L’incontro sui Data Center organizzato dal Comune di Corsico: come è andata la serata / parte 2
Dopo gli interventi tecnici affidati ai tre specialisti – Arturo Ciotti (Ricercatore, Osservatorio Data Center, Politecnico di Milano), Laura Castagna (vicepresidente IDA – Italian Datacenter Association) e Jacopo Palermo (Associate Partner, Responsabile Area Real Estate & Construction Forum Ambrosetti) – e le questioni più “politiche” affrontate dal sindaco Stefano Ventura , il convegno è proseguito con il confronto con il pubblico e le domande della cittadinanza.
Alcune domande da parte del pubblico, anche con il rappresentante del “Comitato cesanese No Data Center” e di altri cittadini, soprattutto di Cesano appunto, hanno voluto chiarire alcuni punti sull’installazione del DC di via Canova.
È stato coinvolto il Comune di Cesano? “La legge prevede esattamente i termini e i momenti in cui non solo il Comune di Cesano e Corsico, ma tutti i soggetti coinvolti, attraverso la Conferenza dei Servizi. Quello è il luogo che la legge identifica come momento in cui avviene il bilanciamento degli interessi e ogni Comune farà la propria parte. Noi chiederemo il circuito idraulico chiuso, quindi NO consumo di acqua; una diminuzione della superficie impermeabile quindi meno cemento; rispetto, e lo farà prima di tutto Arpa, delle condizioni legate al rumore e alle emissioni.
Un punto da chiarire è l’utilizzo dei generatori diesel: gli operatori stessi hanno tutto l’interesse a non utilizzarli, perché costa molto di più rispetto a prendere l’energia dalla rete, quindi vanno in funzione solo in casi di estrema emergenza che si verificano raramente, oppure in situazione di test programmato per poche ore all’anno. Non ci sono, quindi, emissioni minimamente paragonabili a impianti industriali tradizionali.

Il Comitato No Data Center di Cesano: “Violato il principio di precauzione”
Il cittadino del Comitato No Data Center di Cesano ha sottolineato che “noi del Tessera non abbiamo sentito né per favore né scusa. È stato violato il principio di precauzione e deve essere garantita prudenza e 250 metri dalle abitazioni non è cautela. Siamo preoccupati ci interessa la sicurezza e i figli coi colpi di calore nei centri estivi. Bisognava chiedere il permesso”.
La risposta del sindaco di Corsico
“Noi siamo qui perché sappiamo che ci sono preoccupazioni – ha replicato il sindaco Ventura – e penso siano legittime ma poi bisogna guardare i dati reali e comprendere. I sindaci sono responsabili civilmente, penalmente e moralmente aggiungo. Gli amministratori non sono così sprovveduti da mettere in pericolo la propria comunità. Se ci fosse anche solo il minimo dubbio su un pericolo di salute pubblica non si starebbero sviluppando questi progetti. Confermo che non
esiste un tema di salute pubblica. La costruzione di DC si può fare in condizioni inaccettabili e in condizioni, al contrario, accettabili e di tutela. Qualcuno vi ha chiesto il permesso quando si è insediata l’acciaieria? O il permesso per costruire 10mila mq di capannone di amianto? Perché ci sono quartieri residenziali di fianco a una delle più grandi vetrerie dove c’è un alto forno? Quindi bisogna chiedersi come mai il DC è visto come un problema. Il rumore? Il traffico? Le emissioni? L’estetica?”.
Sull’estetica: “Si tratta di un impianto produttivo e vi assicuro che sarà molto meglio dei capannoni dell’acciaieria precedente”.
Il calore: “Studi scientifici concreti sul tema non ce ne sono. Misurare il calore emesso dagli impianti produttivi non è così semplice e sono aspetti costantemente monitorati dalle autorità competenti. Gli aumenti della temperatura che spesso si trovano come affermazioni certe non sono dimostrati da studi adeguati o si riferiscono a impianti realizzati anche solo qualche anno fa con tecnologie completamente diverse da quelle attuali o strutture extra europee che nulla c’entrano con quelli che vengono realizzati qui”.
Tema del rumore: “Chiederemo garanzie ovviamente, perché vengano rispettate le normative, ma non solo noi ma gli enti preposti come Arpa e Ats che hanno responsabilità specifiche proprio a tutela delle persone e dell’ambiente”.
Il traffico: “Come spiegato dall’esperto e come è noto, i DC non impiegano più di una ventina di persone in fase di attività: di che traffico si parla?”. “Quando ci saranno progetti concreti e le fasi del procedimento lo consentiranno, ne riparleremo, con dati ed elementi, anche con Retelit stessa che si è detta disponibile a un incontro illustrativo, quando si avranno maggiori e sicure informazioni. Ora, lo ripeto, il procedimento è nelle fasi iniziali e quello che vediamo è solo
la scomparsa dei capannoni con 10mila mq di amianto”.
Alcuni cittadini hanno lamentato la”mancanza di comunicazione tempestiva. Le informazioni non dovevano essere date da un comunicato di Retelit ma da una comunicazione istituzionale più rapida ed efficace, non c’è stata trasparente informazione”.
E, in più, si è chiesto di chiarire la correlazione tra i blackout estivi e il bisogno di energia dei data center:
“Dovrebbero esserci compensazioni anche per ciò che sta intorno al data center”, hanno affermato i cittadini. È stato chiarito che le reti energetiche sono completamente diverse, perché i DC “viaggiano” su reti apposite su media e alta tensione e non sfruttano quelle domestiche. I blackout, secondo gli esperti, sono dovuti a reti obsolete o guasti dovuti alle alte temperature e sovraccarichi ma non al bisogno energetico dei DC che, appunto, sfruttano altre reti diverse. Il sindaco ha precisato che “riconosciuto il fatto che le interruzioni di corrente domestica non dipendono dai DC, a Corsico per fortuna questa estate non siamo stati particolarmente colpiti dai blackout rispetto ad altri Comuni che hanno subìto importanti interruzioni. Questo è dovuto anche al fatto che il gestore della rete ha fatto importanti investimenti di potenziamento ma è chiaro che è un tema attenzionato e bisogna continuare a investire per ammodernare le reti”.

“Il nostro compito di amministratori è applicare le leggi, non siamo legislatori. In questo momento c’è una legge regionale – che penso possa avere aree di miglioramento – e l’amministratore deve garantirne il rispetto e fare il meglio possibile per la nostra comunità”.
La dottoressa Castagna ha precisato che “sul tema energia è proprio il contrario: i data center, nel momento in cui Terna ha un problema e ha bisogno di energia per le reti domestiche può rivolgersi ai DC che, attivando le proprie batterie interne, quindi senza consumi, danno energia che serve per alimentare le reti in malfunzionamento. Nei procedimenti autorizzativi ci saranno poi le compensazioni richieste dai Comuni e dagli altri enti e i potenziamenti riguardano anche le reti elettriche”.
Punto condivisione delle informazioni: “Le discussioni sul PGT sono state condivise con incontri pubblici e in Consiglio Comunale – ha spiegato Ventura –. Per quanto riguarda Retelit: quando diventa pubblica la decisione dell’impresa privata? Quando il Comune può rilasciare informazioni che afferiscono a un investimento privato? Quando esiste una procedura pubblica avviata, cioè quando i contenuti di quella procedura – e neanche tutti ma gran parte – diventano pubblici.
Prima di questo, le informazioni non si possono “far uscire” liberamente, perché le strategie di un’impresa non sono pubbliche. Quando Retelit ha deciso di comunicare “investirò anche su quell’area” ha fatto una scelta unilaterale aziendale rendendole pubblica. L’Ente pubblico, il Comune, in assenza di procedura avviata, non può convocare assemblee pubbliche o diramare informazioni, anche perché le informazioni concrete saranno chiarite solo in fase di procedura autorizzatoria. La procedura è il luogo che la legge identifica come sede in cui avviene il bilanciamento degli interessi, la sede in cui i sindaci, le autorità competenti, i comitati potranno portare i loro contributi. È scorretto dire che c’era la volontà di nascondere: ci sono procedure e tempistiche di legge che dobbiamo rispettare e che continueremo a rispettare”.

I cittadini hanno ribadito le preoccupazioni sulle emissioni sonore e i rumori a cui la dottoressa Castagna ha risposto portando l’esempio del DC in via Caldera a Milano vicino alle residenze:
“Abbiamo mitigato le problematiche con ogni strumento: barriere acustiche e tutto quello che è necessario per abbattere i rumori. Ricordo però che quando si parla di DC bisogna collocarli nell’attualità: quelli moderni hanno impianti con materiali fonoassorbenti e performanti con consumi ridotti e molto meno rumore. E lo dobbiamo fare per forza perché il problema ambientale non è più, come un tempo, ‘solo’ amministrativo, ma penale e i controlli sono costanti. I sistemi nuovi consentono innovazioni che risolvono le problematiche di un tempo.
I Comune parla del concetto di rigenerazione urbana
Inoltre, a Corsico, si parla di un data center di medio basse dimensioni che serve sicuramente ad affrontare le problematiche legate alla circolazione dei dati perché vengono trattati più vicino a dove vengono prodotti ma, proprio per le ridotte dimensioni, mitigano le preoccupazioni della cittadinanza. Aggiungo che stiamo lavorando con Engie per immettere energia nella rete del teleriscaldamento di Corsico e, per rispondere a chi chiede come mai si costruiscono in città: anche per il concetto di rigenerazione urbana. Quando presenteremo il procedimento unico, oltre a stare a tutte le regole del Comune faremo vedere come sarà e ascolteremo le richieste e le esigenze, anche estetiche, in modo da collocarlo al meglio nel contesto urbano”.
Un nuovo incontro quando il progetto sarà definito
In conclusione, in risposta ai tanti cittadini cesanesi presenti che hanno chiesto rassicurazioni anche per loro, il sindaco ha voluto chiarire che “sarebbe davvero miope un amministratore che considera cittadini di serie A i propri e di serie B quelli del Comune vicino. I cittadini di Cesano, per me, valgono come quelli di Corsico e se c’è da tutelare una città o l’altra non fa alcuna differenza. Il nostro intento è fare il massimo possibile, seguendo passo passo ogni sviluppo. Con la dottoressa Castagna faremo un ulteriore incontro con la cittadinanza, nel momento in cui Retelit pubblicherà il documento di procedimento unico, in modo da fornire tutti i dettagli del progetto”.
T.G.