che era il raggio più forte. L’eclisse è solo passeggera, è il dolore che annebbia e ferisce, sfinisce. Ma “il sole ti trova anche nei luoghi casuali, dove sei passata, nei posti che hai lasciato”, recita la poesia di Mario Luzi che gli amici hanno scelto per ricordare Daria. La ricordano i famigliari, dall’altare della chiesa.

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Lo strazio nel ricordo dei famigliari e degli amici

Parla don Alvise, ricorda che non esiste una parola per descrivere la morte di una figlia per un genitore, perché mai un genitore dovrebbe vivere questo dramma profondo. Parla di Daria e di amore, di impossibilità di tenerselo dentro, l’amore, perché quando è tutto diventa vita. Daria amava la vita e chi la conosceva, in questo intenso privilegio, amava la vita con Daria.

Il suo accento toscano, la sua cadenza, il suo “esagerata”, con quella g strusciata. Il “ti devo dire una cosa” prima dei discorsi importanti e delle parole divertenti. La voglia di stare con gli amici, di una vita semplice ma intensa, fatta delle piccole cose importanti. Il suo parlare di viaggi, la sua passione per un lavoro che amava, il suo affetto infinito per la famiglia, la generosità. Daria è stata generosa, con il suo tempo, con il suo amore, con la sua vita.

Daria, non ti dimenticheremo

La severa liturgia della cerimonia si interrompe con le note in latino di una voce giovane, poi con quelle di una canzone composta da un amico, che tocca le corde della chitarra e quelle dell’anima di chi ascolta. Daria, non ti dimenticheremo, ripete il prete, gli amici. Parole che riempiono la chiesa, nello strazio profondo che invade la testa e brucia lo stomaco. Daria continua a sorridere nel ricordo, nella memoria impenetrabile, in quel sole che era. Daria occhi profondi e sorriso grande, ancora è in quella luce. Poi la cerimonia finisce.

Chi ama Daria la saluta, ma non dice addio al suo sorriso. Quello rimane. E in un impercettibile istante, il cielo di Corsico si apre. Un raggio di luce profondissima scalda nel freddo di maggio e squarcia il grigio, tocca il viola di Daria. Smette di piangere, quel cielo. Si apre, per un momento solo. E Daria è ovunque.

FG