Buongiorno Dottore,
mi chiamo G., ho 42 anni e sono sposato da quasi 20 anni con una donna meravigliosa di 35 anni. Abbiamo due bambini piccoli, di 2 e 5 anni. Da un po’ di tempo frequento una escort trans. Mi sono sempre considerato eterosessuale, anche se questa situazione mi sta coinvolgendo sempre di più, non solo fisicamente ma anche emotivamente. Le faccio regali, le pago vacanze e penso spesso a lei. Tutto questo però senza che mia moglie ne sappia nulla. La trasgressione verso i trans l’ho sempre avuta fin da giovane, ma in passato era qualcosa di saltuario. Adesso invece sento che sta diventando una presenza fissa nella mia vita. A volte mi capita perfino di immaginare di lasciare tutto e andare via con lei, anche se poi la mia famiglia mi frena e mi riporta alla realtà. Sono una persona economicamente fortunata e forse anche questo mi ha permesso di vivere questa situazione senza limiti concreti. Però dentro di me ho molta confusione. Mi chiedo se questo significhi essere omosessuale, bisessuale oppure se sia semplicemente una forma di attrazione particolare. E soprattutto mi domando se, secondo lei, questo coinvolgimento stia diventando una dipendenza emotiva o sessuale.
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Gentile G.,
la ringrazio per la sincerità con cui ha raccontato una parte così delicata della sua vita. Non è semplice parlare apertamente di certi pensieri, soprattutto quando dentro convivono desiderio, senso di colpa, paura di ferire le persone che si amano e molta confusione. Il fatto che lei abbia deciso di fermarsi a riflettere è già importante. Significa che una parte di lei sente il bisogno di capire davvero cosa sta vivendo.
Il desiderio non definisce tutto
L’attrazione e la sessualità sono spesso più complesse di quanto si pensi. Il fatto che lei provi attrazione verso una persona trans non cancella automaticamente la sua storia con le donne, né il legame costruito con sua moglie. Allo stesso tempo, è comprensibile che questa esperienza la porti a interrogarsi su parti di sé che forse ha sempre tenuto più nascoste. Più che cercare subito un’etichetta precisa, forse sarebbe utile chiedersi cosa rappresenta davvero questa relazione per lei. Trasgressione? Libertà? Bisogno di sentirsi desiderato? Oppure una parte emotiva che nella vita quotidiana sente meno presente?
Il coinvolgimento emotivo conta
Lei non parla solo di incontri sessuali. Parla di regali, vacanze, pensieri continui e perfino della fantasia di andare via con questa persona. Questo fa capire che il coinvolgimento è diventato anche affettivo. Spesso una relazione segreta crea una sorta di doppia vita. Da una parte la famiglia, le responsabilità e la routine. Dall’altra uno spazio vissuto come più libero, intenso ed emotivamente forte. È naturale che questo possa avere un grande impatto psicologico. Mi colpisce però anche il fatto che lei senta ancora molto forte il legame con sua moglie e con i suoi figli. Non sembra il racconto di una persona che ha smesso di amare la propria famiglia, ma piuttosto quello di un uomo diviso tra bisogni diversi.
Quando qualcosa prende troppo spazio
Lei chiede se possa trattarsi di una dipendenza. Più che dare una definizione, credo sia utile osservare quanto questa situazione occupi la sua mente e la sua vita. Quanto condizioni il suo umore, le sue scelte e il suo equilibrio personale. Un comportamento rischia di diventare problematico quando non è più vissuto con libertà, ma diventa qualcosa da cui si dipende emotivamente per stare bene o per sfuggire a tensioni e vuoti interiori. Non dico che sia necessariamente il suo caso, ma il fatto che lei inizi a porsi questa domanda merita attenzione.
Capire se stesso senza giudicarsi
Credo che oggi il punto più importante non sia stabilire se lei sia eterosessuale, bisessuale o altro. Il punto è capire cosa sta cercando davvero e se la vita che sta vivendo la faccia stare bene oppure la stia lentamente dividendo in due. Non deve condannarsi per ciò che prova, ma neppure ignorarlo. Dietro certe relazioni, a volte, non c’è solo il sesso. C’è il bisogno di sentirsi vivi, desiderati, liberi o diversi dal ruolo che si porta ogni giorno sulle spalle. Forse questo è il momento giusto per ascoltarsi con più sincerità, senza fretta e senza giudicarsi troppo.
Dott. Fabiano Foschini
Psicologo
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