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In memoria di Pietro

Le fiaccole in memoria di Pietro Sanua, luci di speranza

Il figlio Lorenzo: "La vostra vicinanza riempie un vuoto enorme".

Le fiaccole in memoria di Pietro Sanua, luci di speranza
Attualità Corsico, 07 Febbraio 2022 ore 10:29

Le fiaccole in memoria di Pietro Sanua, luci di speranza.

CORSICO – Le parole più forti, quelle che stringono il cuore e la gola, arrivano da Francesca, moglie di Pierino e mamma di Lorenzo.

Il dolore sempre presente della moglie Francesca

“Era sempre indaffarato – ha ricordato il marito –, sempre con qualcosa da fare. Ma mica per lui, per gli altri. Manca, manca tantissimo, manca sempre”. Le si rompe la voce, ricorda quell’alba gelida di 27 anni fa, quando hanno ucciso Pietro in via Di Vittorio, mentre stava andando ad allestire la bancarella di frutta e verdura al mercato. Si emoziona Francesca, poi l’applauso lunghissimo di centinaia di persone la riscalda. È l’abbraccio di una comunità che non vuole dimenticare. È l’abbraccio a Lorenzo, che vuole e merita giustizia.

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fiaccole memoria Pietro Sanua
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L'intervento del capo della Dda milanese Alessandra Dolci

Il senso della comunità, dell’importanza dello stare insieme, dalla stessa parte, lo ha ribadito anche il capo della Dda milanese Alessandra Dolci, durante l’intervento organizzato dopo la fiaccolata. Ha lanciato anche un appello a “denunciare. Non vedo la fila fuori dalla caserma dei carabinieri. Bisogna essere responsabili. I cittadini devono sapere che c’è chi è disposto ad ascoltarli, affinché possano avere fiducia e denunciare. Non chiniamo la testa, non assecondiamo una vita comoda, non fa per noi.

Dobbiamo impegnarci e la presenza di questa sera, l’evoluzione di un movimento antimafia che fa la sua parte, che partecipa, che ricorda, che si impegna, è tanto. È abbastanza? Non lo so. Ma di certo è questo che mi dà lo stimolo per andare avanti”.

Le parole di Nando Della Chiesa

La pensa così anche il professore Nando Dalla Chiesa, docente all’Università Statale di Milano e presidente onorario di Libera, associazione che da anni si batte con progetti e iniziative contro le mafie. “Noi siamo qui, al fianco di Lorenzo e di mamma Francesca. È questa la nostra lotta: esserci, sempre. Questa è l’antimafia dai piedi scalzi, lontana da quella a puri fini auto pubblicitari – Dalla Chiesa si riferisce all’intervento di Saviano a Sanremo, ndr –. L’antimafia delle fiaccole e della vicinanza”.

Un omicidio senza ancora nessun colpevole

Dalla Chiesa ha inoltre raccontato il contesto dell’omicidio Sanua, maturato in una Milano in cui le procedure, i controlli amministrativi erano sciatti, superficiali. Avvenuto con il benestare dei mafiosi, perché nessuno poteva permettersi di premere un grilletto senza la benedizione della ‘ndrangheta. Un omicidio di mafia, non ci sono dubbi, ma non ci sono neanche i colpevoli. Il fascicolo è stato riaperto dopo anni proprio dal numero uno della Dda Alessandra Dolci.

Si indaga ancora

Si indaga su ogni dettaglio rimasto inesplorato, ogni indizio. Ogni collegamento alle famiglie di mafia, ogni nome. A partire da quello di Gaetano Suraci, con cui Pietro Sanua aveva avuto una lite al mercato. Un nome legato alla famiglia Sergi. Forse, non era andata giù alla 'ndrina quella “mancanza di rispetto”, di ossequio, quella testa alzata contro le ingiustizie, così come l’impegno del sindacalista contro il racket che gestiva le piazzole degli ambulanti.

Il sindaco: Tutti meritiamo che sia fatta giustizia

“La famiglia merita giustizia, verità. La meritano loro ma anche noi che siamo dalla parte di chi ha speso la propria vita a combattere la ‘ndrangheta - ha detto il sindaco Stefano Martino Ventura -. Ma la merita soprattutto Pietro, un uomo coraggioso, un uomo di Stato che per noi rimane esempio e testimonianza di ciò che vogliamo essere, tutti i giorni”.

Il figlio Lorenzo: Un vuoto immenso che voi collaborate a riempire

Verità, giustizia. Parole enormi che anche Lorenzo ripete, come un mantra, come chi non si vuole arrendere. “Al funerale di mio padre c’erano migliaia di persone – ha raccontato il figlio, che era sullo stesso furgone, di fianco al padre, quando lo hanno ammazzato a colpi di fucile –. Lo conoscevano tutti mio papà, sapevano quello che faceva, come lo faceva. Contro chi lo faceva. Forse per questo poi sono spariti, sono rimasti i pochi che ci sono sempre stati, al nostro fianco. Un vuoto immenso che questa comunità, Libera, tutte le realtà dell’antimafia, hanno contribuito a riempire. Io credo che lo Stato ci sia, sempre, la magistratura, le forze dell’ordine che lavorano con impegno. Le amministrazioni che anche quest’anno sono qui. Ci siamo noi, ci siete voi tutti, che non volete chinare la testa”.

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