un futuro tutto da scrivere

Il Castello di Cusago torna sul mercato: vale quasi 10 milioni, tra gli ex proprietari anche Berlusconi

Lo storico maniero visconteo, simbolo del paese, è stato rimesso in vendita, con un prezzo importante, su un sito immobiliare riaprendo il dibattito sul suo futuro

Il Castello di Cusago torna sul mercato: vale quasi 10 milioni, tra gli ex proprietari anche Berlusconi

Il Castello di Cusago, uno dei simboli storici del territorio, è tornato in vendita. Il prezzo richiesto sfiora i 10 milioni di euro e riaccende l’attenzione su un bene architettonico unico, per storia e posizione.

Il Castello di Cusago torna sul mercato: vale quasi 10 milioni, tra gli ex proprietari anche Berlusconi

CUSAGO – Il Castello di Cusago torna sotto i riflettori. L’annuncio, pubblicato nei giorni scorsi sul portale Immobiliare.it, presenta il complesso come un investimento di alto profilo: “Prestigioso e irripetibile”.

E in effetti la particolarità del maniero affonda le radici nel Trecento, quando fu Bernabò Visconti a volerne la costruzione tra il 1360 e il 1369. Successivamente Filippo Maria Visconti fece realizzare il Naviglietto, un canale che collegava il castello a Milano, permettendo di raggiungerlo via acqua.

Spesso definito una versione “in scala ridotta” del Castello Sforzesco, l’edificio ha anche ispirato, secoli dopo, l’architetto Luca Beltrami nella ricostruzione della Torre del Filarete a Milano.

Un complesso storico di grandi dimensioni

La proprietà comprende circa 6mila metri quadrati di struttura e altri 15mila di parco. Come racconta Il Corriere, la vendita è affidata a una società immobiliare comasca, che segnala già le prime manifestazioni di interesse, anche da parte di investitori stranieri: “Abbiamo già ricevuto sei richieste, due sono già nostri clienti, uno è svizzero e l’altro è italiano – come riporta Il Corriere – . L’idea è di trasformarlo in un immobile di lusso, che sia una struttura ricettivo-alberghiera, oppure appartamenti”.

Le ipotesi sul futuro utilizzo spaziano dalla creazione di una struttura ricettiva di fascia alta alla suddivisione in residenze di pregio. Negli ultimi anni sono già stati effettuati alcuni interventi rilevanti, tra cui il rifacimento completo del tetto e il consolidamento della torre.

Dai Visconti a oggi: una lunga storia di passaggi

Nel corso dei secoli il castello ha cambiato più volte proprietario e funzione. Da residenza di corte e “villa di delizie”ai tempi di Ludovico il Moro, utilizzata per battute di caccia e momenti di svago, ha progressivamente perso centralità, passando attraverso diverse famiglie nobiliari, tra cui gli Stampa e i Casati-Stampa.

Nel 1973 entrò anche nel patrimonio di Silvio Berlusconi, nell’ambito delle sue operazioni immobiliari nella zona. Tuttavia non fu mai oggetto di un vero restauro e venne successivamente ceduto, nel 2003, a un gruppo di imprenditori. Da allora il complesso ha conosciuto una fase di progressivo degrado.

Un tentativo di recupero, avviato nel 2023 attraverso una fondazione pubblico-privata, non ha avuto seguito ed è stato interrotto dopo circa un anno. Oggi è proprietà del gruppo Viridea.

Un simbolo per il paese

Per la comunità locale il castello, che sorge nel centro del paese, resta un punto di riferimento identitario. In passato ha ospitato anche attività e momenti di vita quotidiana: abitazioni, uffici, una trattoria e persino eventi pubblici molto partecipati, come le sagre estive.

La posizione dell’Amministrazione comunale

Dagli anni Novanta, però, la struttura risulta in gran parte inutilizzata. L’attuale amministrazione comunale guarda con attenzione agli sviluppi della vendita, con l’obiettivo di mantenere un legame tra il bene e la cittadinanza ma il sindaco Gianmarco Reina non ha preso per niente bene la notizia della vendita appresa sul sito: “Vederlo sul web, alla stregua di immobili come cascine o appartamenti, fa un certo effetto” . L’ipotesi del Comune, che gode di ottimi rapporti con Viridea, è quella di aprire un confronto con eventuali nuovi proprietari per garantire almeno un utilizzo parziale pubblico, soprattutto del parco. “Il Castello è il simbolo di Cusago – conclude il sindaco –  i residenti non possono restarne esclusi completamente”.

Tra architettura e possibilità di recupero

Dal punto di vista architettonico, il castello conserva elementi di grande interesse, come la torre di guardia e il loggiato laterale. Alcune aperture originali, oggi murate, potrebbero essere recuperate nell’ambito di un intervento di riqualificazione.

Il futuro del Castello di Cusago resta dunque aperto: tra mercato immobiliare e tutela storica, la sfida sarà trovare un equilibrio tra valorizzazione economica e accessibilità per la comunità.