L'analogia tra ieri e oggi 

Il sindaco Marco Pozza nella Giornata della Memoria pone l’accento sul dibattito in corso sulla sicurezza per le Olimpiadi invernali

Ricordare dice il sindaco "significa scegliere da che parte stare: dalla parte della dignità umana, dei diritti, della pace e della convivenza civile"

Il sindaco Marco Pozza nella Giornata della Memoria pone l’accento sul dibattito in corso sulla sicurezza per le Olimpiadi invernali

Martedì sera, in occasione della ricorrenza della Giornata della Memoria, il sindaco di Cesano Boscone ha posto una serie di interrogativi ai cittadini che hanno partecipato prima alla fiaccolata e poi allo spettacolo teatrale evidenziando alcuni parallelismi tra il passato e il presente.

I timori del sindaco Marco Pozza nella Giornata della Memoria

CESANO BOSCONE – Con il racconto di un uomo portato via a Varsavia nel 1942 perché l’agente che lo aveva fermato affermava “che l’accento non era di qui”, il sindaco di cesano Boscone Marco Pozza ha deciso di attualizzare il contenuto della Giornata della Memoria.

“Se ascoltando la storia dell’uomo fermato a Varsavia la mente è andata al passato, perché ci sembra così attuale? Se invece abbiamo pensato al presente, consideriamo accettabile tutto questo?”, ha chiesto il primo cittadino, sottolineando come “basti un accento per trasformare una persona in un sospetto, un diritto in un dettaglio e dare vita alla sostituzione del diritto con l’arbitrio”.

L’analogia tra ieri e oggi e l’arrivo in Italia dell’ICE

Il parallelismo tracciato nel corso della serata di martedì 27 gennaio ha toccato i temi che stanno alimentando il dibattito degli ultimi giorni, dalla gestione della sicurezza all’uso della paura come strumento politico. E l’arrivo in Italia dell’ICE in occasione delle Olimpiadi invernali che inizieranno la prossima settimana non aiuta.

Il sindaco ha ricordato che la Shoah non è nata all’improvviso, ma è stata il risultato di un processo graduale di disumanizzazione e indifferenza.

Dalla “Remigrazione” a “JudenFrei”

“Quando diventa difficile distinguere tra ieri e oggi, la domanda non è più se la storia si ripete, ma se abbiamo davvero imparato qualcosa”, ha proseguito Marco Pozza, citando come oggi si torni a parlare di “Remigrazione”, “Remigation” o “Remigration”, e di come si rischi di accettare il ritorno a luoghi “JudenFrei” “(cambia forse se fosse vietato a non ebrei di camminare in alcune strade della Cisgiordania?)” o a leggi che escludono le persone per etnia o religione.

Ricordare, ha concluso il sindaco, “significa scegliere da che parte stare: dalla parte della dignità umana, dei diritti, della pace e della convivenza civile”.