Non sicurezza, quanto mi costi?

Infortuni sul lavoro, in Lombardia costano 6 miliardi in un anno

Il report di Confcooperative: +2,4% in 12 mesi. Il presidente Aiello: “La sicurezza non è un costo, ma un investimento”

Infortuni sul lavoro, in Lombardia costano 6 miliardi in un anno

Gli infortuni sul lavoro continuano a pesare in modo significativo sul sistema economico e sociale lombardo. Negli ultimi dodici mesi, da marzo 2025 a febbraio 2026, il costo complessivo ha raggiunto i 6 miliardi di euro, segnando un aumento del 2,4% rispetto al periodo precedente.

Infortuni sul lavoro, in Lombardia costiano 6 miliardi in un anno

MILANO – È quanto emerge dal terzo report “Non sicurezza, quanto mi costi?“, presentato da Confcooperative Lavoro e Servizi Lombardia in occasione dell’assemblea che ha eletto alla presidenza Nino Aiello, 58 anni, responsabile delle risorse umane di CSA Mantova.

Aiello guiderà per i prossimi quattro anni una realtà che rappresenta 274 cooperative attive nel facility management, con 39mila soci, oltre 12mila occupati e un fatturato complessivo di circa un miliardo di euro.

 “I dati confermano quanto sia ancora elevato il prezzo, economico e umano, degli infortuni”

“La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo, ma un investimento imprescindibile – ha sottolineato il neopresidente  Nino Aiello –. I dati confermano quanto sia ancora elevato il prezzo, economico e umano, degli infortuni. È necessario rafforzare una cultura della prevenzione che parta dalla formazione, dall’innovazione e dalla responsabilità condivisa”.

Secondo il report, molte aziende continuano a percepire come un costo voci fondamentali come la manutenzione degli impianti, le certificazioni, l’adozione di misure preventive e l’utilizzo dei dispositivi di protezione. Tuttavia, l’assenza di questi investimenti genera conseguenze ben più onerose.

Costi diretti e indiretti

Ai costi diretti – come le assenze per malattia e la perdita di reddito – si aggiungono quelli indiretti, tra cui l’interruzione delle attività produttive, il ricorso agli straordinari e il supporto alle famiglie dei lavoratori coinvolti. Senza contare i costi intangibili: il danno reputazionale per le aziende e l’impatto psicologico su colleghi e comunità di lavoro.

La provincia di Milano si conferma maglia nera

Nei 12 mesi rilevati, in termini assoluti la provincia di Milano si conferma quella con il maggior numero di infortuni, con 36.784 denunce, seguita da Brescia (15.836) e Bergamo (12.664). Tuttavia, gli incrementi percentuali più significativi si registrano nelle città di Brescia (+5,5%) e Lodi (5,1%).

Al contrario, si osserva anche un trend positivo

Tra le province che segnano un calo in testa c’è Mantova, con una riduzione dell’3,9%, seguita da Cremona, che registra una diminuzione del 1,7%.

Comparti e fasce di età più a rischio

Secondo l’elaborazione di Confcooperative Lombardia, nei 12 mesi da marzo 2025 a febbraio 2026 si confermano il comparto terziario (28.666 denunce) e quello industriale (26.979) come i più esposti al rischio di infortuni.

Per fasce d’età, il numero più elevato di denunce si registra tra i lavoratori tra i 50 e i 59 anni (22.955) e tra gli under 20 (21.866). Tuttavia, considerando le variazioni percentuali rispetto all’annualità precedente, gli incrementi più significativi riguardano gli over 60 (+9,7%) e gli under 20 (+5,2%).

Per quanto riguarda i settori più a rischio sulla base dei codici ATECO i dati restituiscono un quadro negativo per il comparto istruzione che vede salire le denunce di infortunio del 14,52%. Tra gli ambiti che registrano trend in aumento anche quello dell’agricoltura, silvicoltura e pesca con un incremento di denunce per infortuni pari a +10,31%.

Lombardia: 148 morti sul lavoro in un anno

Nel 12 mesi rilevati in Lombardia, si sono registrati 148 morti sul lavoro, in calo del 13% rispetto periodo precedente. Il maggior picco, in aumento, si registra a Sondrio (+66%). La provincia con il miglior trend positivo è Pavia con il – 68% dei casi. Milano, che registra il numero più alto di infortuni mortali con 45 casi, ha segnato una crescita del +9%. Nessuna variazione per le province di Lecco e Mantova.

Tra gli altri temi emersi durante l’assemblea, la necessità di rafforzare il dialogo con le istituzioni per il pieno riconoscimento dei prezzi nei rinnovi contrattuali e di promuovere protocolli regionali che valorizzino la territorialità negli appalti, contrastando il dumping e garantendo qualità del lavoro.

Al centro, il ruolo del socio lavoratore, da rendere sempre più protagonista attraverso investimenti in formazione, welfare integrato e modelli organizzativi capaci di coniugare partecipazione e competitività.
Confermata, infine, l’attenzione alla sostenibilità, con l’impegno a favorire modelli di business a basso impatto ambientale e l’adozione di soluzioni innovative nei diversi settori di attività.

Un quadro generale che evidenzia come la sicurezza non sia soltanto una questione normativa, ma una leva strategica per la sostenibilità delle imprese e la tutela delle persone.