Buongiorno Dottore, mi chiamo J, ho 31 anni e sono fidanzata da un paio d’anni. Le scrivo perché c’è una situazione con il mio ragazzo che ultimamente mi sta mettendo parecchio a disagio. Da un po’ di tempo, quando facciamo l’amore, gli piace riprenderci con il cellulare. Io però non riesco a viverla con la stessa leggerezza: quando vedo che prende il telefono mi irrigidisco, mi vergogno e soprattutto sento come se venisse invasa una parte molto intima della mia privacy. La cosa che mi preoccupa di più è pensare a cosa potrebbe succedere a quei video in futuro. Oggi stiamo insieme e mi fido di lui, ma nessuno può sapere come andranno le cose tra qualche anno. Se un giorno dovessimo lasciarci, l’idea che possa avere ancora dei nostri video così intimi, o che magari possano finire nelle mani di qualcun altro, mi mette davvero molta ansia.
Inoltre, da quando ha iniziato con questa cosa delle riprese, ho notato anche un cambiamento nel nostro modo di fare sesso. Mi sembra che lui sia molto più preso dal video e dalla sua eccitazione: dura meno e, quando raggiunge l’orgasmo, ho la sensazione che pensi soprattutto al proprio piacere e molto meno al mio. Questo mi fa sentire ancora più a disagio, quasi come se in quei momenti io fossi diventata parte di una sua fantasia invece che la sua compagna. Ho provato più di una volta a dirgli apertamente che essere ripresa non mi piace e che preferirei vivere quei momenti soltanto tra noi. Lui però tende a minimizzare e mi risponde che non c’è niente di strano, che ormai “lo fanno tutti”. Il problema è che a me non interessa se lo fanno tutti o meno: io non mi sento a mio agio.
Non vorrei sembrare esagerata o troppo rigida, ma allo stesso tempo sento che sto accettando qualcosa che in realtà non voglio davvero. Secondo lei come dovrei affrontare la situazione con lui? E soprattutto, è sbagliato pretendere che smetta di riprenderci se questa cosa mi fa stare male?
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Buongiorno J., dalle sue parole emerge soprattutto una cosa: essere ripresa durante l’intimità non la fa sentire serena. Si irrigidisce, prova vergogna e teme che quei video, un domani, possano essere divulgati o comunque rimanere nelle mani del suo compagno nel caso in cui la relazione finisse. Non credo debba chiedersi se sta esagerando. Nella sessualità ciò che può essere eccitante per una persona può mettere profondamente a disagio un’altra, e questo limite merita di essere ascoltato.
Il consenso deve esserci da entrambe le parti
Fare dei video durante un rapporto può essere una trasgressione piacevole per alcune coppie, ma soltanto quando entrambi sono realmente d’accordo. La frase “lo fanno tutti” lascia un po’ il tempo che trova: anche se fosse una pratica molto diffusa, non significa che debba piacere anche a lei. Se non vuole essere ripresa, può semplicemente dire di no. E anche se in passato ha accettato, questo non la obbliga ad accettarlo ancora. Il consenso può essere ritirato in qualsiasi momento. Il suo ragazzo non deve necessariamente comprendere fino in fondo perché questa cosa la disturbi, ma dovrebbe rispettare il fatto che per lei rappresenti un limite.
La preoccupazione per la privacy
Capisco anche il timore legato a ciò che potrebbe accadere a queste registrazioni in futuro. Un momento intimo passa, un video invece rimane. Se la loro esistenza oggi le provoca ansia, parlerei apertamente anche di questo. Può chiedere che i filmati già realizzati vengano eliminati e chiarire che non desidera farne altri. Affronterei però il discorso fuori dalla camera da letto, in un momento tranquillo. In questo modo non sarà una decisione presa sull’onda dell’eccitazione, ma un confronto vero tra voi due. Anche la sua reazione a questa richiesta potrà aiutarla a capire quanto spazio viene dato alle sue esigenze nella relazione.
Non è soltanto una questione di durata
Lei racconta inoltre che, da quando avete iniziato a riprendervi, il suo compagno sembra durare meno e, raggiunto l’orgasmo, concentrarsi prevalentemente sul proprio piacere. Non darei troppa importanza alla durata in sé: un rapporto soddisfacente non si misura in minuti. Mi soffermerei piuttosto sulla sua sensazione di essere messa in secondo piano. Nell’intimità dovrebbe esserci reciprocità, attenzione ai segnali dell’altro e interesse anche per il suo piacere. Se il telefono sta trasformando un momento condiviso in qualcosa che lei percepisce come una sorta di “performance”, vale la pena dirglielo.
Un limite non è un’accusa
Proverei quindi a essere molto chiara: “Capisco che a te piaccia, ma io non voglio più essere ripresa”. Non è necessario accusarlo, né convincerlo che fare video sia sbagliato. È sufficiente comunicare che lei non lo desidera. A quel punto presterei attenzione soprattutto alla sua risposta. Se accoglierà il suo limite, potrete anche parlare più serenamente di ciò che piace a entrambi e ritrovare una maggiore complicità. Se invece continuerà a minimizzare, insistere o farla sentire esagerata per il suo rifiuto, allora rifletterei non tanto sulla trasgressione in sé, quanto su un tema più importante: quanto vengono rispettati i suoi confini all’interno della relazione.
Dott. Fabiano Foschini
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