Buongiorno Dottore,
mi chiamo N., ho 29 anni e le scrivo perché c’è una cosa che mi fa stare male e che non riesco a capire. Mi piacciono gli uomini, ma allo stesso tempo è come se li rifiutassi. Quando ho avuto delle relazioni, non ho mai provato davvero piacere a livello sessuale, anzi spesso fingevo… e questa cosa mi ha sempre fatto sentire strana.
È da circa 9 anni che sono da sola e non ho più avuto rapporti. Se un uomo si avvicina, all’inizio riesco anche a essere gentile, ma poi mi blocco e finisco per tenerlo a distanza, senza nemmeno arrivare a uscire insieme.
Non capisco se sia paura, un rifiuto, o cos’altro… a volte mi chiedo se ci sia qualcosa che non va in me.
Vorrei solo riuscire a capire perché mi succede tutto questo.
N.
_________________________________________________________________________
Gentile N., per tanto tempo hai cercato di adattarti a qualcosa che, in fondo, non ti rappresentava davvero. A un certo punto il tuo cuore si è stancato, e ha scelto la solitudine come rifugio sicuro. Il modo in cui parli con sincerità del “fingere” e di questo senso di rifiuto non è un segnale che c’è qualcosa che non va: è, al contrario, l’inizio di una presa di coscienza. Proviamo a mettere da parte le etichette e a guardarci con più umanità, come farebbero due persone che si parlano davvero.
Quel muro che hai costruito non nasce dalla freddezza, ma dalla stanchezza
Nove anni da sola non sono solo tempo che passa, ma uno spazio che, in qualche modo, ti sei creata per proteggerti. Anche senza accorgertene del tutto, hai preso le distanze da qualcosa che ti faceva stare male. Quando fingevi, in realtà ti stavi facendo violenza: mettevi da parte quello che sentivi per adattarti all’altro. E questo, a lungo andare, sfinisce. È comprensibile che a un certo punto qualcosa dentro di te abbia detto “basta”. Quel blocco che senti oggi quando qualcuno si avvicina non è un difetto, ma una forma di difesa. È come se una parte di te volesse evitare di riportarti in una situazione in cui non sei stata bene. Non sei fredda: sei stanca di essere stata in un ruolo che non ti apparteneva.
Il corpo ricorda anche quando non si parla
Quando si vive qualcosa di intimo senza sentirlo davvero, il corpo in qualche modo se lo ricorda. Non è solo una questione mentale. Se in passato non ti sei sentita libera o a tuo agio, è normale che oggi il tuo corpo reagisca chiudendosi. Anche se la persona davanti a te è gentile, quella sensazione torna, quasi in automatico. Non è tanto un rifiuto dell’altro, quanto il bisogno di non tornare in una situazione in cui ti sei sentita “fuori da te stessa”. È come se stessi cercando di riprenderti uno spazio che prima non avevi: il diritto di non forzarti, di non fingere, di non dover essere diversa da quello che senti.
Non c’è niente di “strano” in te
Il pensiero “c’è qualcosa che non va in me” può diventare molto pesante da portare. Ma la verità è che non esiste un modo giusto uguale per tutti di vivere le relazioni o il desiderio. Ognuno ha i propri tempi, i propri bisogni, il proprio modo di avvicinarsi agli altri. Forse quello che stai vivendo non è un problema da risolvere, ma un passaggio in cui stai cercando qualcosa di più autentico, qualcosa che ti faccia sentire davvero a tuo agio, prima ancora che coinvolta fisicamente. Il fatto che ti allontani quando qualcuno si avvicina può essere anche legato al timore di perdere quell’equilibrio che hai costruito da sola, dopo tanto tempo.
Ripartire da te, senza forzarti
Forse, più che cercare una spiegazione immediata, potrebbe aiutarti iniziare ad ascoltarti con un po’ più di calma, magari anche con il supporto di uno psicologo. Non chiederti “perché sono così”, ma piuttosto “di cosa ho bisogno in questo momento?”. Non devi “aggiustarti”, né cambiare per forza qualcosa subito. Sei in una fase, e come tutte le fasi può evolversi nel tempo. Essere più gentile con te stessa, smettere di giudicarti per quello che non senti o non fai, è già un primo passo importante.
Il fatto che oggi tu non senta il desiderio o non voglia avvicinarti a qualcuno non ti definisce in negativo. Non dice nulla di meno su di te come donna o come persona. Con il tempo, e soprattutto quando ti sentirai più in pace con te stessa, quel muro che oggi ti protegge potrebbe abbassarsi da solo. Non perché lo forzi, ma perché non ne avrai più bisogno.
Quello che stai vivendo non è un punto fermo, ma un passaggio. E dentro questo passaggio c’è già un movimento, anche se adesso ti sembra tutto fermo.
Dott. Fabiano Foschini
Psicologo
334.4231214 – dott.fabianofoschini@gmail.com
Uno spazio per le vostre domande
Per chi desiderasse condividere un’esperienza personale, porre un quesito o esprimere un disagio, è possibile inviare una mail al dott. Fabiano Foschini all’indirizzo: dott.fabianofoschini@gmail.com
Il dottore esaminerà con attenzione ogni comunicazione e, nei prossimi numeri, offrirà una risposta approfondita dedicando spazio alle vostre domande, ai vostri vissuti e alle vostre riflessioni, sempre nel pieno rispetto della privacy e della sensibilità di ciascuno.