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In Consiglio Regionale si parla di fine vita con la proposta "Liberi Subito"

Una legge che tutela pazienti e personale sanitario

In Consiglio Regionale si parla di fine vita con la proposta "Liberi Subito"
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Ieri 17 luglio 2024 si è tenuta l'audizione del comitato promotore della proposta di legge regionale sul fine vita "Liberi Subito".

La proposta "Liberi Subito"

MILANO - Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e membro del comitato promotore della proposta di legge regionale sul fine vita "Liberi Subito" si è espresso così al termine dell'audizione di ieri in commissione Affari istituzionali ed Enti locali del Consiglio regionale:

"Chiediamo che ci siano tempi certi nelle risposte da dare alle persone che chiedono di essere aiutate a morire. Non è dignitoso e umano tenere mesi o addirittura anni in attesa di una risposta persone con patologie irreversibili e sofferenze insopportabili. Hanno diritto di essere aiutate a morire e questo lo ha già stabilito la Corte Costituzionale". Regione Lombardia "non si deve esprimere su questo", ma, essendo responsabile della sanità "deve, a nostro avviso, intervenire per garantire che i tempi e le procedure siano certi e sicuri anche per meglio prevenire i suicidi e tutelare il personale sanitario".

Bisogno di una risposta

"Quello che abbiamo spiegato e sostenuto in Consiglio regionale è che se non venisse approvata la nostra proposta “Liberi subito” per i tempi certi sulla morte volontaria, comunque le Asl devono rispondere. In altre Regioni i tribunali hanno condannato i direttori sanitari per la mancata risposta. Ecco perché questa risposta è anche a tutela dei dipendenti di Regione Lombardia". 

Forte: "bisogna capire se è competenza della Regione"

"Credo che il primo punto da superare sia se esista effettivamente un diritto all'assistenza al suicidio medicalmente assistito. La stessa sentenza della Corte non afferma questo diritto, ma si limita a riscrivere una parte del codice penale. Tra l'altro la materia penale è di competenza dello Stato e quindi qui si pone il tema se questa proposta di legge sia di competenza del legislatore regionale. Questo è un tema che andrà assolutamente sciolto ed è dirimente prima di procedere alla discussione di merito".

Lo ha affermato il presidente della II Commissione affari istituzionali del Consiglio regionale Matteo Forte.

Gallera: "non sono l'unico della maggioranza a sostenere la proposta"

"Da liberale credo fermamente nella libertà di ogni cittadino di autodeterminare anche la propria fine quindi sostengo con forza questa proposta di legge. Non sono l'unico nella maggioranza. All'interno di Forza Italia ci sono altri colleghi e mi sembra che ci saranno anche all'interno della maggioranza, però questo verrà fuori nel dibattito e nel voto".

Lo ha affermato il consigliere regionale di Forza Italia, Giulio Gallera. Una giornata quella di ieri, definita dal consigliere azzurro "importante" perché

"si è accertato che sussiste un diritto sancito da una sentenza della Corte Costituzionale che ha rango di legge nazionale, mentre la competenza di normare l'attuazione è regionale. Troverei estremamente curioso che una Regione come la Lombardia che ha fatto dell'autonomia la propria bandiera e che ha un sistema sanitario unico, poi non voglia dal punto di vista organizzativo, su un tema come questo, procedere ad un aspetto operativo", ha concluso Gallera

Di Marco: "M5S continua a sostenere i cittadini che ne hanno bisogno"

"La voce dei cittadini entra finalmente in Consiglio regionale. Quello sulla proposta di legge di iniziativa popolare 'Liberi Subito', avvenuto oggi in Commissione, è stato un primo importante momento di confronto, su di un tema in relazione al quale la politica ha il dovere di non voltare più la faccia dall’altra parte. La Corte Costituzionale ha chiarito in maniera inequivocabile l’esistenza di un diritto, quello all’assistenza medica per il fine vita, adesso tocca alle Istituzioni disciplinare l’organizzazione di quel diritto, garantendo tempi e procedure certe a coloro i quali si trovano nelle condizioni tali da poterne richiedere l'esercizio. Come rappresentanti dei cittadini, che a gran voce continuano a chiedere un intervento legislativo in materia, ci impegneremo affinché questo confronto, che ci auguriamo libero da ogni pregiudizio o diktat di partito, avvenga in maniera approfondita e porti al più presto il Consiglio regionale ad esprimersi. A settembre l’iter della proposta di legge 'Liberi Subito' proseguirà con una serie di audizioni in Commissione. Il M5s ha sempre sostenuto, e continuerà a sostenere, il cammino di questa proposta di legge che chiede alle istituzioni di rispettare la dignità di chi si trova in condizioni di estrema sofferenza attraverso tempi e risposte certe". così il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Lombardia. Nicola Di Marco.

Baffi: "21 novembre termine ultimo"

La proposta di legge sul fine vita "è stata assegnata alle Commissioni affari istituzionali e sanità il 21 febbraio 2024. Entro 9 mesi deve arrivare in Aula, quindi il 21 novembre è il termine ultimo". Lo ha affermato la presidente della III Commissione sanità del Consiglio regionale, Patrizia Baffi. Lo step successivo è "un percorso di approfondimento" in merito perché, secondo Baffi

"non esiste una discussione politica seria se non si fa un approfondimento serio". Perciò "ci interrogheremo e approfondiremo come è giusto che sia sulla tutela della salute del cittadino. Oggettivamente spesso le ATS sono in difficoltà, quindi l'approfondimento servirà anche a definire la problematica nella sua interezza", ha concluso Baffi.

Rozza: "la legge tutela anche i sanitari"

“La Corte costituzionale, con la sentenza 242/ 2019, che ha valore di legge, ha stabilito il diritto al suicidio assistito in condizioni specifiche, descritte dalla stessa sentenza. La proposta di legge presentata oggi, in riferimento alla sentenza della Consulta, norma esclusivamente tempi e procedure e la composizione dell’equipe multidisciplinare di verifica dei requisiti. Non sancisce il diritto al suicidio assistito, sancito già dalla Corte costituzionale, ma dà solo attuazione alla legge, per garantire a chi fa richiesta tempi di risposta certi, siano essi positivi o negativi. Il progetto di legge tutela anche i professionisti della sanità che, nelle Ats e nelle Asst sono tenuti a dare una risposta che, se inadeguata, può portare, come già accaduto in altre regioni, a sentenze di condanna. La Commissione medica multidisciplinare prevista, inoltre, nei casi in cui la risposta alla richiesta sia negativa, può prendere in carico il paziente e, nei casi in cui ci sia necessità, offrire un supporto psichiatrico che in altro modo, spesso, sarebbe mancato”.

Lo dichiara la consigliera regionale del Pd Carmela Rozza.

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