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In pellegrinaggio sul tapis roulant: “Un impegno simbolico per ringraziare chi sta combattendo”

Francesco Bollani affronta un cammino virtuale spirituale (con tanto di zaino in spalla) per lanciare un messaggio di speranza.

pellegrinaggio sul tapis roulant

In pellegrinaggio sul tapis roulant: “Un impegno simbolico per ringraziare chi sta combattendo”.

In pellegrinaggio sul tapis roulant: “Un impegno simbolico per ringraziare chi sta combattendo”

ROZZANO – Francesco Bollani è un appassionato di cammini che affronta con impegno e dedizione.

I suoi cammini spirituali

Nel 2016 ha compiuto il primo percorso verso Santiago: 1.021 chilometri. Nel 2018 ha cambiato tragitto ma non destinazione, macinando altri 380 chilometri. Lo scorso anno ne ha fatti 420, sempre con l’obiettivo di raggiungere la meta di pellegrinaggio al santuario. “A fine marzo sarei dovuto partire per il quarto cammino giacobeo – racconta – ma la tragedia che stiamo vivendo mi ha impedito di vivere questa nuova esperienza”.

Il cammino virtuale spirituale al tempo del virus

Ma Bollani, 55 anni, architetto di professione, non si è abbattuto e ha deciso di organizzarsi diversamente, di non rinunciare al suo personale obiettivo e ha tracciato “un percorso virtuale tra casa mia e la basilica di San Francesco ad Assisi”, spiega. Diciannove giorni di cammino per una distanza complessiva di 430 chilometri. Tutto su tapis roulant. L’idea, infatti, è di vivere le tappe come se fosse un percorso reale, con tanto di zaino pesante sulle spalle. Ecco come si è organizzato l’architetto: “Con l’aiuto di un programma gps ho individuato il percorso suddividendolo in vere e proprie tappe giornaliere di circa 20/25 km che quotidianamente percorro camminando sul mio tapis roulant, con tanto di zaino carico: altrimenti che pellegrinaggio è!

Ogni mattina sveglia alle cinque per l’impresa solidale

pellegrinaggio sul tapis roulant

Ogni mattina sveglia alle cinque, così per le nove ho già percorso quasi tutta la tappa, poi mi dedico al mio lavoro in smart working, alle faccende famigliari, e nel pomeriggio mi ritaglio un’altra oretta per completare i chilometri giornalieri prefissati”. Se state pensando che l’architetto lo faccia per mantenersi in forma, siete fuori strada: “Sono figlio di un commerciante – racconta Bollani – e in questo momento così duro per tutti, dove migliaia di persone si stanno sacrificando negli ospedali e in tutte quelle attività che restano aperte per permettere alla maggioranza della popolazione di restare a casa, volevo dimostrare loro il mio affetto e così ho pensato di dedicare in special modo questa mia impresa virtuale a tutte le donne e a tutti gli uomini che ogni giorno lavorano nei piccoli negozi e nella grande distribuzione per garantirci una vita protetta nelle nostre abitazioni.

L’architetto-pellegrino: Mandatemi i vostri messaggi

Si dice che un “pellegrino” sia un uomo che prega con i piedi e mi è venuto spontaneo pregare a mio modo per tutti loro: dovrei “raggiungere” Assisi il giorno di Pasqua e mi piacerebbe portare tutti loro nel mio zaino”. L’architetto-pellegrino invita chi vuole prendere parte all’impresa spirituale a mandare una mail al suo indirizzo (bollani.francesco@gmail.com), così potrà stampare i messaggi di buon augurio e speranza, infilarli nello zaino e portarli con sé in questo cammino virtuale.

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