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Lombardia ritorna zona arancione: COSA CAMBIA

Le nuove disposizioni in vigore da domani, 24 gennaio 2021. Quali negozi sono aperti, quali spostamenti sono consentiti.

Lombardia ritorna zona arancione: COSA CAMBIA
Attualità 23 Gennaio 2021 ore 10:59

Lombardia ritorna zona arancione: COSA CAMBIA

Lombardia ritorna zona arancione: COSA CAMBIA

La Lombardia da oggi, domenica 24 gennaio, torna arancione: lo certifica l’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità che recepisce la rettifica dei dati lombardi e riclassifica  il livello di rischio.  La notizia arriva dopo un’intensa giornata, quella di 22 venerdì, di scontro politico. 

“Nuove” regole da domenica 24

Week end “spezzato” anche questa settimana, anche se stavolta il cambio di colore tra sabato e domenica sarà da rosso ad arancione, e quindi migliorativo. Nella zona arancione cambiano le modalità di circolazione, i negozi restano aperti ma cambiano le regole per bar e ristoranti. Aperti anche parrucchieri e centri estetici. Ancora chiusi i centri sportivi.

Ormai le regole sono note a tutti, ma meglio fare un breve riassunto:

  • non si può uscire dal proprio comune;
  • i centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi (ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno);
  • vietata la circolazione dalle 22 alle 5;
  • i negozi sono aperti;
  • bar e ristoranti sono chiusi; è consentito l’asporto fino alle 22 (l’asporto per i bar è consentito fino alle ore 18);
  • il trasporto pubblico ha una capienza del 50%;
  • piscine, palestre, cinema e teatri restano chiusi;
  • i musei sono chiusi;
  • la didattica nelle scuole superiore è in presenza dal 50 al 75%. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori.

Più nello specifico:

Le Faq del sito del governo per la zona arancione dal 16 gennaio al 5 marzo 2021 chiariscono che è consentito spostarsi all’interno del proprio Comune, tra le ore 5.00 e le 22.00, nel rispetto delle specifiche restrizioni introdotte per gli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate (FAQ sugli spostamenti verso le seconde case).

  • Gli spostamenti verso altri Comuni consentiti esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute;
  • sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Dal 16 gennaio 2021 è venuta meno l’esclusione delle seconde case ubicate dentro e fuori regione dal novero delle proprie abitazioni cui è sempre consentito il rientro;
  • resta in vigore anche il cosiddetto “coprifuoco”: dalle ore 22.00 alle 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute;
  • per quanto riguarda le visite ad amici o parenti, in quest’area è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata dello stesso Comune, tra le ore 5.00 e le 22.00, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.
  • a chi vive in un Comune che ha fino a 5.000 abitanti è comunque consentito spostarsi, tra le 5.00 e le 22.00, entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), anche per le visite ad amici o parenti nelle modalità già descritte, con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia.

Un venerdì di “passione”: la ricostruzione

“Il 20 gennaio 2020, la Regione Lombardia ha inviato come di consueto l’aggiornamento del suo DB. In tale aggiornamento si constata anche una rettifica dei dati relativi anche alla settimana 4-10 gennaio 2020.  In particolare, si osserva una rettifica del numero di casi in cui viene riportata una data inizio sintomi e, tra quelli con una data di inizio sintomi, quelli per cui viene data una indicazione di stato clinico laddove assente.

Il numero di casi in cui è indicata una data inizio sintomi (gli unici inizialmente considerati nel calcolo dell’Rt sympt) è diminuita (da 419,362 a 414,487);  il numero di casi con una data inizio sintomi e in cui sia segnalato uno stato sintomatico (qualunque gravità) o sia assente questa informazione (inclusi dal calcolo Rt sympt) è diminuito (da 185,292 a 167, 638);  il numero di casi con una data inizio sintomi e in cui sia dichiarato uno stato asintomatico o vi sia notifica di guarigione/decesso senza indicazione di stato sintomatico precedente (esclusi dal calcolo Rt sympt) è aumentato (da 234,070 a 246,849).

Complessivamente questi cambiamenti riducono in modo significativo il numero di casi che hanno i criteri per essere confermati come sintomatici e pertanto inclusi nel calcolo dell’Rt basato sulla data inizio sintomi dei soli casi sintomatici calcolata al 30 dicembre (14.180 casi sintomatici con data inizio sintomi nel periodo 15-30 dicembre 2020 nel DB 13 gennaio e 4.918 casi sintomatici con data inizio sintomi nel periodo 15-30 dicembre 2020 DB 20 gennaio)”.

Errore zona rossa

Secondo L’Iss “questi cambiamenti riducono in modo significativo il numero di casi che hanno i criteri per essere confermati come sintomatici e pertanto inclusi nel calcolo dell’Rt basato sulla data inizio sintomi dei soli casi sintomatici calcolata al 30 dicembre”. Quindi, in Lombardia, la zona rossa non sarebbe dovuta scattare.

Regione si discolpa

Dal canto suo Regione precisa che “Nessuna richiesta di rettifica sul Covid, ma un necessario aggiornamento di un ‘campo del tracciato’. Tracciato che, quotidianamente, viene inviato all’Istituto Superiore di Sanità. Azione condivisa con l’Istituto Superiore di Sanità. Resasi necessaria a fronte di un’anomalia dell’algoritmo utilizzato dall’ISS per l’estrazione dei dati per il calcolo dell’Rt. Segnalata dagli uffici dell’assessorato al Welfare della Regione e condivisa con Roma”.

Una nota dell’Iss chiarisce ulteriormente

La nota ulteriore di Iss: “L’Istituto Superiore di Sanità è un organo tecnico scientifico che lavora con i dati inviati dalle Regioni e Province autonome e ripetutamente validati dalle stesse. Questo avviene da 37 settimane regolarmente con tutte le Regioni e Province autonome. La Regione Lombardia, nella settimana corrente, ha modificato i dati relativi alla settimana precedente il 22 gennaio. La modifica ha riguardato in particolare il numero di pazienti sintomatici con infezione confermata sui quali si basa il calcolo dell’Rt. Questa variazione ha comportato la modifica della stima di Rt della settimana precedente”.

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